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Salva la vicina da uno stupratore. Perché è intervenuto? “Perché andava fatto”

AGGRESSIONE DONNA

Di alexeisido|Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 11/11/21

La notte del 7 novembre al quartiere Prati di Roma una giovane donna viene aggredita nell'androne del condominio da un uomo che vuole stuprarla, ma un altro interviene e la salva. Non è questione di aggressività, ma del bene al quale si orienta la propria forza.

Sui titoli finisce in fretta per essere chiamato eroe ma non ne vuole sapere.

Lui è Andrea Marcelli, cinquantacinquenne ex pugile e vicino della giovane che, pedinata nell’ultimo tratto già nei pressi del condominio dove stava rientrando, ed erano solo le 23.30, stava subendo una violenta aggressione da un uomo alto e robusto di 38 anni e nessuno scrupolo.

L’aggressione

Via Augusto Aubry è a due passi da piazzale Clodio, in una zona centrale e si sarebbe portati a presumere più sicura. L’orario inoltre non è particolarmente critico: le 23.30 di una domenica sera. L’uomo, che la stava seguendo da un po’, la spinge all’interno del portone del palazzo proprio mentre lei lo sta aprendo per mettersi al sicuro, la getta a terra con violenza e le si butta sopra.

Con la forza che le resta si oppone, si agita e soprattutto urla. La voce rimbomba, raggiunge i condomini, ne sveglia alcuni. Primo fra tutti Andrea Marcelli:

Mi sono svegliato all’improvviso di notte e ho aperto la porta, ma non sono riuscito subito a capire dove fosse l’aggressione perché le grida rimbombavano per tutto l’edificio. Poi sono sceso, ho visto la scena e ho agito.

Il Riformista

Le parole dell’uomo

La vicenda è insieme drammatica e consolante, sebbene la giovane sia tuttora segnata, scossa e dolorante non solo fisicamente.

Le domande che si possono fare sono tante e tutte legittime: cosa spinge un uomo adulto ad approfittare così brutalmente della propria superiorità fisica per infliggere un abuso tra i più terribili che una donna possa subire? Come mai le nostre città non sono sicure? Cosa si può fare per evitare che succeda ancora? Ma le domande più interessanti sono quelle che il giornalista Sky pone al buono e muscoloso samaritano che ha soccorso la donna, neutralizzato l’aggressore ed evitato il peggio.

Una su tutte: “Lei ha deciso di intervenire mettendo a repentaglio la sua incolumità, perché?” Risposta da premio Oscar che sintetizza in una battuta forza, senso di giustizia, pudore per il bene che se si fa, si fa e basta. Perché non solo si diffonde da sé ma è anche premio per sé stesso.

Perché va fatto. Poteva essere mia moglie, mia sorella che viene aggredita che fa, nessuno esce? Se sei formato nello sport e non hai paura di affrontare le situazioni è questo, non è coraggio, è formazione.

Skytg24

La forma nobile della virilità

Un esempio di virilità, di capacità di sacrificio, di lucidità e prontezza, e soprattutto di dominio di sé: un uomo, insomma. E un’applicazione tra le più belle del senso di amore per l’altro perché l’altro è come me, è esattamente come le persone che mi sono care. Chi aggredisce invece va reso inoffensivo; poi se ne parlerà, perché anche quello è un prossimo.

A toglierlo di dosso alla giovane ci ha pensato subito il Marcelli; a tenerlo fermo ed evitare che fuggisse anche gli altri condomini, giunti subito in soccorso, utili anche a contenerlo e consegnarlo, recalcitrante, alle forze dell’ordine.

Due mascolinità contrapposte (una compiuta, l’altra no)

In questa vicenda assai drammatica si sono dati convegno due esempi di mascolinità diametralmente opposti e della prima, quella dell’uomo che con la forza difende e protegge senza distruggere l’altro, il nemico, sentiamo una profonda, sincerissima nostalgia.

E’ a questo che serve la forza maschile, dominata in una personalità adulta, capace di controllare e guidare gli istinti, abituata alla fatica, orientata anche dalla competenza acquisita a determinati gesti. Questa è la virilità, a servizio degli altri senza averne troppo l’aria.

Andrea Marcelli aggiunge infatti nelle parole rilasciate alla stampa che le donne sarebbe bene imparassero a disporre di capacità e tecniche di autodifesa, imparandole da qualcuno di esperto.

L’altro uomo invece è la versione deteriore di come la forza fisica possa diventare un disgustoso alibi per approfittare e abusare dell’altro, giovane, donna, bambino che sia.

Costui è stato assicurato alle forze dell’ordine e ci si augura che riceva sanzioni adeguate e non un’impunità che non fa che incoraggiare altri a reiterare simili comportamenti.

La bellezza della normalità, nascondiglio degli eroi

La donna, che fino a ieri era ancora ricoverata in ospedale e che faceva sapere di sè attraverso la madre, è sotto choc, soffre, vuole restare al sicuro e senza riflettori puntati.

Con il suo vicino e salvatore ha invece parlato al telefono; gli ha detto che stava bene, fisicamente, almeno. Per il resto servirà pazienza e tanto amore.

Quanto è bello vedere che gli altri, i soliti che incroci magari distrattamente per le scale e non sempre saluti, sono la tua rete di sicurezza, e solo apparenza sono placidi signor nessuno che sotto la vestaglia o il pigiama vestono la divisa da supereroe; quello che arriva, fa il suo dovere e se ne va. Torna a nascondersi nella prossimità, nella rassicurante e invece misteriosissima quotidianità.

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