Aleteia logoAleteia logoAleteia
lunedì 06 Dicembre |
Beato Filippo Rinaldi
Aleteia logo
Approfondimenti
separateurCreated with Sketch.

Cosa salverà il cristianesimo?

Pascal Deloche / Godong

Francisco Borba Ribeiro Neto - pubblicato il 19/10/21

È un fatto che i dati demografici indicano un apparente crollo del cristianesimo nel continente in cui si è sviluppato

Papa Francesco ha avviato un audace progetto di consultazione di tutta la comunità cattolica per la realizzazione della prossima Assemblea del Sinodo dei Vescovi. In particolare, ha valorizzato tre parole: incontrare, ascoltare e discernere. In questa sede, vorrei riflettere sul catastrofismo, sul volontarismo e sulla politicizzazione che accompagnano spesso questa discussione, e riprendo subito la risposta alla domanda del titolo: quello che salva il cristianesimo, in tutti i tempi e in ogni situazione, è sempre la grazia di Dio, anche se si avvale di noi per la sua realizzazione.

Demografia e cuori

È un fatto che i dati demografici indicano un apparente crollo del cristianesimo nel continente in cui si è sviluppato, l’Europa. In Brasile, ad esempio, la riduzione del numero di cattolici è in gran parte compensata dall’aumento dei fedeli delle Chiese neopentecostali, di modo che la proporzione di cristiani nella popolazione non diminuisce molto. Nei Paesi europei, però, la riduzione interessa anche le denominazioni protestanti, per cui c’è un aumento di coloro che si dichiarano atei o agnostici. Ciò porta a un’osservazione interessante: molti dei cambiamenti richiesti continuamente alla Chiesa cattolica con l’argomentazione per cui sono necessari per la sua sopravvivenza, come il matrimonio dei pastori o la formazione di un clero femminile, avvengono già in molte denominazioni protestanti, senza che questo implichi necessariamente una maggiore resistenza al processo di secolarizzazione.

Questi dati demografici sono assai significativi, e hanno molto a che vedere con il processo di cancellazione culturale e di negazione dei valori cristiani che si verifica nella maggior parte dei Paesi di tradizione cristiana, ma nascondono un dato fondamentale: mostrano l’apparenza esterna, non il cuore dell’uomo. In genere si basano su inchieste in cui si chiede qual è la confessione religiosa della persona, se partecipa o meno a qualche celebrazione settimanale, ecc., ma chi può garantire che la religione professata corrisponda alla fede vissuta nel cuore della persona? Anche la partecipazione al culto domenicale, soprattutto in passato, nelle società prevalentemente cattoliche, per molti era solo un dovere sociale…

Il mondo è pieno di “cristiani di facciata”. Questo non dovrebbe scandalizzarci, né dovremmo condannare queste persone. Il cristianesimo per tradizione, in opposizione a quello per convinzione, è la conseguenza di un errore storico delle comunità cristiane: credere che il potere sociale e istituzionale possa convertire le persone e che la credenza religiosa possa essere negoziata insieme ad altri segnali di status sociale, e determinare perfino quali diritti sarebbero riconosciuti.

In qualche modo, le difficoltà che viviamo oggi in ambienti con una mentalità perfino anticristiana sono una grazia che ci dà la possibilità di aderire a Cristo in modo più autentico, motivati da un incontro più vero e non da convenzioni sociali. In questo senso, solo Dio, che conosce il nostro cuore meglio di noi stessi, può dire se la riduzione demografica della percentuale di cristiani dichiarati corrisponde a una riduzione della percentuale dei cuori animati dalla fede.

Anche questa riflessione, quando ci preoccupiamo dell’aumento o della riduzione del numero di convertiti a Cristo, può essere un segno dell’“uomo vecchio” dentro di noi, una condizione in cui pensiamo ancora alla nostra fede in termini di accettazione sociale e conformità delle norme sociali alle nostre convinzioni. San Paolo, nella sua Lettera ai Filippesi, mostra con parole toccanti come la grazia di vivere e annunciare la compagnia di Cristo superi tutte le tribolazioni che affrontiamo nella vita sociale (cfr. Fil 1, 1-30; Fil 3, 8-16).

  • 1
  • 2
Tags:
cristianesimo
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni