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Una nuova scoperta in una “Pietà” di Michelangelo

PIETA BANDINI

Sailko-(CC BY 3.0)

Maria Paola Daud - pubblicato il 13/10/21

La leggenda per cui l'artista volle distruggere la sua ultima opera potrebbe non essere vera...

Qualche giorno fa è stata restaurata l’ultima Pietà di Michelangelo, la Pietà Bandini o fiorentina, come viene chiamata.

Con il restauro è venuto alla luce il motivo per il quale il grande artista aveva abbandonato l’opera.

Tutti conoscono la famosa Pietà che si trova nella basilica di San Pietro, capolavoro di un giovane Michelangelo, che essendo poco conosciuto ha lasciato il suo “autografo” sulla statua.

La Pietà Bandini, invece, è stata realizzata tra il 1547 e il 1555, ed è stata una delle ultime sculture realizzate dal maestro.

Fatti curiosi che circondano la scultura

Come quella del Vaticano, la Pietà Bandini è circondata da vari fatti curiosi.

In primo luogo, la scultura è composta da quattro personaggi: Cristo, tra le braccia di Nicodemo, la Vergine Maria e Maria Maddalena.

È una composizione piramidale, con il corpo di Cristo inerte che cade a forma di zigzag, o serpeggiante.

Michelangelo iniziò a realizzare quest’opera per collocarla nella sua futura tomba, per sua volontà, nella basilica di Santa Maria Maggiore.

A differenza della Pietà di San Pietro, in cui i personaggi dimostrano serenità, nella Pietà fiorentina il tema principale è costituito da dolore, dramma e angoscia.

Michelangelo si autoritrasse in Nicodemo, forse per poter favorire la “pietà” e la misericordia di Cristo, per quando fosse giunta la sua ora.

La leggenda dice che il suo fedele servitore di nome Urbino, stanco, essendo anziano, del continuo andirivieni per gli incarichi dell’artista, si lamentò del fatto che non terminasse la scultura. Michelangelo, arrabbiato e scontento della sua opera, la prese a martellate.

L’opera inutilizzabile venne acquistata da Francesco Bandini, che pagò Tiberio Calcagni, ex allievo di Michelangelo, perché la restaurasse.

All’inizio l’opera aveva solo tre personaggi, e Calcagni ne aggiunse un quarto, Maria Maddalena, sproporzionata essendo di dimensioni inferiori rispetto agli altri.

Prima di morire, Michelangelo modificò il suo desiderio di essere sepolto a Roma optando per Firenze, e la statua, dopo vari passaggi di proprietà, venne trasferita lì. Oggi è conservatanel Museo fiorentino dell’Opera del Duomo.

Una nuova scoperta

Come abbiamo menzionato all’inizio, con il restauro durato quasi due anni è emerso il motivo per cui Michelangelo avrebbe abbandonato l’opera.

Il marmo della scultura presentava una notevole quantità di microfratture. Il blocco di marmo era difettoso, e a differenza di quelli che l’artista voleva usare, il marmo di Carrara, proveniva da Breccia Medicea.

Viene quindi smentita la leggenda di Michelangelo e della sua arrabbiatura con il suo servitore, a meno che Calcagni non abbia restaurato i danni inflitti dalle martellate…

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