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Bolivia: la bambina stuprata sottoposta a un intervento che ha portato alla nascita del bambino

ABUSE

Shutterstock | siam.pukkato

Pablo Cesio - pubblicato il 09/11/21 - aggiornato il 08/11/21

Triste epilogo del caso che scuote da giorni la Bolivia: il 6 novembre l'11enne incinta dopo un stupro è stata sottoposta a un intervento. Il bambino pesa 500 grammi. La Chiesa accusata di aver interferito nel caso

Secondo quanto ha potuto constatare Aleteia, le informazioni sull’interruzione del processo di gravidanza circolavano già in modo non ufficiale venerdì 5 novembre, ma il giorno dopo sono diventate pubbliche.

Il caso della bambina di 11 anni incinta dopo essere stata violentata dal padre del patrigno a Yapacaní ha avuto un luogo un nuovo capitolo nelle ultime ore con l’interruzione del processo di gestazione.

Media locali come El Debersegnalano che il bambino è nato vivo e pesava 500 grammi. Sapendo era poco probabile che il piccolo potesse sopravvivere, in Bolivia non sono state rese note ufficialmente fino a sabato pomeriggio notizie sullo stato di salute né della bambina né di suo figlio.

Lo sviluppo delle ultime ore è arrivato dopo che la bambina era stata trasferita da una casa di accoglienza legata alla Chiesa a Santa Cruz a un altro luogo per una valutazione medica e psicologica. Il Ministero della Salute della Bolivia ha annunciato che la misura sarebbe stata eseguita da un’équipe di professionisti in un altro luogo.

Un caso complesso e delicato che richiede preghiere

La situazione è complicata, e il caso di questa bambina innocente è lungi dal terminare, da un lato per tutto quello che comporta il fatto di affrontare quello che ha subìto, dall’altro per la denuncia della difesa della madre della bambina per via del parto prematuro.

Si fa anche riferimento ad aspetti come pressione, persecuzione e violazione dei diritti.

“Non è abortendo, non è promuovendo la morte che si risolve un problema di indole sociale di protezione dei diritti fondamentali delle persone”, ha detto l’avvocato della madre della bambina, Giovanni Cabello, parlando con Aleteia.

“Questa innocente è evidentemente giunta in condizioni estreme. Oggi sappiamo che non è stata protetta la sua vita ogni volta che era in condizioni di continuare ad avanzare in questo processo di gestazione, e che la persona colpita direttamente, in questo caso la vittima, la mamma, voleva proseguire fino alla nascita di questo bambino”.

L’avvocato ha aggiunto ha aggiunto che ciò che ha detto la mamma era a suo avviso di “una saggezza naturale”: “Fare altro male? Provocare altri danni? Perché?”

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Tags:
abortobambinaboliviastupro
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