Aleteia logoAleteia logoAleteia
domenica 05 Dicembre |
San Giovanni Damasceno
Aleteia logo
For Her
separateurCreated with Sketch.

Claudio Amendola e il “compito” di restare con Francesca nella malattia

Shutterstock|Di GIO_LE

Giovanna Binci - pubblicato il 28/09/21

Senza dramma, ma non senza una lacrima di commozione e orgoglio per la battaglia di sua moglie, Claudio Amendola parla a Verissimo della malattia di Francesca Neri. Invece, il sentimento che trapela dallo schermo e dalle parole dell'attore, tutti sappiamo come si chiami.

Si chiama “cistite interstiziale” la patologia di Francesca Neri, moglie di Claudio Amendola.

«Ha una difficoltà nel vivere le sue giornate. Ha un dolore fisico enorme. Anche nella malattia, cerca la forza per stare bene. “

L’attore racconta l’amore che migliora

L’attore che ne ha parlato come ospite a Verissimo non aveva dato una nome alla malattia, ma ci ha pensato la stessa Francesca, in occasione dell’uscita del suo libro Come carne viva, edito da Rizzoli. Un’intervista al Corriere della sera in cui ha fatto luce su tre difficilissimi anni in cui

“Di fatto sono stata via…però c’ero, ero lì in casa con loro, ed è la cosa più terribile. Ho accarezzato l’idea del suicidio“.

(Fonte Corriere della Sera)

Oggi ha imparato a gestire questa malattia che crea dolori importanti, nonostante i segni che sono rimasti nell’anima per quello che lei stessa ha definito un “lockdown” in cui si svegliava di notte per giocare a Burraco online.

Anche nell’incertezza del dolore però, della quotidianità fatta di assenza nonostante la presenza, quello che ha un nome ben chiaro è ciò che tiene unita questa coppia di colleghi, sposata dal 2010:

“Sto con Francesca da vent’anni, l’amore migliora. Si depura da tante scorie, come la gelosia. Non ha più senso.”,

(Fonte Vanity Fair

ha raccontato lui. Lei le fa eco

“Stiamo insieme da venticinque anni, se non avessi avuto questa complicità e quest’affetto non ce l’avrei fatta.” (Fonte Vanity Fair)

L’amore migliora dunque, noi, invece, mica sempre. Passano gli anni, i difetti restano gli stessi, la pazienza si assottiglia, spesso i lati più difficili del nostro carattere diventano ancora più duri e spigolosi. Invece l’amore migliora come dice Amendola

Per ogni attenzione che ci sembra banale e scontata. Per ogni difetto che ancora continuiamo a incassare. Anche per quei caratteri che fanno più scintille di prima. 

Proprio lì, se glielo lasciamo fare, vedremo che l’amore ci ha portato dove non avremmo mai immaginato. Oltre i nostri limiti, il nostro egoismo, la superlativa capacità di contare i nostri meriti che di solito sono sempre più di quelli degli altri.

Lasciar decantare

Come si depurano le scorie dai legami? Magari bastasse bere Ferrarelle anche come terapia di coppia! 

A volte le nostre relazioni navigano in acque torbide, dove è difficile vedere l’altro e anche la meta verso cui stavamo puntando. 

Bisogna lasciar decantare. Sopportare. Nel senso buono del termine, che non significa non vedere i problemi o non affrontare le discussioni. Piuttosto abbandonare il punto di vista egoistico a cui siamo abituati. Quello che le cose che non vanno mira ad eliminarle piuttosto che a affrontarle con sguardo aperto, comprenderle, abbozzare, apprezzare anche i piccoli sforzi. È un esercizio che non ci piace, ma è l’unico che calma le acque del confronto fatto troppo spesso di rinfacci, di voler avere l’ultima parola, di sentirsi compresi noi sempre per primi. Per fare in modo che quelle scorie si depositino sul fondo e l’amore migliori e ci migliori. 

Nel salotto di Silvia Toffanin, Claudio svela senza dramma, ma anche senza nascondere la commozione, l’arma segreta del suo matrimonio felice, nonostante quella “cattiva sorte” che sta attraversando con Francesca:

“Starle affianco è stato il mio compito, non è stato difficile. È stato più difficile per lei”.

Farsi specchio

Ci si sceglie per sempre per ritrovarsi negli occhi di chi amiamo. Spesso invece lo dimentichiamo e torniamo a guardare solo a noi stessi e a quello che ci aspetteremo da nostro marito e nostra moglie. 

Restare e farsi specchio ci mette davanti al dolore, a cose che non vorremmo vedere come la malattia di un familiare, ma permette all’altro di fissare gli occhi su ciò che in quel momento da solo non riesce a mettere a fuoco

Certe malattie non hanno nomi, ma l’amore invece, quando lo vedi o lo senti raccontare in TV, lo riconosci subito. 

Tags:
matrimonio
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni