Aleteia logoAleteia logoAleteia
mercoledì 08 Dicembre |
Immacolata Concezione
Aleteia logo
Storie
separateurCreated with Sketch.

La donna che salvò migliaia di bambini nel genocidio armeno

BODIL BIORN

Public domain

Sandra Ferrer - pubblicato il 10/11/21

Bodil Bjørn era missionaria in Armenia. Le sue fotografie del conflitto sono diventate una testimonianza della barbarie

Il conflitto armeno ha rappresentato uno degli stermini più terribili della storia recente. Deportazioni ed esecuzioni di massa posero fine alla vita di migliaia e migliaia di persone, lasciando moltissimi sfollati, vedove e orfani.

Quella situazione colpì profondamente tutti coloro che credevano che si dovesse fare qualcosa per alleviare il dolore delle vittime, anche rischiando la propria vita.

Missionari di vari luoghi del mondo si organizzarono per recarsi nell’epicentro dell’orrore, e a questi si unirono persone di diverse origini e provenienze, con l’unico obiettivo di offrire una luce di speranza in tanta oscurità e desolazione.

Bodil Catharina Bjørn era una ragazza felice, una privilegiata che avrebbe potuto avere una vita priva di preoccupazioni.

Nata il 27 gennaio 1871 a Kragerø, in Norvegia, in una famiglia agiata in cui il padre era armatore, Bodil crebbe circondata da lusso e splendore, oltre a ricevere un’istruzione non comune per una bambina dell’epoca.

Si preparava a seguire i passi delle donne della sua famiglia, sposandosi, avendo figli e vivendo con ben poche preoccupazioni, almeno a livello materiale. Qualcosa, però, si risvegliò in lei quando, all’inizio del XX secolo, sentì parlare alcuni missionari che si erano recati in Turchia ed erano stati testimoni dell’orrore subìto dagli Armeni.

BODIL BIORN
“I miei aiutanti” (titolo originale). La fotografia fa parte di una presentazione di diapositive di Bodil Bjørn.

Giocarsi la vita

Bodil era una ragazza molto religiosa, e sentì il bisogno di aiutare gli altri. Studiò da infermiera, si lasciò alle spalle tutte le comodità e si unì all’Organizzazione delle Donne Missionarie, con cui viaggiò fino al cuore dell’Armenia.

Stabilitasi prima a Mezereh e in seguito a Mush, lavorò instancabilmente, occupandosi soprattutto dei bambini orfani e delle donne rimaste vedove. Fondò orfanotrofi e subì l’orrore di veder morire alcuni di quei bambini che aveva trasformato nella sua famiglia.

Si sentì anche orgogliosa vedendo come molti altri si erano salvati la vita grazie alla sua infaticabile e impagabile azione umanitaria, un’opera che in più di un’occasione avrebbe potuto costarle la vita.

  • 1
  • 2
Tags:
genocidio armeno
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni