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La storia straordinaria delle bambine sante Fede, Speranza e Carità

SOFIA

Galabova-CC-BY-SA-4.0

Maria Paola Daud - pubblicato il 21/11/21

Fede, Speranza e Carità erano tre bambine sante figlie di Santa Sofia. Per un certo periodo si pensò che Sofia (saggezza) madre della fede, della speranza e della carità fosse un’immagine allegorica, simbolica, ma sono esistite davvero.

Madre e figlie furono martirizzate sotto l’imperatore Adriano nell’anno 122.

Sofia era di origine greca, moglie di un ricco senatore milanese di nome Filandro. Dal matrimonio erano nate tre figlie, che la madre decise di chiamare come le virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.

Questi nomi possono sembrare strani a molti, ma per i primi cristiani era comune usare nomi che richiamassero i princìpi essenziali della loro religione. 

(FOTO) La leggenda delle tre Sante Fede, Speranza e Carità 

Il martirio delle sante

Filandro morì quando le figlie erano molto piccole, e Sofia decise di trasferirsi da Milano a Roma, dove si dedicò insieme alle bambine alle opere di carità e all’assistenza dei prigionieri cristiani.

La loro attività infastidì l’imperatore, che fece comparire Sofia davanti a un tribunale e la spinse a rinnegare la fede insieme alle sue figlie.

Sofia rifiutò decisamente di farlo, e venne frustata a sangue. Le sue figlie vennero poi portate via per essere interrogate, ma prima la madre le consolò dicendo: “Non abbiate paura, siate forti in Cristo”.

La prima a comparire davanti al tribunale fu Fede. Aveva 12 anni. Seguendo i consigli della madre fu forte e non rinnegò Cristo, nonostante le torture a cui venne sottoposta. Venne frustata e le tagliarono i seni, da cui anziché sangue sgorgò latte.

La stessa sorte subirono Speranza, di 10 anni, e Carità, di 9. Dopo essere state torturate, le tre bambine vennero decapitate davanti alla madre.

Sofia, distrutta dal dolore, prese i corpi delle figlie e li seppellì sulla Via Aurelia, alle catacombe di Pancrazio, dove morì dopo aver pregato e pianto per tre giorni sulla tomba delle piccole.

Durante il pontificato di Paolo I (706), i corpi delle quattro vennero trasferiti nella chiesa di San Silvestro a Campo Marzio.

Il culto

Il loro culto fu a lungo molto diffuso, sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa. Ora sappiamo che la “Speranza” è una bambina, e una bambina coraggiosa, che innanzitutto non perde la certezza che la Provvidenza ci elargirà ogni bene. Per questo, quando sentite che state perdendo la speranza pregate questa bambina perché vi aiuti a mantenerla.

Lo stesso vale per la fede e la carità. Chiediamo a Fede e Carità che le nostre non si raffreddino e che non siano neanche tiepide.

➡️ (FOTOGALLERY) I peggiori supplizi subiti dai martiri ⬅️

Tags:
bambinicaritafedesanti e beatisperanzavirtu teologali
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