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Reddito minimo: solidarietà cristiana o assistenzialismo populista?

MEXICO

Shutterstock | Alejandro_Munoz

Francisco Borba Ribeiro Neto - pubblicato il 09/11/21

Papa Francesco ha difeso spesso i programmi di reddito minimo, chiarendo che devono essere progettati in modo realistico ed evitando l'assistenzialismo

Il contesto mondiale ha reso sempre più pressante il dibattito sui cosiddetti programmi di reddito minimo, politiche sociali che garantiscono una remunerazione minima per la persona, anche se non ha un lavoro. Esistono varie modalità, e molte voci si sono levate contro questi programmi, sostenendo che siano assistenzialisti e populisti, mentre altri – compresi alcuni imprenditori del settore tecnologico – li difendono in modo perfino sorprendente.

Prima di comprendere cosa dice la dottrina sociale della Chiesa sul tema, dobbiamo capire cosa sta accadendo per far sì che questi ausili siano ormai all’ordine del giorno.

La crisi del mondo del lavoro

La cosiddetta “Quarta Rivoluzione Industriale”, che viviamo attualmente, con la crescente introduzione di robot e sistemi di intelligenza artificiale, ha un grande impatto sul mercato del lavoro. Le macchine sostituiscono i lavoratori umani, con un guadagno a livello di efficienza e una riduzione dei costi, provocando disoccupazione. La società, dicono gli ottimisti, riequilibrerà questa situazione con la creazione di nuove attività, la riduzione delle giornate lavorative e l’aumento del tempo libero, ma tutti concordano sul fatto che questo non accadrà con una rapidità sufficiente, e per un periodo relativamente lungo avremo grandi masse di disoccupati.

La pandemia ha accelerato il processo e le sue conseguenze più nefaste. Con le persone a casa, le macchine, i sistemi di automazione e i rapporti virtuali hanno sostituito il lavoro in presenza e hanno lasciato disoccupata una parte significativa della popolazione. Non è stato solo un evento transitorio, come la pandemia in sé, ma l’accelerazione di un processo che era già in corso, motivo per cui la ripresa dell’impiego in certi settori potrebbe non accadere più.

L’elevata disoccupazione non è solo un problema umanitario. Ha conseguenze politiche, aumentando l’insoddisfazione dei cittadini e portando all’instabilità dei Governi. L’economia stessa può entrare in recessione, perché non serve produrre di più se non ci sono persone con il denaro per comprare. Per questo, Governi e imprenditori hanno cominciato a sostenere programmi di reddito minimo, che svolgerebbero una funzione non solo umanitaria, ma anche politica ed economica.

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Tags:
economia
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