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Jolanda, da tata di Audrey Hepburn ai piccoli della favela brasiliana

Shutterstock|Di Karol Moraes

Giovanna Binci - pubblicato il 01/10/21

La storia di Jolanda Demattè sembra quella nel libro di Travers. Questa donna originaria del Trentino, morta a 97 anni in una favela brasiliana, come Mary Poppins non ha mai smesso di seguire quel vento che ci chiama tutta la vita e ci porta dove c'è bisogno di noi.

“vento dall’est, la nebbia è là, qualcosa di strano tra poco accadrà. Troppo difficile capire cos’è, ma penso che un ospite arrivi per me.”

Mary Poppins, L. P. Travers

Forse sarà arrivata anche lei portata da quel vento freddo. Magari con una borsa da cui avrà tirato fuori un attaccapanni o un buffo centimetro. Perché voi ve lo aspettavate che Mary Poppins abitasse a Vigolo Vattaro, in Trentino

La storia di Jolanda Demattè

Si chiamava JolandaDemattè ed era una puericultrice che nella vita, proprio come la bambina del libro di Travers, aveva girato il mondo e fatto da “tata” persino a Audrey Hepburn o prestato servizio presso la famiglia Kennedy

Di sicuro, avrebbe accontentato anche il burbero ed esigente Signor Banks con le sue referenze. 

È venuta a mancare a 97 anni, il 20 settembre scorso, ma mi piace pensare che il vento sia cambiato facendo girare la banderuola della casa dell’ammiraglio al viale dei ciliegi e le abbia sussurrato che era il momento di partire di nuovo. Per il viaggio più straordinario. Che anche in cielo, servono “tate”. 

Una vita tra America ed Europa che si è conclusa in Brasile. Infatti, dopo la pensione, Jolanda non ha mica appeso il suo ombrello col pappagallo parlante (tutte le puericultrici ne hanno uno, credo) al chiodo. 

Missionaria per amore dei piccoli

È diventata missionaria laica nel paese sudamericano, sempre pensando a quei bambini a cui aveva dedicato tutta la vita. 

Ha donato i risparmi per la creazione del centro Sagrada Famiglia di Salvador de Bahia. Una struttura per accogliere duecento piccoli da zero a sei anni, nella favela di Rio Vermelho. Una zona poverissima dove non era garantita nessuna istruzione e non c’erano scuole. Ma si sa, ogni Mary Poppins che si rispetti è capace di creare la magia anche dove la gente comune non riesce a vederla. 

Una missione nella missione quella di questa donna che ha speso tutta la sua vita in nome di una parola che oggi non va più di moda: “servizio“. 

“Alcuni (bambini) arrivano che pesano sei, sette chilogrammi, e hanno anche tre anni, sono al limite della sopravvivenza ma in questi anni non ne abbiamo mai perso uno. Quando sono arrivata nel Paese, dopo un primo periodo trascorso nel sud del Brasile, dove ci sono le comunità degli emigrati trentini, sono stata colpita dall’estrema povertà”.

(Fonte ilDolomiti.it)

Questo il ricordo nelle parole della stessa Dematte’ in occasione di un incontro con l’allora presidente della Provincia Ugo Rossi.

Vocazioni di una vita

La scintilla che, nonostante l’età non più giovanissima l’ha spinta a continuare a seguire quel vento che continua a chiamarci per tutta la vita, la nostra vocazione, si è accesa in un viaggio in quel luogo dove era diventato vescovo missionario il parroco della sua città natale, don Guido Zendron. Non siamo mai troppo vecchi o “usati” per quel Dio che ci chiede solo di avere fiducia e di metterci a disposizione

Come Mary Poppins e come Jolanda, non possiamo smettere nemmeno per un secondo di assecondare quel vento dell’Est che ci chiede di lasciare la nostra bella casa in viale dei ciliegi fatta di certezze per andare dove c’è bisogno di noi. 

Che siano le case di famiglie benestanti tra USA ed Europa, come la favela brasiliana. 

A volte crediamo che sia il luogo a fare la differenza, ma la chiamata all’amore è la stessa. Cambiano i modi, ma non il cuore.

Ci vuole coraggio e magari un ombrello col manico parlante! 

Tags:
missionari
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