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I casi di abusi aumentano la pressione per violare il segreto della Confessione

CONFESSIONAL

DyziO | Shutterstock

John Burger - pubblicato il 16/11/21

I vescovi francesi sono irremovibili sull'impossibilità di violare il sigillo sacramentale

In risposta a un rapporto del mese scorso che ha stimato l’esistenza di migliaia di casi di abusi sessuali da parte di chierici e altri soggetti nella Chiesa negli ultimi settant’anni, i vescovi cattolici francesi stanno pensando di chiedere a Papa Francesco un aiuto per mettere in atto le riforme. Nella loro assemblea plenaria annuale, svoltasi dal 2 all’8 novembre, hanno anche affermato che verranno istituite delle commissioni guidate da laici per elaborare le misure di riforma.

Una questione che è emersa come possibile riforma è il cambiamento della pratica di mantenere la Confessione sacramentale – il cosiddetto sigillo sacramentale – completamente segreta.

Il rapporto di 2.500 pagine della Commissione Indipendente sugli Abusi Sessuali nella Chiesa (CIASE) ha affermato:

“La Chiesa deve diffondere direttive precise ai confessori circa il sigillo sacramentale. Ai confessori non dev’essere permesso di derogare, sulla base della santità del sigillo sacramentale, ai doveri imposti dal Codice Penale [Francese], conformi a quelli della legge naturale e divina che offre protezione alla vita e alla dignità di una persona, per riferire alle autorità competenti i casi di violenza sessuale contro un bambino o una persona vulnerabile. Non significa mettere in discussione il sigillo sacramentale in generale, ma nell’ambito della violenza sessuale inflitta ai bambini, viene diffuso un promemoria per cui la lettera e lo spirito della legge della Repubblica Francese… si applicano a ogni persona sul territorio francese”.

Non è la prima volta che la Chiesa o uno dei suoi ministri subisce pressione per violare il sigillo sacramentale. Nei primi giorni della Repubblica americana, si verificò un caso in cui un cattolico confessò al sacerdote di aver ricevuto una proprietà rubata. Il sacerdote rifiutò di testimoniare in tribunale al riguardo. De Witt Clinton, all’epoca sindaco di New York, difese il sacerdote dicendo: “È essenziale per il libero esercizio della religione che le sue regole vengano seguite – che le sue cerimonie e le sue basi vengano protette…. Il peccatore non si confesserà, né il sacerdote riceverà la sua Confessione, se verrà rimosso il velo della segretezza”.

Da quando è scoppiato lo scandalo degli abusi sessuali da parte del clero statunitense quasi vent’anni fa, però, ci sono stati degli sforzi legislativi per costringere i sacerdoti a rivelare alle autorità preposte all’applicazione della legge qualsiasi cosa di cui venissero a conoscenza nel confessionale riguardo ad abusi sessuali reali o potenziali. I sostenitori della difesa dei bambini e i legislatori civili hanno lottato per far includere i chierici nella lista delle “segnalazioni obbligatorie” – in cui dei professionisti sarebbero obbligati a riferire qualsiasi prova di abuso sessuale o a trasmettere informazioni che potrebbero evitare che venga commesso un crimine. Visto che le rivelazioni degli abusi sessuali commessi da membri del clero si sono conquistate i titoli dei media in tutto il mondo, altri Paesi hanno cercato di approvare leggi simili, a volte con successo.

Negli Stati Uniti questi sforzi sono ampiamente falliti, ma una manciata di Stati ha negato le esenzioni religiose dalle leggi sulla segnalazione obbligatoria, come ha riferito ilNew York Times.

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Tags:
abusi sessualiconfessione
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