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Papa Francesco: accendere il cuore con la preghiera, no ai “cristiani addormentati”

POPE-FRANCIS-ANGELUS

Antoine Mekary | ALETEIA

Vatican News - pubblicato il 28/11/21

All’Angelus della prima domenica di Avvento, il Papa invita i fedeli a vigilare ed a pregare per custodire il cuore dall’accidia spirituale, che spegne l’entusiasmo missionario e la passione per il Vangelo. Nel Dopo Angelus, l’appello del Pontefice in favore dei migranti e per la tutela della loro dignità

Prima domenica di Avvento, tempo di preparazione al Natale, tempo di attesa per la venuta del Signore. Attende il sole, dopo la pioggia battente su Roma; attendono il presepe e il grande albero di Natale in allestimento a Piazza San Pietro; attendono i pellegrini, tra bandiere e ombrelli colorati. Ma in questo tempo di attesa, “Gesù ci invita a non avere paura – dice Papa Francesco, durante la catechesi che precede la preghiera mariana dell’Angelus, pronunciata dalla finestra del Palazzo Apostolico – Non avere paura perché Egli verrà, Gesù tornerà, Egli verrà, lo ha promesso”. 

Vigilare per non diventare indifferenti

Anche “nei momenti in cui tutto sembra finito”, aggiunge il Pontefice, anche “nelle tribolazioni, nelle crisi della vita e nei drammi della storia”, il Signore “viene a salvarci”, indicandoci la vigilanza e la preghiera come vie maestre da seguire per “non farci assorbire dalle difficoltà, dalle sofferenze, dalle sconfitte”:

Vigilare significa questo: non permettere che il cuore si impigrisca e che la vita spirituale si ammorbidisca nella mediocrità. Fare attenzione perché si può essere “cristiani addormentati”. E noi sappiamo che ce ne sono tanti, anestetizzati dalle mondanità spirituali, senza slancio spirituale, senza ardore nel pregare – pregano come pappagalli – senza entusiasmo per la missione, senza passione per il Vangelo. Cristiani che guardano sempre dentro, incapaci di guardare all’orizzonte. E questo porta a “sonnecchiare”: a tirare avanti le cose per inerzia, a cadere nell’apatia, indifferenti a tutto tranne che a quello che ci fa comodo. E questa è una vita triste. 

L’accidia, grande nemico della vita spirituale

“È triste vedere “cristiani in poltrona”, continua il Papa: l’abitudine, la pigrizia, la mediocrità, il vizio ci “schiacciano a terra” e ci rendono “indifferenti” alle difficoltà dei nostri fratelli. Di qui, l’esortazione a “custodire il cuore dall’accidia, grande nemico della vita spirituale e anche della vita cristiana”: 

L’accidia è quella pigrizia che fa precipitare, scivolare nella tristezza, che toglie il gusto di vivere e la voglia di fare. È uno spirito negativo, cattivo che inchioda l’anima nel torpore, rubandole la gioia. Il Libro dei Proverbi dice: «Custodisci il tuo cuore, perché da esso sgorga la vita» (Pr 4,23). Custodire il cuore: questo significa vigilare!

Non tralasciare la preghiera, lampada del cuore

Ma la vigilanza dei cristiani, afferma Francesco, ha “un ingrediente essenziale”, “un segreto” che è la preghiera:

È la preghiera che tiene accesa la lampada del cuore. Specialmente quando sentiamo che l’entusiasmo si raffredda, la preghiera lo riaccende, perché ci riporta a Dio, al centro delle cose. La preghiera risveglia l’anima dal sonno e la focalizza su quello che conta, sul fine dell’esistenza.

L’invito del Papa ai fedeli, dunque, è a non tralasciare la preghiera neanche “nelle giornate più piene”: pregare con il cuore, ripetendo spesso brevi invocazioni come “Vieni, Signore Gesù”, infatti, aiuterà l’animo a restare vigile.Una breve invocazione che Francesco fa ripetere per tre volte ai fedeli radunati in Piazza San Pietro, invitandoli a guardare alla Madonna, Colei che “ha atteso il Signore con cuore vigilante”. L’invito a vivere l’Avvento con speranza ritorna anche nei tweet di Papa Francesco pubblicati oggi sul suo account @Pontifex: “La nostra vita diventa bella e felice quando attendiamo qualcuno di caro e importante – si legge – Questo #Avvento ci aiuti a trasformare la speranza nella certezza che Colui che aspettiamo ci ama e non ci abbandona mai”.  

Tutelare dignità dei migranti

Nel Dopo Angelus, il Pontefice ricorda i tanti migranti esposti a “pericoli gravissimi” in questi giorni e si dice addolorati dei tanti morti nel Canale della Manica, nel Mediterraneo, al confine con la Bielorussia. Il pensiero va anche alle vittime della tratta, torturate e vendute come schiavi. A tutti loro, il Papa assicura la sua preghiera e la sua vicinanza, ringraziando poi tutte le istituzioni impegnate nel settore. Forte la sua invocazione al dialogo per trovare soluzioni che rispettino la dignità di queste persone. 

L’originale su Vatican News

Tags:
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