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Santa Matilde, l’usignolo di Dio

SAINT MECHTILDIS

Wellcome Library-CC BY 4.0 (modified)

Luisa Restrepo - pubblicato il 19/11/21

La bella storia di una famosa religiosa medievale con doni mistici e un solido affetto per Gesù

Matilde di Hackeborn era una donna forte che ha avuto la grazia di illuminare un’epoca di grande fecondità per la vita monacale tedesca all’inizio del XIII secolo.

Nacque in una famiglia nobile nel 1241 o nel 1242, nella fortezza di Helfta, in Sassonia. Sua sorella Gertrude era già nel convento cistercense di Rodersdorf.

Un giorno, quando Matilde andò a trovarla, a 7 anni, si innamorò della vita conventuale, e nel 1248 entrò come studentessa, mettendo da parte i benefici di essere nata in un castello e di avere un titolo nobiliare.

Matilde era sopravvissuta alla morte poco dopo la nascita, e il sacerdote che l’aveva battezzata, intuendo che sarebbe diventata una grande santa, assicurò ai suoi genitori che Dio avrebbe operato molti prodigi attraverso di lei.

Per questo fin da quando era molto piccola, sua sorella Gertrude, che era la badessa del convento, la formò a livello spirituale e intellettuale.

Molti doni, anche mistici

In questo modo, Matilde poté moltiplicare i talenti che Dio le aveva donato: una grande intelligenza e una splendida voce, per la quale venne soprannominata “usignolo di Dio”.

Fin da bambina ebbe grandi doni mistici, che custodì nel suo cuore fino a quando compì 15 anni.

Orientata dalla sorella, divenne una grande formatrice, incaricata delle vocazioni.

Le venne ad esempio affidata Gertrude la Grande quando arrivò in convento a 5 anni. Matilde era una maestra esemplare e un modello per novizie e professe.

Malattia e sofferenza

Come Gertrude la Grande, visse sulla propria carne l’esperienza della sofferenza provocata da lunghe malattie, persistenti e dolorose.

La sua fragile condizione fu lo scenario perché Dio operasse nella sua vita e desse grandi frutti spirituali.

Matilde raccontò alcune delle sue esperienze alle consorelle. Una di queste era la sua discepola Gertrude, che si occupò di raccoglierle nel Libro della Grazia Speciale insieme a un’altra sorella di comunità.

Nel testo, oltre alle sue rivelazioni mistiche, viene mostrata l’importanza che ebbe la liturgia nel suo itinerario spirituale.

Ardente carità

Matilde fu una donna obbediente, umile e pia, di grande spirito penitenziale e ardente carità.

Era profondamente devota a Maria e al Sacro Cuore di Gesù, con cui manteneva colloqui mistici.

Seppe arrivare al cuore delle persone poste sotto la sua responsabilità, che portò con grande amore a Cristo.

Quando supplicava la Vergine di non mancare di assisterla nel momento della morte, la Madonna le chiese di recitare ogni giorno tre Ave Maria “commemorando nella prima il potere ricevuto dal Padre Eterno, nella seconda la saggezza con cui mi ha ornato il Figlio e nella terza l’amore di cui mi ha colmato lo Spirito Santo”.

Maria la invitò a meditare sui misteri della vita di Cristo: 

“Se desideri la vera santità, resta vicina a mio Figlio; Egli è la santità stessa, che santifica tutte le cose”

Libro della Grazia Speciale

Eucaristia, Vangelo e preghiera

Durante l’ultima e difficile tappa della sua vita, otto anni pieni di sofferenza, mostrò la profondità della sua unione con Cristo, alla cui Passione univa i suoi dolori per la conversione dei peccatori.

L’Eucaristia, il Vangelo e una vita di preghiera forgiarono il suo spirito, disponendola all’incontro con Dio:

“Le parole del Vangelo erano per lei un alimento meraviglioso, e suscitavano nel suo cuore sentimenti di tale dolcezza che molte volte per l’entusiasmo non riusciva a terminare la sua lettura… Il modo in cui leggeva quelle parole era così fervente che suscitava devozione in tutti. Allo stesso modo, quando cantava nel coro era totalmente assorta in Dio, avvolta da un ardore tale che a volte manifestava i suoi sentimenti con i gesti… Altre volte, come in estasi, non sentiva chi la chiamava o la toccava, e riprendeva malvolentieri il senso delle cose esteriori”.

Libro della Grazia Speciale

In una delle sue visioni, fu Gesù stesso ad affidarle il Vangelo. Aprendole la piaga del Suo dolcissimo cuore le disse:

“Considera quanto è immenso il mio amore: se vuoi conoscerlo bene, in nessun luogo lo troverai espresso più chiaramente che nel Vangelo. Nessuno ha mai sentito esprimere sentimenti più forti e più teneri di questi: come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi (Gv 15, 9)”.

Libro della Grazie Speciale

Matilde morì il 19 novembre 1299 con fama di santità. La sua festa si celebra il 19 novembre.

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misticasanti e beati
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