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Cosa salverà il cristianesimo?

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Pascal Deloche / Godong

Francisco Borba Ribeiro Neto - pubblicato il 19/10/21

La disputa per il potere, al servizio del Male

Spesso abbiamo una tendenza volontarista a chiedere cambiamenti strutturali per risolvere le situazioni. In fondo, crediamo che i problemi siano la conseguenza della connivenza o della cattiva volontà delle autorità. Basterebbe che queste cambiassero le strutture per risolverli. I cambiamenti strutturali sono fondamentali perché i problemi vengano risolti, ma non sono una soluzione, quanto il risultato di una situazione già in atto. I problemi della vita nella società, siano essi politici, economici o ecclesiali, sono molto complessi e non si risolvono in modo semplicistico. Le persone benintenzionate e impegnate sono fondamentali, ma nulla garantisce che sapranno prendere le decisioni migliori di fronte alle difficoltà. Papa Francesco ha insistito in varie occasioni sul fatto che ciò che conta è avviare processi, perché è in essi che avviene il cambiamento. Le trasformazioni che portano davvero la novità desiderata non si verificano per decisioni volontariste, ma all’interno di processi.

I resoconti storici a volte ci fanno avere l’impressione che il Concilio Vaticano II, ad esempio, si sia verificato per una decisione poco tempestiva di San Giovanni XXIII e che da lì tutto sia cambiato. Pensiamo anche che tutto avrebbe dovuto cambiare e che il fatto che alcune modifiche non si siano verificate sia dovuto alla volontà di autorità reazionarie. Al contrario, il Concilio è frutto di un lungo processo di riflessione e maturazione della comunità cattolica. Il XX secolo ha contato su un’infinità di grandi teologi e pensatori che hanno ripensato la presenza della Chiesa nell’attualità, e questo processo non è ancora terminato. L’invito di Papa Francesco non è “il ritorno” dello spirito del Concilio, ma una tappa del lungo cammino, pieno di avanzamenti e ostacoli, della riproposizione della Chiesa al mondo di oggi.

Questa visione volontarista dei cambiamenti strutturali è accompagnata da una serie di posizionamenti politici in relazione alla vita della Chiesa. Se il problema è una struttura inadeguata, che non muta in funzione della volontà di certe autorità, la soluzione è una lotta politica che allontani queste persone e ne collochi al potere altre che la pensano come noi. Questa è proprio la porta attraverso cui il diavolo, colui che divide e allontana da Dio, entra nella Chiesa e nel cuore di coloro che la amano e vorrebbero aiutarla a migliorare. Passiamo a pensare che sia il potere umano e non la grazia divina a far migliorare le cose nella Chiesa.

L’esempio di Querida Amazonia

All’inizio della consultazione del Sinodo, che rappresenta una nuova tappa nel lungo processo di riproposizione della Chiesa al mondo di oggi, non è superfluo ricordare che il primo cambiamento che si verifica nella Chiesa è quello che avviene nel nostro cuore. Più ci convertiamo all’amore di Cristo, più proponiamo l’essenziale ai nostri fratelli, più siamo felici e migliore sarà la Chiesa. Oltre a innumerevoli testi che stanno uscendo in relazione al Sinodo, vale la pena di rivedere il “sogno ecclesiale” di Francesco per la Querida Amazonia (QA 61ss).

È pedagogico per tutti noi vedere come il Papa riprenda le sfide per la presenza ecclesiale in quella regione, sottolineate in una consultazione popolare che ricorda questa attuale del Sinodo, mostrando come possano essere superate con una maggiore fedeltà all’annuncio del Vangelo. Francesco non slega l’aspetto spirituale da quello sociale, non smette di constatare la necessità di nuove strutture per nuovi tempi, ma chiarisce che la persona convertita a Cristo è il vero strumento di Dio per la costruzione della Sua Chiesa.

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Tags:
cristianesimo
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