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Musica sacra: una versione splendida del Salve Regina

HERMANN,REICHENAU

Th. Fink Veringen | CC BY-SA 4.0

J.P. Mauro - pubblicato il 04/10/21

Michael Patrick Kelly si è unito a Jennifer Haben per cantare il brano nella cattedrale vuota di Colonia all'auge della pandemia

Michael Patrick Kelly ha lanciato una nuova versione del Salve Regina nel suo album del 2016 Ruah. L’artista, noto e apprezzato a livello internazionale, ha scelto questo inno mariano nei primi giorni della pandemia per questo duetto eccezionale, in cui ha unito la propria voce a quella di Jennifer Haben per eseguire il brano nella cattedrale di Colonia (Germania).

La cattedrale sembrava abbandonata, tranne che per i musicisti e l’équipe di registrazione. Questo video è stato registrato nel luglio 2020, al culmine della pandemia. Gli ordini di isolamento senza precedenti in tutto il mondo hanno solo aumentato i brividi che dà il brano.

La cattedrale, patrimonio mondiale dell’UNESCO, era piena dei suoni caratteristici della chitarra di Kelly. Il ritmo ciclico è forse superato solo dalle armonie impeccabili della coppia.

Il brano è una produzione magistrale di musica sacra. La chitarra ha un flusso che alterna speranza malinconica e confortevole serenità. La situazione cambia solo quando Kelly e la Haben iniziano ad armonizzarsi. Le somiglianze tra i toni dei due cantanti si mescolano in modo eccezionale sotto il tetto della cattedrale.

Scritta in un monastero

Kelly è un musicista esperto cresciuto lavorando con la sua famiglia nel gruppo The Kelly Family.

Dopo due anni, però, Kelly è rimasto deluso dalla musica e ha lanciato un album intitolato In Exile, abbandonando la sua carriera per unirsi a un monastero francese in cui ha vissuto come monaco.

Secondo un video girato dietro le quinte lanciato con l’album Ruah, Kelly ha scritto molti brani in monastero.

“Tutti questi brani sono stati scritti in quei sei anni in monastero, e ora ho deciso di diffonderli. Quando ero monaco, volevo leggere la Bibbia dalla A alla Z. Dalla Genesi all’Apocalisse, ogni domenica aprivo la Bibbia e la leggevo in modo approfondito. Ogni volta che mi imbattevo in un passo che mi colpiva, prendevo la chitarra e scendevo nel seminterrato, dove nessuno poteva sentirmi, e scrivevo brani, ed è così che è nato [Ruah]”.

L’artista ha spiegato che a volte usciva dal seminterrato solo per scoprire che c’erano dei monaci che lo stavano ascoltando da dietro la porta. Quella di quegli anni, ha osservato, era simile a una “scena da club musicale sotterraneo di monastero”. Il suo periodo come monaco, però, non è durato, perché Michael Kelly ha finito per sentirsi chiamato a tornare alla musica, come artista principalmente cattolico.

Potete ascoltare altre opere di Michael Patrick Kelly qui.

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