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Le tre “ascensioni di Maria”… e le tre grazie da chiedere a riguardo

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Jean-Michel Castaing - pubblicato il 23/11/21

A partire dalle tre “elevazioni” decisive che puntellano la vita della Vergine Maria, il cristiano può trarre tre grazie benefiche da domandare per la propria crescita spirituale.

Figura perfetta della Chiesa, la Vergine Maria fornisce a ogni cristiano un insegnamento a partire da esempi tratti dagli episodi della sua esistenza. La vita della madre di Gesù rappresenta infatti un paradigma di quella del cristiano. 

A tal titolo, ella è ricca di lezioni per il consolidamento e l’arricchimento del nostro legame con Cristo e con la Trinità. Tre “elevazioni fondamentali” scandirono la sua scalata alla gloria divina: la salita dei gradini del tempio di Gerusalemme, nella prima infanzia; la salita al Calvario nella Passione e la salita al Cielo nell’Assunzione. Ognuna di queste tre elevazioni è latrice di una specifica grazia. 

La salita al tempio di Gerusalemme: decidersi per Dio 

Maria ha tre anni. I suoi genitori l’hanno consacrata a Dio, come un tempo aveva fatto l’antica Anna col figlio Samuele (1Sam 1,22). A tal fine, la giovane fu condotta al tempio, che divenne il luogo della sua residenza. Salì senza voltarsi i gradini che vi conducevano e giunse in cima alla gradinata, dove il sommo sacerdote l’accolse. Come avrebbe detto san Paolo, ella era già «dimentica del passato e protesa verso l’avvenire» (Ph 3,13). Con questa ascensione inaugurale, domandiamo alla Vergine la grazia di deciderci energicamente per Dio. 

Per questo non abbiamo bisogno di essere dei fenomeni in fatto di catechismo. A quell’età, Maria ignorava il mistero della Trinità come pure che sarebbe diventata la madre del Figlio di Dio. Ciò non le ha impedito di donarsi totalmente all’Altissimo. Dio è sensibile ai movimenti della nostra buona volontà. In questi tempi di grande secolarizzazione, in cui l’ignoranza rivaleggia con l’indifferenza e col sincretismo, l’Onnipotente non rifiuta mai di lasciarSi trovare da colui che desidera fare un passo in Sua direzione, anche se non possiede ancora i “codici” religiosi dei credenti progrediti. In questo passaggio, non è inutile domandare l’aiuto di Colei che non esitò a lasciare i proprî vincoli famigliari per consacrarsi a Chi tutta la tradizione di Israele le indicava come la delizia delle anime, il cui amore – più grande dei cieli (Sal 107,5) – «vale più della vita» (Sal 62,4). 

La salita al Calvario: acconsentire alla nostra generazione alla vita divina 

Parecchi anni più tardi Maria, madre da più di sei lustri, salì con Gesù la strada scoscesa per il Golgota. I tempi erano cambiati. Al termine di quella dolorosa ascensione, Ella divenne la madre di tutta l’umanità: «Donna, ecco tuo figlio», le disse il Crocifisso alludendo a san Giovanni, il quale ci rappresenta tutti. 

La Croce avrebbe operato un cambiamento nel suo essere più profondo. Lo stesso vale per noi. La fede cristiana non si riduce a una elevazione religiosa che parta da noi: è Dio che fa la parte più importante del lavoro. La fede costituisce una pasqua, ossia un passaggio da uno stato all’altro. Nel nostro battesimo, immersi nella morte di Cristo, siamo risorti come fratelli di Cristo, figli del Padre e tempio dello Spirito. Per la dolorosa ascensione al Golgota, domandiamo alla Vergine la grazia di lasciarci generare da Dio a questo nuovo stato. 

La salita al Cielo nell’Assunzione: tendere verso l’eternità 

Terminato il corso della sua vita terrena, la Vergine fu assunta alla gloria celeste in corpo e anima. È la sua ultima ascensione: per il mistero dell’Assunzione, possiamo implorare la grazia di darci pensiero dell’eternità. La preghiera dell’Ave Maria non termina forse con “adesso e nell’ora della nostra morte?”. Dio ci chiama alla sua eternità, che non è una durata indefinita… che alla fine può addirittura stufare, ma consiste piuttosto nella trasfigurazione di tutto il nostro essere per la potenza di Dio. 

Queste tre “elevazioni” di Nostra Signora possono essere prese anche come una iniziazione al mistero trinitario: la prima salita (dei gradini del Tempio) è la risposta a una chiamata del Padre; l’ascensione (al Golgota) simboleggia la nostra generazione alla dignità di figli di Dio nella Pasqua del Figlio; l’Assunzione, infine, prefigura la nostra trasfigurazione finale per lo Spirito Santo nella gloria celeste. 

E così, questi tre momenti-cerniera della vita di Nostra Signora costituiscono un succoso compendio delle tappe cardinali dell’esistenza del credente, anche se non esauriscono tutta la ricchezza del mistero della vita in Cristo. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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