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La tendenza cattolica controculturale da prendere a cuore in questo mese di novembre

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Dimaris | Shutterstock

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 05/11/21

Novembre è il momento perfetto per praticare l'antica devozione del memento mori

Chiunque abbia perso una persona cara può dire che la nostra cultura moderna ha un rapporto molto strano con la morte. Molte persone affrontano a disagio il tema della morte, cosa singolare trattandosi di una cosa che chiunque ha la certezza che vivrà, prima o poi. L’ironia è che staremmo tutti meglio se pensassimo alla morte un po’ di più.

Questa, almeno, è la premessa del memento mori, una tradizione cristiana che riconosce il grande vlaore spirituale del ricordare la propria morte per vivere bene. “Memento mori” significa letteralmente “Ricordati che morirai”. Praticare questa tradizione significa prendersi un po’ di tempo ogni giorno per meditare su questa realtà.

Sembra probabilmente strano definire questo antico costume un “trend”, ma ultimamente sta sperimentando davvero un revival, in parte grazie a suor Theresa Aletheia Noble, FSP, religiosa delle Figlie di San Paolo, le “suore dei media”. Il suo lavoro per promuovere la pratica del memento mori è apparso ad esempio sulThe New York Times, su ForbeseWPR

Meditare sul fatto che moriremo ci aiuta ad apprezzare la nostra vita in modo più profondo. I cattolici sono chiamati a condurre un’esistenza controculturale in molti modi, uno dei quali è resistere alla “cultura che evita la morte” che ci circonda. Come scrive suor Theresa Aletheia Noble,

“Ricordare la propria morte è un aspetto assolutamente essenziale della vita cristiana, non solo perché ci aiuta a vivere bene, ma anche perché ci fa ricordare ciò che Cristo ha fatto per noi. Gesù ha sconfitto la morte! Riflettere sulla morte non è una cosa macabra, ma una pratica sana e spesso guaritrice che ci aiuta ad accettare l’inevitabile con speranza”.

La Chiesa, nella sua saggezza, ha riservato il mese di novembre a ricordare i defunti. In questo mese, è tradizione visitare i cimiteri e pregare per le anime sante in Purgatorio. Oltre a pregare per i defunti, un altro modo per entrare nello spirito liturgico di novembre è ricordare la nostra morte, cosa che rende questo mese un momento assai adatto per abbracciare la pratica del memento mori.

Non dev’essere una questione elaborata. In un’intervista, la suora ha affermato:

“Credo davvero che a volte la gente pensi a questa pratica come a qualcosa di molto complesso, ma in realtà non lo è. È solo il ricordare consapevolmente la realtà della propria morte ogni giorno, per pochi istanti o per un momento di preghiera”.

Se volete praticare il memento mori, ecco qualche suggerimento che potrebbe aiutarvi:

1 Usate promemoria visivi

Suor Theresa Aletheia Noble ha iniziato la sua pratica del memento mori tenendo un teschio di ceramica sulla sua scrivania. Oggi la sua collezione è decisamente aumentata:

“La gente le manda tazze e rosari a forma di teschio, e condivide fotografie dei propri tatuaggi con il teschio. Sulla sua scrivania c’è un teschio di ceramica preso in un negozio di oggetti per Halloween. Il suo nome su Twitter include un teschio ed emoticons con delle ossa”.

Se volete avviare questa pratica, potrebbe essere molto utile un rosario del memento mori. E non fa male che sembri anche carino.

2 Seguire una guida

Praticare il memento mori ha cambiato la vita di suor Theresa Aletheia Noble, che quindi ora offre la sua esperienza per aiutare anche altre persone a metterlo in pratica. Ha quindi creato un calendario da tavolo, un devozionale, un diario e perfino dei capi di abbigliamento (si possono trovare tutti qui).

Volete crescere in spiritualità in questo Avvento? Consultate il suo nuovoAdvent Companion, che “vi aiuterà a esplorare la realtà per cui l’Avvento non significa niente se non si riconosce che Gesù è venuto a salvarci dalla morte, il nemico più minaccioso e l’avversario impossibile dell’umanità”.

3 Semplificate le cose

Lo spirito del memento mori è riassunto perfettamente in una sezione della regola di San Benedetto:

“Temere il giorno del giudizio, tremare al pensiero dell’inferno, anelare con tutta l’anima alla vita eterna, prospettarsi sempre la possibilità della morte” (4, 44-47).

Alla fin fine, non è complicato. Ricordare che il nostro tempo qui è limitato e può terminare in qualsiasi momento è una forte motivazione a usare nel miglior modo possibile il tempo che abbiamo a disposizione.

Cosa significa “tenere ogni giorno la morte davanti agli occhi”? La risposta sarà diversa per ciascuno di noi, ma sappiamo che adottare questa pratica, in qualsiasi forma, può aiutarci a vivere con un maggiore senso dell’obiettivo e di gratitudine.

In questo mese di novembre, dedicato ai defunti, prendiamoci del tempo per praticare il memento mori. È un modo profondo per vivere questo periodo liturgico e per trovare il significato eterno nella nostra vita ordinaria, splendida e decisamente unica.

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