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Don Fabio Rosini: per essere santo non devi cambiare, ma lasciare il volante a Dio

Antoine Mekary | ALETEIA

Silvia Lucchetti - pubblicato il 21/10/21

In una catechesi rivolta ai giovani, il sacerdote indica nell'accettazione dei propri limiti e debolezze il trampolino per diventare santi.

Nel video che vi proponiamo oggi, don Fabio Rosini ci aiuta ad entrare nella festa di Ognissanti che celebreremo tra pochi giorni. La catechesi di don Fabio risponde ad una domanda: che cos’è la santità? Ascoltandolo scopriamo che la prerogativa per diventare santi è la debolezza, la fragilità, l’insufficienza. Per essere santi non dobbiamo sforzarci di cambiare noi stessi ma fermarci e lasciar fare al Signore.

Gli altri ci amano per le nostre povertà, afferma il sacerdote, perché le nostre qualità ci mettono in competizione, non lasciano spazio alle persone.

E a tal proposito cita le parole che il padre di un suo amico, un uomo di scienza, ripeteva sempre al figlio:

Con Dio sii stupido. Fatti stupido. Stai sempre come uno che deve imparare tutto e Dio farà cose grandi con te.

Pensiamo sempre di non andar bene, di non essere abbastanza forti, intelligenti, capaci e soffriamo per questo. Don Fabio invece ci sorprende ribaltando ciò che noi crediamo essere uno svantaggio, dicendo:

Io ho scoperto una cosa: la porta d’ingresso di Dio nella mia vita sono stati i miei errori, perché lì ho conosciuto l’amore, la misericordia; le mie insufficienze, perché lì ho conosciuto la Provvidenza, dove io non arrivavo ho sperimentato che ci mette un pezzo Lui. Le mie umiliazioni, mamma mia quanto mi hanno aiutato le umiliazioni nella vita. (…)

Dio guarda le cose piccole, Dio non ti guarda perché sei forte, ti guarda proprio perché sei debole. Dio non ti ama perché fai tutto bene, ma ci tiene tanto a te proprio perché sei fragile e sbagli tante volte. (…)

(…) Proprio la mia povertà è la strada della potenza di Dio.

L’ansia da insufficienza

L’ansia della nostra generazione è quella da insufficienza. Ma questa debolezza, afferma il sacerdote, è in realtà una grandiosa opportunità:

Se raccontiamo la storia di alcuni santi dobbiamo capire che proprio l’avventura della santità comincia dalla loro fragilità. (…)

(…) L’ansia di oggi è l’ansia da insufficienza. E infatti oggi diventare santi è diventato facilissimo, perché questo fatto di sentirti insufficiente che è della vostra generazione perché non avete avuto punti di riferimento nitidi, perché non siete mai certi di niente, perché avete avuto padri confusi, madri fuori squadra (…)

Voi avete una chance pazzesca ragazzi: siccome voi non siete illusi su voi stessi come lo eravamo noi, sapete di essere deboli (…) voi siete una progenie santa, avete una potenzialità pazzesca se solo accettate la vostra debolezza.

Se solo smettete di odiarvi perché non siete perfetti, se solo iniziate a chiedere aiuto al Padre e iniziate a conoscere un po’ la Gloria di Dio. (…) Dio è tenace, è buono, è forte e non ti molla.

Una catechesi da ascoltare per la festa di Ognissanti

La catechesi di don Fabio arriva ad un punto liberatorio:

Se Dio ti voleva diverso ti faceva diverso, vuol dire che gli servi così. Smettila di torturarti. Smettila di odiarti.

E poi il suo discorso tocca un nervo scoperto di tutti noi: la capacità di perdonare. Chi è che perdona? chi non si sente giusto. Se ci sentiamo a posto, bravi, non siamo capaci di perdonare.

Quelli che non si sentono giusti perdonano. Per essere santi bisogna essere ingiusti, per fare un santo ci vuole un peccatore.

Chiara Corbella Petrillo

Per diventare santi dobbiamo lasciare il volante della nostra vita al Signore, proprio come ha fatto la serva di Dio Chiara Corbella Petrillo. Viveva un fidanzamento tormentato con Enrico, e così ha deciso di mettere la sua esistenza nelle mani di Dio, e da lì il Signore ha fatto una storia meravigliosa con lei. E lo stesso vuole fare con ciascuno di noi.

Sapete per fare le opere bellissime che Dio ha fatto in Chiara Corbella Petrillo da dove siamo partiti? dal fallimento. Se andate a vedere un po’ la sua storia lei si è trovata in un fidanzamento incasinato (…) e però in quel momento si è consegnata al Signore, ha smesso di cercare di essere forte e ha mollato. Sai cosa ci vuole perché tu tiri fuori la tua bellezza?che molli. Che smetti di cercare di essere non si sa che e che finalmente ti lasci prendere. Per essere santi non ci vuole di essere questo o quello, ci vuole che cedi, che lasci il volante al Signore. E questo Chiara fece. E il Signore l’ha portata in una storia incredibile, pazzesca.

(…) La santità è che io oggi penso bene di Dio e mi abbandono nelle Sue mani.

Meditando questa catechesi la festa di Ognissanti si riempirà di un nuovo significato.

Buon ascolto

Tags:
chiara corbelladon fabio rosiniSanti
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