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8 cose che un sacerdote può fare per una coppia che ha vissuto un aborto

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Di JPRFPhotos - Shutterstock

Ruth Kennedy - Catholic Link - pubblicato il 08/11/21

Il sacerdote potrebbe essere la prima persona a cui si rivolge una coppia che ha sperimentato un aborto, ed è bene che sappia cosa fare in quel frangente

di Ruth Kennedy

La perdita di un bambino a seguito di un aborto è una realtà difficile. In questo articolo affronto aspetti “scomodi”, come le opzioni di sepoltura nella Parte 4 e nell’appendice. Se siete in lutto o vi risulta complicato leggere queste cose, sentitevi liberi di saltare questo articolo o le parti che vi mettono più a disagio.

Se siete un sacerdote, per favore leggetelo, perché un giorno potreste essere avvicinati da una coppia in lutto che cerca disperatamente di capire come gestire gli aspetti pratici di questo tipo di perdita. Mi sono sforzata di usare un linguaggio pieno di tatto, ma in certi passi ho dovuto essere diretta.

8 cose che un sacerdote può fare per sostenere una coppia che ha vissuto un aborto

1) Un buon punto di partenza è approcciare la situazione come fareste con qualsiasi lutto, ma come per ogni lutto bisogna comprendere l’unicità dell’aborto.

L’aborto è forse qualcosa che avete sperimentato attraverso vostra sorella, vostra madre, una parente o un’amica, o magari è una situazione del tutto nuova che non avete mai sperimentato né come sacerdote né nella vostra vita prima dell’ordinazione.

Indipendentemente da quale sia la vostra esperienza, ricordate che la coppia sta vivendo un lutto: la morte del proprio figlio. L’aborto viene spesso definito “perdita silenziosa” perché avviene inizialmente lontano dagli occhi, e spesso senza che molte persone vicine alla coppia ne siano a conoscenza. Spesso è circondato da un tabù, e le coppie soffrono in silenzio. Non ci sono gli stessi rituali di sacramenti, funerali o veglie che possano aiutare ad alleviare la sofferenza.

Ricordate che la coppia può vivere varie sensazioni: Shock: come può la promessa di una nuova vita essersi trasformata in morte così velocemente? Senso di colpa: il corpo della madre l’ha tradita e lei può sentirsi responsabile della morte del bambino; Bisogno di minimizzare il dolore: perché sembra che il mondo, e a volte anche la Chiesa, non prenda sul serio l’aborto; Gelosia: per tutti gli altri genitori che apparentemente hanno una gravidanza semplice; Rabbia: perché è successo a me, come ha potuto Dio farci perdere il nostro bambino?; Dolore e sofferenza a livello fisico: l’aborto è raramente indolore, e il corpo affronta processi simili a quelli della nascita. Nella mia esperienza passata, non c’è stato dolore più forte di quello fisico del partorire il mio bambino che era già morto per un aborto. Ci è voluto molto tempo per riprendermi.

Come sacerdote, questa è la vostra opportunità per entrare nel dolore e nel lutto di quelle persone, come fareste per qualsiasi altro lutto. È la vostra opportunità per affermare e riconoscere la perdita del loro bambino e dei sogni futuri distrutti in questa perdita. È la vostra opportunità per offrire la pace e la guarigione di Cristo, come la vostra vocazione sacerdotale viene offerta in tutti gli altri momenti di sofferenza nella vostra vita parrocchiale. Grazie a Dio e grazie a voi per tutto quello che fate in queste situazioni!

2) Offrire il sacramento dell’unzione dei malati  

L’aborto è una sofferenza sia fisica che emotiva. Non si parla molto dell’aspetto fisico dell’aborto. Ho vissuto due esperienze fisiche di aborto molto diverse, una delle quali ha richiesto un ricovero in ospedale, un intervento di emergenza e una trasfusione di sangue, nonché settimane per riprendermi, mentre l’altro ho potuto gestirlo a casa in una settimana. Entrambi, però, sono stati molto dolorosi e hanno richiesto uno scotto da pagare a livello fisico. È stato straordinario il fatto che mi venisse offerto e poi ricevessi il sacramento dell’unzione dei malati, che mi ha aiutato non solo spiritualmente, ma anche a livello emotivo. Ha affermato che quello che avevamo vissuto come coppia era un’esperienza reale di sofferenza fisica, e che Dio camminava con noi in quella situazione e desiderava che guarissimo.

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Tags:
abortoaborto spontaneo
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