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Spiritualità
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Le 12 fatiche necessarie per ricongiungersi alla propria anima

HERCULES

© Walt Disney Pictures

Marzena Wilkanowicz-Devoud - pubblicato il 03/11/21

6Conservare l’anima in stato di grazia

Cambiare vita per sentirsi meglio, trovare il vero sentiero della propria esistenza… Se trovare l’interruttore giusto può dare una svolta all’esistenza, che ci orienti veramente all’anima, ci sono tentazioni che sembrano seducenti e credibili ma che vengono dal diavolo, afferma padre Ducourneau. È essenziale non trascurare il suo potere esiziale, ma come si fa a raccapezzarsi? 

Ascoltando nell’anima la voce della vita che viene dal vero creatore, colui che ha fatto di ogni persona il suo figlio prediletto. 

E santa Teresa di Lisieux completa a modo suo: 

Un’anima in stato di grazia non ha nulla da temere dall’assalto dei demonî, i quali sono dei vili capaci di fuggire davanti allo sguardo di un bambino. 

7Dire “sì” ai doni dello Spirito Santo

Ogni persona ha talvolta bisogno di ricevere dei buoni consigli. Per far crescere la propria anima, lo Spirito di Dio si propone come consigliere. 

Lo Spirito divino rischiara la nostra intelligenza perché facciamo ciò che è bene ed evitiamo ciò che non lo è. Egli aiuta a intraprendere ciò che edifica e a rinunciare a ciò che demolisce. Egli permette di fare le scelte giuste, nelle quali l’opzione sarebbe più ardua se non avessimo alcun sostegno nel discernimento. 

Accettare liberamente questo dono significa accettare di essere diretti dall’ispirazione divina, anche quando l’avversità infuria. Non si può che apprezzare questo dono promesso all’anima: Egli la fa crescere. 

8Avvicinarsi a Cristo nell’Eucaristia

Benessere, vita buona, giustizia, santità e felicità: ecco le qualità che l’anima può acquistare con la grazia di Dio. Per questo, bisogna «lasciare che l’anima si avvicini a colui che può colmarla donandosi a lei», come scrive l’Autore. Qual è il mezzo migliore per farlo? L’Eucaristia. È lì infatti che «l’anima è colmata di grazia e ci viene dato il pegno della gloria futura», secondo le parole dell’O Sacrum Convivium. Gesù, che ha istituito l’Eucaristia dicendo “questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”, vuole donarsi a ogni anima rendendosi presente a colui che muove il passo di andare a comunicarsi. 

9Unire la propria volontà a quella di Dio

Come trovare un accordo amichevole tra la propria anima, talvolta persuasa di avere ragione, e lo Spirito di Dio che infallibilmente conosce ciò che è bene per lei? 

La semplice volontà dell’uomo – constata l’autore – non può sempre avere l’idea della felicità vera e duratura. Troppo limitata, spesso ragiona in termini di interesse immediato. 

La volontà di Dio, che ha creato l’uomo e che lo accoglierà alla sua morte, sa quello che è veramente buono per l’uomo nella sua ricerca innata della felicità duratura. 

Si tratta allora di un incontro tra le due volontà, che si uniscono per il bene dell’anima umana, la quale non cresce se non sotto i raggi della luce divina. Il lavoro da fare consiste nell’affidare l’anima a Dio, il quale se ne assumo così la responsabilità: per essa Egli non vuole che il bene, il bello e il vero. 

10Essere fedeli all’amicizia con Dio

Rompere l’amicizia con Dio turba l’anima, di fatto, poiché la natura ha orrore del vuoto, la creature si rivolgerà verso l’antitesi dell’amicizia divina, e andrà verso l’autore del peccato – il quale agirà in lei oscurandole la vista dell’identità che Dio le ha donato. 

Mirabile sintesi dell’Autore. Per non tradire quest’amicizia, che è l’essenza stessa della fede, bisogna aggrapparsi alla famiglia: quella dei battezzati. Infatti è nel battesimo che 

ciascun bambino viene inserito in una compagnia di amici che non lo abbandonerà mai nella vita e nella morte, perché questa compagnia di amici è la famiglia di Dio, che porta in sé la promessa dell’eternità. Questa compagnia di amici, questa famiglia di Dio, nella quale adesso il bambino viene inserito, lo accompagnerà sempre anche nei giorni della sofferenza, nelle notti oscure della vita; gli darà consolazione, conforto, luce. Questa compagnia, questa famiglia gli darà parole di vita eterna. Parole di luce che rispondono alle grandi sfide della vita e danno l’indicazione giusta circa la strada da prendere. Questa compagnia offre al bambino consolazione e conforto, l’amore di Dio anche sulla soglia della morte, nella valle oscura della morte. Gli darà amicizia, gli darà vita. E questa compagnia, assolutamente affidabile, non scomparirà mai.

Benedetto XVI, Omelia nella Festa del Battesimo del Signore, 8 gennaio 2006

Per non rompere il vincolo creato col battesimo, dunque, bisogna aggrapparsi a Dio – ancora e sempre. 

11Ancorare la propria anima a Cristo

L’anima di chi ha fatto la scelta di essere fedele all’amicizia con Dio diventa allora un’anima gemella. Come quella di santa Faustina, la religiosa e mistica polacca che riconosceva: «Tutto ciò che di bello c’è nella mia anima è tuo, o Dio». Fonte di felicità, questo cuore a cuore con Dio permette di vedere che «l’anima veramente umile e dolce respira il paradiso già sulla terra», poiché – prosegue la santa – «la tristezza non dimora in un cuore che ami la volontà divina». La sola ricetta è lasciare la propria anima unita a Dio, per quanto spirino possenti i venti di tempesta. 

Come una barca ancorata – prosegue l’Autore – quando i marosi irrompono sugli argini, l’anima è ancorata nel porto di Dio, che le conferisce la grazia di tenere contro venti e maree. 

12Amare Cristo come Maria

L’ultima tappa è quella consistente nel rendere amante la propria anima: questa è la sua vocazione intima ed ultima. C’è una persona unica, nella storia della Salvezza, che è modello insuperabile per diventare un’anima veramente innamorata di Dio – è Maria. 

Il suo “fiat” diventa il “fiat” che ogni anima è chiamata a dire a Dio. Allora potremo dire, con sant’Agostino, “ama e fa’ ciò che vuoi”. Di fatto, senza amore neanche ciò che crediamo essere buono lo è, come ricordava un’altra santa – Teresa di Lisieux: 

Ho compreso che senza l’amore tutte le opere sono un puro nulla, anche le più eclatanti, come risuscitare i morti o convertire i popoli. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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