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La prima messa di Giovanni Paolo II

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 03/11/21

Era il 2 novembre 1946. All’indomani della sua ordinazione sacerdotale, il giovane Karol Wojtyła (che all’epoca aveva 26 anni) celebrava la sua prima messa. A partire da quel giorno, il suo sacerdozio si sarebbe rivelato straordinario.

Ogni prete si ricorda del giorno della propria ordinazione e della prima messa. Generalmente l’anniversario ricorre tra maggio e giugno. Nel caso di Giovanni Paolo II, invece, le cose sono andate altrimenti: né la data né il luogo della sua prima messa sono state secondo consuetudine (prefigurazione di un percorso che si annunciava eccezionale?). 

Seminarista clandestino a partire dal 1942, Karol Wojtyła ricevette l’ordinazione dalle mani di mons. Adam Stefan Sapieha, arcivescovo di Cracovia, il giorno di Ognissanti del 1946. L’indomani, il 2 novembre, giorno della commemorazione di tutti i fedeli defunti, il giovane prete ha celebrato la sua prima messa. Una data non abituale per una ragione ben precisa. 

image ordination JP II
Immaginetta-ricordo della prima messa del giovane Karol Wojtyła

Avendo notato nel giovane Wojtyła una personalità e un’intelligenza fuori dal comune, mons. Adam Stefan Sapieha aveva deciso di mandarlo a Roma a studiare teologia. Perciò bisognava accelerare la sua ordinazione sacerdotale. Come – nelle pagine di Dono e mistero – avrebbe spiegato più tardi colui che sarebbe diventato il primo papa slavo della storia: 

La mia ordinazione sacerdotale ha avuto luogo in un giorno in cui di solito non si conferisce questo sacramento: effettivamente il 1º novembre celebriamo la solennità di Ognissanti, e tutta la liturgia della Chiesa è orientata a ravvivare il mistero della Comunione dei Santi e la celebrazione di Tutti i santi. Ciononostante, il cardinal Sapieha ha scelto quel giorno perché ero sul punto di partire per Roma per proseguire i miei studi. Sono stato ordinato da solo, nella cappella privata dei vescovi di Cracovia. I miei colleghi dovevano essere ordinati l’anno successivo, nella domenica delle Palme. 

Tre messe invece di una 

La data del 2 novembre, però, il giorno della sua prima messa, ha pure un’altra particolarità: in quel giorno, dedicato alla commemorazione dei fedeli defunti, ogni prete ha tradizionalmente il diritto di celebrare tre messe. È così il futuro papa celebrò tre messe il suo primo giorno di sacerdozio. In particolare, ne avrebbe celebrata una per ogni membro già defunto della sua famiglia: la prima per la madre Emilia, morta nel 1929; la seconda per il padre Karol, morto nel 1941 e la terza per il fratello Edmund, morto nel 1932. Non erano presenti altri membri della famiglia, a parte la madrina Maria Anna Wiadrowksa, la sorella maggiore della madre. 

Un luogo simbolico 

Normalmente i preti scelgono le loro parrocchie d’origine come luogo di celebrazione della prima messa, ma Karol Wojtyła fece una scelta orientata a un altro criterio, pure particolarmente simbolico. Egli volle infatti celebrare la prima messa nella cripta di San Leonardo, ipogeo cimiteriale dei re di Polonia, nella cattedrale del castello del Wawel a Cracovia. 

Crypte Saint-Léonard Wawel
Cripta di San Leonardo nella cattedrale del Wawel a Cracovia. È qui che Giovanni Paolo II ha celebrato le sue tre prime messe, il 2 novembre 1946, commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Lì si trovano sepolti coloro che sono «come gli spiriti magni che guidano la nazione attraverso i secoli»: re, regine, poeti ed eroi nazionali della Polonia. E così Giovanni Paolo II avrebbe spiegato, nel medesimo libro, questa scelta: 

Scegliendo questa cripta come luogo delle mie prime messe, ho voluto esprimere un particolare legame spirituale con tutti quanti riposano in quella cattedrale. Chiunque visita la cattedrale del Wawel si trova a doversi confrontare con la storia della nazione. 

E ancora da Papa, Giovanni Paolo II sarebbe tornato più volte a pregare e a meditare in quel luogo sul senso della sua vocazione sacerdotale. 

Scoprite gli effetti personali del futuro Giovanni Paolo II:

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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