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“Ho tanto per cui essere grato a Dio”. Parla il giovane del miracolo che è servito a beatificare una suora colombiana

MARIA BERENICE

Fotos autorizadas

Lucía Chamat - pubblicato il 19/10/21

In Colombia si celebra la recente beatificazione della fondatrice delle Piccole Sorelle dell'Annunciazione, la cui opera sociale è attiva in 15 Paesi

“Grazie, Signore, perché fai sì che il mio corpo sia malato ma la mia anima sia ancora viva”. Questa è la preghiera preferita di Sebastián Vásquez Sierra, un colombiano di 34 anni che è stato tre volte clinicamente morto e due volte in coma ed è guarito grazie all’intercessione di madre María Berenice Duque Hencker.

Per questo miracolo, la religiosa colombiana è stata dichiarata recentemente beata da Papa Francesco, un passo importante nel processo che cerca di dichiarare santa della Chiesa cattolica questa donna la cui opera missionaria è giunta in 15 Paesi.

María Berenice era nata 1898 nel municipio di Salamina, nel dipartimento di Caldas, venendo battezzata come María Ana Julia Duque Hencker. Diventata suora e morta nel 1993, è stata un’attiva fondatrice di cause apostoliche, tra cui la Congregazione delle Piccole Sorelle dell’Annunciazione, la comunità delle Suore Missionarie di Gesù e Maria, composta da donne afroamericane discriminate, e l’associazione maschile dei Missionari dell’Annunciazione.

Cresciuto negli ospedali

Sebastián racconta di essere cresciuto negli ospedali. Fino a 7 anni è stato un bambino normale che viveva con i genitori, Miguel Ángel e María Eugenia, e i tre fratelli minori. “A quell’età ho iniziato ad avere uno scompenso della parte centrale del sistema simpatico e parasimpatico, e a poco a poco tutto il mio corpo si è compromesso, al punto che mi è venuta senza alcun motivo la paraplegia”.

Dopo molto tempo, esami, dolori e difficoltà, gli è stata diagnosticata una grave forma di pandisautonomia, una malattia dalle cause ignote, cronica e terminale per la quale non esisteva una cura, solo farmaci per alleviare i dolori e trattare i sintomi.

Durante la sua vita ha avuto problemi con il sistema digestivo, carenze epatiche, tachicardia, problemi alla tiroide, ipertensione, difficoltà di movimento e continui ricoveri, il più breve dei quali di tre mesi e sette giorni. Tutto questo, unito a una difficile situazione economica familiare, ha reso le cose decisamente complicate.

“Mio papà era commerciante e l’unico che sosteneva la famiglia. Abbiamo perso la casa, è stato molto difficile. Come siamo andati avanti? Chiedetelo a Dio, lo sa solo Lui”, ricorda il ragazzo evocando la misericordia di Dio nella sua vita.

SEBASTIAN VASQUEZ SIERRA

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Tags:
miracolosanti e beati
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