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Conoscete padre Pozzoli? E’ stato l'”angelo custode” di Papa Francesco

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Libreria Editrice Vaticana

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 09/11/21

Dal prestito al battesimo: la famiglia di Bergoglio ha trovato in questo missionario salesiano il faro che ha illuminato la loro vita. “Se nella mia famiglia oggi si vive come cristiani, lo si deve a lui", dice il Papa

Padre Enrico Pozzoli è stato un faro che ha illuminato la vita di Papa Francesco e della sua famiglia. E’ stato sempre presente nei momenti più difficili che hanno trascorso. A Buenos Aires li ha supportati economicamente e spiritualmente. 

Eppure solo ora, una biografia inedita scritta dal giornalista Ferruccio Pallavera, racconta la vita di padre Pozzoli, salesiano originario di Lodi. 

Il libro è intitolato“Ho fatto cristiano il Papa. Don Enrico Pozzoli, il missionario salesiano che ha battezzato Papa Francesco” (Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano, 2021)

La telefonata del Papa

Pallavera spiega che lo stesso Papa Francesco, lo ha chiamato per incontrarlo alla Domus Sanctae Marthae, quando ha saputo che stava lavorando alla biografia del caro padre Enrico, fornendogli dettagli inediti sul suo rapporto con il salesiano lodigiano. 

“Apostolo del confessionale”

Quanto padre Pozzoli fu fondamentale nell’educazione cristiana di Francesco, scrive L’Osservatore Romano (8 novembre) lo testimoniano i ripetuti ricordi appassionati che egli stesso ha fatto del suo primo maestro spirituale. Come avvenne il 25 marzo 2017 davanti alle migliaia di cresimati nello stadio di San Siro, a Milano, quando ringraziò “i lombardi” per avergli donato un prete “grande apostolo del confessionale”, che gli insegnò — letteralmente — a credere e lo indirizzò a scegliere la strada della consacrazione sacerdotale nella Compagnia di Gesù.

La puntata del Diario di Papa Francesco su Tv2000 che ha parlato di padre Pozzoli.

Fotografo e collezionista di orologi

Pallavera ha scritto una biografia di ampia portata, assecondando così il suo tratto di storico, molto scrupoloso nell’attingere agli archivi dell’istituto salesiano, anche in quel di Buenos Aires. E restituendoci così un don Pozzoli a tutto tondo. Non solo il sacerdote attento ai migranti italiani presenti nella capitale argentina (per 58 anni ha lavorato in terra sudamericana), ma anche un sacerdote con alcune passioni molto umane, che ce lo rendono figura ancora più intrigante

Ad esempio, il suo hobby per la fotografia (con la sua macchina fotografica accompagnò i viaggi del celebre etnografo don Alberto De Agostini nei suo viaggi in Patagonia); il suo interesse per i meccanismi degli orologi; la pratica, da apprendista, della pittura. Tutti tratti che ci restituiscono un salesiano autentico: presbitero sempre vicino alla gente, gran lavoratore, pronto alla battuta, appassionato delle cose umane perché interessato a condurre le anime a Dio Padre.

Il prestito

Nel libro “Gli anni oscuri di Bergoglio” (Ancora), si legge che nel rapporto con la famiglia di Papa Francesco, padre Enrico Pozzoli è stato decisivo quando l’azienda di famiglia, in Piemonte, è andata in crisi negli anni ’20. 

«Il presidente dell’impresa, il fratello di mio nonno Giovanni, cioè Miguel Lorenzo Bergoglio, si ammalò di leucemia e linfoma, e morì. Entrambe le cose, la recessione e il lutto, distrussero l’impresa. Rimasero senza niente e dovettero vendere tutto, perfino la cappella cimiteriale di famiglia. Uno dei fratelli di mio nonno ricominciò da capo. Il più piccolo andò in Brasile e nonno Giovanni si trasferì a Buenos Aires (partì insieme alla moglie e al figlio Mario, padre dell’attuale Papa, nel 1929)». Qui Giovanni fu aiutato da un grande amico, padre Enrico Pozzoli», ha ricordato Papa Francesco. 

Il sacerdote, che aveva conosciuto Giovanni Bergoglio a Torino, li presentò ad una persona che li aiutò a prendere un prestito di 2.000 pesos dell’epoca. Con questo denaro, Giovanni, comprò un magazzino nel quartiere porteño di Flores, una zona di Buenos Aires.

POPE FRANCIS FAMILY
La famiglia Bergoglio. Seduti i due nonni Rosa e Mario. Accanto al giovanissimo Jorge, c’è papà Francesco.

Il battesimo di Jorge Bergoglio

Papa Francesco rammenta ancora che «quando mio padre Mario arrivò a Buenos Aires è stato ospitato dai salesiani in via Solís. Ed è qui che ha conosciuto padre Pozzoli che immediatamente divenne il suo confessore. Si aggiunse al gruppo di ragazzi che circondavano il sacerdote e lì ha conosciuto i fratelli di mamma e, tramite loro, mamma, con la quale si sposò il 12 dicembre 1935”.

I genitori del futuro Papa (Mario Bergoglio e Maria Regina Sívori) si sposarono nella Basilica di San Carlo e Maria Ausiliatrice. Un anno dopo, a Natale del 1936, nello stesso periodo in cui si conobbero l’anno precedente, battezzarono il loro primo figlio, Jorge Mario, nato il 17 dicembre. Il sacerdote che celebrò il sacramento del battesimo fu proprio padre Pozzoli.

La vocazione del futuro Papa Francesco

Bergoglio ebbe sempre un ottimo rapporto con Padre Pozzoli. Fu lui che «studiò la mia vocazione. Mi disse di pregare, di affidare tutto nelle mani di Dio e mi impartì la benedizione di Maria Ausiliatrice». Come immaginava il giovane Jorge, i genitori, nell’affrontare la vocazione del figlio, decisero di consultare il confessore e amico di tutta una vita. Fu il padre a lanciare l’idea, come ricorda Bergoglio: “‘Perché non sentiamo che dice padre Pozzoli?’. Ed io – racconta il Papa – con l’espressione più tranquilla della mia faccia, gli dissi di sì. Ricordo ancora la scena. Era il 12 dicembre del 1955».

Padre Pozzoli e i genitori di Jorge

I genitori di Jorge festeggiavano vent’anni di matrimonio, che vennero celebrati con una messa intima, alla quale erano presenti solo il sacerdote, i genitori e i cinque figli. Dopo la celebrazione, Mario invitò padre Pozzoli a fare colazione al bar La Perla de Flores. La storia che segue l’ha raccontata lo stesso Bergoglio.

«Padre Pozzoli, che sapeva di cosa avrebbero parlato, accettò senza problemi… e a metà colazione uscì fuori il discorso. Padre Pozzoli gli disse che era giusto il discorso di terminare l’università, però che le decisioni dovevano essere prese quando Dio voleva che venissero prese… e cominciò a raccontare le diverse storie di vocazione senza prendere posizione, e finalmente raccontò la sua di vocazione. A questo punto del discorso i miei genitori si erano rassegnati. Ovviamente padre Pozzoli non trasse conclusioni, dicendo di lasciarmi andare al seminario, né esigendo una decisione, semplicemente si rese conto che avrebbe dovuto ‘ammorbidire’ la questione, lo fece e il resto venne di conseguenza».

La persona che fu più contenta della notizia fu sua nonna Rosa.

Bergoglio in compagnia della nonna Rosa.

I Bergoglio e i salesiani

Il 20 ottobre 1990, padre Jorge Bergoglio si sedette, una volta ancora, alla scrivania della stanza numero cinque della Residencia Mayor della Compagnia. Sistemò la sua macchina da scrivere e cominciò a battere sulla tastiera: “Senza fare correzioni scrivo quello che mi passa per la mente”.

Era la prima delle due lettere che inviò a padre Cayetano Bruno, un noto sacerdote salesiano e storico acclamato che aveva sollecitato l’ex provinciale dei gesuiti a spiegargli la sua relazione con i salesiani. Il testo riporta l’intima relazione di tutta la famiglia Bergoglio con i salesiani. La vicinanza di questi religiosi ai suoi nonni e a suo padre a Torino; le visite di suo padre alla casa salesiana di via Solís ogni volta che passava per Buenos Aires come ragioniere dell’impresa familiare a Paraná; e sopratutto la relazione quasi familiare con il salesiano Enrico Pozzoli, che diresse spiritualmente suo padre, che sposò i suoi genitori, battezzò lo stesso Jorge Bergoglio e tre dei suoi fratelli. 

“Se si vive come cristiani, lo si deve a lui”

Nella lettera, Papa Francesco spiega come padre Pozzoli lo aiutò nel discernimento della sua vocazione sacerdotale, e che veniva frequentemente invitato a pranzo (a base di ravioli al sugo) da questa famiglia che lo aveva adottato come padre spirituale.

Scrisse l’odierno pontefice in quella lettera del 1990, quando era un sacerdote gesuita che non s’immaginava di arrivare dove Dio lo ha posto dopo: “Se nella mia famiglia oggi si vive veramente come cristiani lo si deve a lui, a Enrico Pozzoli, che ha saputo mettere e far sviluppare le fondamenta della vita cattolica”.

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