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Joanna, mamma con tumore al 4° stadio, mette al mondo una bimba

Di FamVeld|Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 03/11/21

Lei e il marito Daniel erano da poco diventati genitori della piccola Freya quando Joanna ha ricevuto la diagnosi di tumore ai polmoni terminale. Chi si aspettava un'altra gravidanza? Forse la piccola Dylann, che è nata sorprendendo tutti e portando speranza.

Joanna ha due figlie piccole, un marito, amici, una casa. E un tumore ai polmoni al quarto stadio.

Lo ha scoperto quando Freya, la loro primogenita, aveva sei mesi e lei e Daniel erano predisposti solo alla gioia e all’entusiasmo per una nuova vita familiare appena cominciata.

E come ci si può sentire se arriva una diagnosi tanto infausta quando la tua sola attesa è per il primo Natale da mamma?

No, cara Joanna, non prepararti a festeggiare il Natale ma a separarti dalla tua famiglia.

Ecco cosa si è sentita dire più o meno dai medici la neomamma quando finalmente ha avuto spiegazione di alcuni sintomi che aveva iniziato ad accusare proprio quando era incinta della prima figlia.

Vivere come se si fosse già morti

E così, racconta la donna al Mirror, Joanna ha iniziato a vivere “come se fosse già morta”. Lo stadio quattro di un cancro è quello in cui la malattia si diffonde ai linfonodi e ai tessuti circostanti; avrebbe presto intaccato il torace e via via altri organi. In quella fase un tumore diventa ancora più estraneo al resto delle cellule corporee e tende a diffondersi molto rapidamente.

Di sicuro l’ipotesi di diventare mamma un’altra volta non era nella lista delle cose da fare prima di.

La tragica speranza di essere dimenticata dalla figlia piccola

Joanna si consolava disperatamente pensando che almeno sarebbe morta così presto da non infliggere alla piccola Freya il dolore di un consapevole distacco.

Freya sarebbe rimasta orfana di madre: questa era la prospettiva. Invece Freya si sta coccolando la sua bellissima e paffuta sorellina, Dylann; e Joanna ha ancora una vita. Difficilissima, minacciata dal pericolo costantemente, incerta del proprio futuro. Ma mentre uno è vivo, è vivo e non c’è una così sostanziale differenza con chi non ha ancora ricevuto diagnosi tanto tremende.

Siamo vivi solo nel presente

La condizione di Joanna è sì estrema ma è radicalmente, squisitamente umana. Tutti ci siamo solo un qui ed ora alla volta e spesso il nostro proiettarci nel futuro è tanto gradasso e sicuro di sé quanto invece incerto, fragile, sospeso.

Naturalmente c’è una differenza abissale tra il lottare ogni giorno contro una malattia ostile come sta toccando a Joanna e vivere facendo più o meno distrattamente memoria della propria caducità. Ma la verità è quella: la condizione umana, costretta nel tempo, è fatta di fragilità e imprevedibilità.

Fragili ma amati

E com’è fatto questo scampolo di vita che ci è offerto via via, un presente alla volta, senza nessuna certezza che domani ci saremo ancora?

Se non sappiamo nulla di Dio Padre, che ci ama, questa situazione è disperante. Quel pezzettino di vita è un ponte di vetro con viti appositamente lasse, in stile Squid game. Se ci scopriamo amati diventa un piolo saldamente fissato alla struttura di una scala che conduce dove il presente sarà eterno e la nostra fragilità sarà dismessa.

Chi è vivo, genera

Ma non è questa la notizia; la notizia vera è che da una giovane donna che tutti e persino lei stessa stavano considerando prossima alla fine, capace solo di dolore e morte, è sbocciata invece una nuova vita: una bimba, bella cicciottella, sana, sorridente. E Freya non è ancora orfana di madre ed è invece già sorella maggiore, come si mostra orgogliosa in alcuni scatti.

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I medici le hanno detto che è la prima donna del Regno Unito a portare a termine una gravidanza con una forma tanto avanzata di tumore. Non se lo aspettavano e non avevano nemmeno sospeso gli anticoncezionali, anzi quando Joanna si è scoperta incinta era sotto chemioterapia. Eppure Dylann è arrivata e loro non l’hanno respinta (riferiscono di essersi domandati se fosse giusto tenere un bambino in una condizione simile): che cosa magnifica e irriverente, a volte, la vita. Che si impone oltre i nostri piani, dentro le nostre prospettive più opprimenti, in un paese da cui la speranza era stata bandita.

Ora Joanna continua a testimoniare sul profilo Instagram la sua vita di mamma funambola in un senso un po’ più estremo del solito e racconta di come proseguano le cure e anche dei piccoli ma non trascurabili successi che ottiene.

Una vera lezione di vita

Sensibilizza i suoi seguaci sul tema tumori e giovani e invita ad informarsi, a prevenire. E intanto offre al mondo e a sé stessa una lezione impagabile: quella per cui la vita esiste solo adesso e che il bene si infila in piccoli pertugi, segna un goal al 5° minuto di recupero, smentisce prognosi tremende e offre a tutti la sola novità irriducibile e il vero motore di ogni cambiamento che possiamo mai desiderare, una persona nuova, come è ogni bambino che entra in questo mondo perennemente coi lavori in corso.

Il marito, lui pure travolto da una sorpresa insieme bella e terribile, resta al suo posto di combattimento e a sua volta farà l‘esercizio estremo di essere grato per ogni giorno che può passare con tutta la sua famiglia al completo e di prepararsi a ciò che, realisticamente, lo attende.

Se l’amore potesse…

Una prova del genere deve irrobustire e allargare di molto l’animo umano e così Joanna racconta ciò che ha vissuto e sta vivendo con sincerità e durezza, non c’è spazio per le smancerie quando i giochi si fanno tanto seri:

Mi piacerebbe dire che sentirsi dire che ero incinta è stato adorabile, ma è stato assolutamente terrificante. (…) Certo che mi preoccupo di morire e di lasciare due bambini, ma niente potrebbe farmi pentire di avere Dylann. Lei è perfetta.

Se il mio amore per i miei figli potesse tenermi in vita, vivrei per sempre.

Mirror

Non dicono nulla della loro fede; ma chiunque difenda la bellezza e la verità della vita è persino suo malgrado amico di Cristo. Allora forse scopriranno che qualcosa di simile è invece possibile: che c’è un Dio che ci ama al punto che è morto perché ognuno di noi vivesse in eterno.

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