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Farzana e Qadery dall’Afghanistan ad Assisi: la Chiesa ci ha salvato la vita

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 12/11/21

I due musulmani afgani hanno raccontato la loro storia di coraggio e riscatto all’incontro di preghiera con il Papa e i poveri ad Assisi

Sono storie di coraggio e di riscatto: le hanno raccontate a Papa Francesco due giovani afgani che hanno preso parte all’Incontro di preghiera con 50 poveri ad Assisi. L’evento si è svolto nella mattinata del 12 novembre 2021 a Santa Maria degli Angeli. 

L’evento è stato organizzato in occasione della V Giornata mondiale dei Poveri, che si celebra domenica 14 novembre 2021.

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Il Papa ha ascoltato le testimonianze dei poveri a Santa Maria degli Angeli.

“Nata e cresciuta in una società misogina”

Farzana Razavi viene dall’Afghanistan. «Sono nata e cresciuta in una terra che sicuramente conoscete molto bene. Sono nata nella provincia poco sicura di Ghazni e cresciuta in una società patriarcale e misogina. Che ha bloccato i miei sogni e le mie aspirazioni le quali hanno giocato, per me, un ruolo importante». 

«Ora – prosegue Farzana – sono qui in Italia per alzarmi in piedi con fermezza e procedere a passi in avanti. Ho lasciato la mia terra, ma la mia anima è lì, sono qua fisicamente. Ma sono con le ragazze del dormitorio dell’università di Kabul che in questi giorni non possono andare all’università e scegliere da sole, comprare il pane, andare dal fornaio e divertirsi. Sono preoccupata per la mia famiglia e non so come stiano»

“Sono figli di sciiti”

La sua vita in Afghanistan «era in pericolo per diversi motivi. Sono figlia di sciiti. Ringrazio la Chiesa Italiana, per averci aiutato e salvato le nostre vite. Comunque io sono qui in Italia, un paese bellissimo di cui conosco la civiltà e il calcio da tempo. Nonostante questo, l’Afghanistan è stato rovesciato dai talebani, ma io sono qui e ho iniziato una nuova vita e cercherò di essere una persona utile ed efficace per me, la mia famiglia e l’Italia». 

D’altra parte, la povertà e la fame tolgono la vita a milioni di persone. «Mi auguro e auguro a tutti che il mondo adotti un approccio globale per risolvere questo problema e non lasci solo il popolo afgano».

“La Caritas ci ha cambiato la vita”

Durante l’incontro tra il Papa e i poveri ad Assisi, c’è stata anche la testimonianza di Qadery Abdul Razaq. L’uomo, sempre di origini afgane, è in Italia con mia moglie Salima. «Siamo molto contenti di stare in Italia e ringraziamo il governo italiano che ci ha salvato. A Foligno ci troviamo bene e ringraziamo la Caritas per averci aiutato a fare i documenti. Grazie per l’accoglienza, per la casa e per tutto quello di cui abbiamo bisogno. Grazie agli operatori e a tutto il personale della Caritas che ci sono vicini». 

«Li Ringraziamo soprattutto perché ci trattano come loro genitori e noi come figli. Siamo molto preoccupati per una parte della nostra famiglia rimasta in Afghanistan e un figlio rifugiato in Turchia e vorremmo il Vostro aiuto per salvare anche loro. Noi siamo una famiglia che ha lavorato con l’esercito italiano e siamo preoccupati per loro».

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