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La Corte Suprema rovescerà la sentenza Roe v. Wade?

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Allison C Bailey | Shutterstock

Russell Shaw - pubblicato il 20/11/21

Le decisione dei giudici nel caso Dobbs v. Jackson rappresenterà una grande vittoria o un amaro passo indietro per il movimento pro-vita

A partire dal 1° dicembre, i nove giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti inizieranno a lavorare su quella che già sembra la sentenza più attesa – e probabilmente più controversa – in quasi mezzo secolo.

Quando verrà diffusa la decisione nel caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, probabilmente la prossima primavera o all’inizio dell’estate, accadrà una cosa su tre: rovescerà la sentenza Roe v. Wade, del 1973, che ha legalizzato l’aborto, insieme alla sentenza Planned Parenthood v. Casey, la decisione del 1992 che ha ribadito la posizione principale della Roe; permetterà ai singoli Stati di imporre restrizioni significative all’aborto, pur senza rovesciare completamente le sentenze Roe e Casey; Dio non voglia, infliggerà un amaro passo indietro al movimento pro-vita permettendo che resti in vigore il regime di aborto su richiesta delle sentenze Roe/Casey.

Il 1° dicembre è la data stabilita dalla corte per le audizioni orali. Il caso Dobbs viene dal Mississippi, e riguarda una legge entrata in vigore nel 2018 che bandisce gli aborti dopo la 15ma settimana di gestazione tranne in caso di emergenza medica o grave anormalità fetale. I tribunali di grado inferiore hanno legiferato contro questa legge ritenendola una violazione della Roe.

L’intenso interesse nei confronti del nuovo caso ha già suscitato uno tsunami virtuale di commenti pre-audizioni. Per buona parte, provenienti dal lato pro-aborto, hanno adottato un tono notevolmente offensivo, e apparentemente volto a intimidire i membri pro-vita della Corte Suprema. Ha esacerbato le tensioni anche il trambusto che ha accompagnato la legge del Texas sul battito fetale discussa davanti alla corte il 1° novembre. La legge del Texas bandisce gli aborti dopo il momento in cui si inizia a individuare il battito fetale – in genere alla quinta settimana di gravidanza.

Finora, alla Corte Suprema è stato chiesto di considerare solo le questioni procedurali riguardanti la legge del Texas piuttosto che la questione centrale: è costituzionale? Alcuni fornitori di servizi abortivi stanno cercando il via libera della Corte per intentare una causa contro la legge ancor prima che venga applicata contro di loro, e il Dipartimento di Giustizia, prendendo spunto dalla dichiarazione del Presidente Biden per cui la legge è un “assalto senza precedenti” al diritto di uccidere i bambini non nati, vuole l’autorizzazione per fare causa allo Stato.

Qualunque cosa faccia la Corte Suprema circa tali questioni, arriveranno poi le battaglie dei tribunali di grado inferiore sulla costituzionalità della legge texana. Oltre al Texas, vari altri Stati stanno già chiedendo – e altri stanno per farlo – alla Corte Suprema di dare una risposta affermativa o negativa rispetto alle loro leggi che limitano l’aborto. La sentenza Dobbs sarà però la prima, e la Corte Suprema farà aspettare il Texas e gli altri finché non avrà stabilito le nuove regole legali di basi decidendo su questo caso.

Provare a indovinare come voteranno i singoli giudici è rischioso, ma c’è un trend che sembra piuttosto chiaro. Tre – i giudici Stephen Breyer, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan – voteranno sicuramente a favore dell’aborto, mentre altri tre potrebbero rovesciare le sentenze Roe/Casey –Justices Clarence Thomas, Samuel Alito e Neil Gorsuch.

Questo ne lascia fuori tre – il Chief Justice John Roberts e i giudici Brett Kavanaugh and Amy Coney Barrett. Sono tutti pro-vita, ma uno o più di loro potrebbero favorire qualche modifica alla Roe piuttosto che una sua inversione totale. Tra circa sei mesi lo scopriremo.

Nel frattempo, una riga di un documento amicus curiae – uno dei tanti sottoposti nel caso Dobbs – resta impresso. Riconoscere la personalità del bambino non nato, gli esperti legali John Finnis di Oxford e Notre Dame e Robert George di Princeton non richiederebbe “rimedi giudiziari insoliti”, ma si limiterebbe a “ripristinare protezioni profondamente radicate nella legge fino alla loro eliminazione nella Roe”. 

State ascoltando, Chief Justice Roberts e giudici Kavanaugh e Barrett?

Tags:
abortocorte suprema americana
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