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Il sacerdote 30enne che è anche pompiere volontario

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Lauriane Vofo Kana Lauriane Vofo Kana - pubblicato il 16/09/21

Il parroco è vigile del fuoco volontario, e svolge entrambi i compiti con coraggio e dedizione

Padre Pierre Fouquier, vicario parrocchiale e pompiere volontario negli ultimi tre anni, non impiega molto ad arrivare dalla caserma dei vigili del fuoco di Joué-lès-Tours alla sua parrocchia di Saint Marc, a Indre-et-Loire (Francia centro-occidentale).

Il sacerdote dedica quasi 75 ore al mese al suo impegno volontario tra i vigili del fuoco, e bisogna andare alla sua infanzia per capire dove sia nata questa vocazione.

“Devo aver avuto circa dieci anni quando la professione di vigile del fuoco ha iniziato ad attirarmi”, ha raccontato. Nel suo paese di Saint-Épain, guardava con occhi pieni di ammirazione i pompieri che marciavano nelle parate o nelle cerimonie di commemorazione. “I camion rossi, l’uniforme… tutte quelle cose mi attiravano”.

Più o meno nello stesso periodo è stato colpito dalla bellezza di una seconda vocazione. “Mia madre mi ha detto che a 7 anni avevo già detto di voler diventare sacerdote”, ricorda ridendo. “Sono cresciuto in una famiglia cattolica, che è il terreno che fa germinare le vocazioni presto. Poi è andata e venuta, come accade ad altri confratelli”.

Pierre ha incontrato sacerdoti fedeli e gioiosi nel loro ministero, e ha sentito una chiamata che ha iniziato a discernere sempre più chiaramente. Questo lo ha portato al seminario dopo aver studiato Ingegneria civile.

Vivere la Chiesa nel mondo

Durante i primi due anni di seminario, il ragazzo che si era unito a una brigata di giovani pompieri ad appena 15 anni ha portato avanti il suo impegno. “I vescovi che si sono succeduti erano molto benevoli, e grazie ai programmi adattati sono riuscito a esercitare come pompiere volontario per un anno e mezzo nei villaggi vicini”.

Il suo percorso in seminario ha intrigato i suoi colleghi, promuovendo “conversazioni intense”. Gli amici gli hanno posto molte domande sul celibato o l’utilità dei sacerdoti, e quegli scambi gli hanno permesso di condividere il significato della missione sacerdotale.

“Avevano in mente il cliché del sacerdote solo in una chiesa buia, come nel film L’Esorcista. Sono rimasto molto sorpreso dal fatto che questa immagine fosse ancora in voga, ma ce l’hanno molte persone. E questo mi ha fatto interrogare sul modo in cui viene vissuta la Chiesa nel mondo”.

Padre Pierre è stato ordinato sacerdote nel 2018. Quando indossa la sua divisa diventa un pompiere come tutti gli altri, anche se a volte, quando lavora, evoca la sua vocazione sacerdotale.

“Alcun conoscono la differenza tra un pompiere professionista e un pompiere volontario, e in quei momenti mi chiedono cosa faccio quando non sono in servizio”.

Sotto l’uniforme, il cuore di un sacerdote

Il motto dei pompieri (“Coraggio e dedizione”) riassume l’intensità con cui padre Pierre vive i suoi due impegni. Senza mai perdere di vista il dono di sé durante le sue missioni da pompiere, il sacerdote è attento a mantenere stabilità ed equilibrio. “Faccio attenzione alla vita fraterna, partecipo agli incontri nel decanato e mi tengo in contatto con gli altri giovani sacerdoti”, dice.

Anche se dedica la domenica solo alla missione sacerdotale, ci sono state occasioni in cui il lavoro da pompiere ha fatto irruzione nelle sue giornate.

“Di recente, sono stato sul luogo in cui era scoppiato un incendio per sei o sette ore, e quando sono tornato a casa mi sono fatto la doccia ed ero in ritardo per la Messa feriale. L’ho detto al sagrestano, i fedeli si erano preoccupati”.

Le due vocazioni di padre Pierre modellano l’uomo che è oggi, che vede un lato diverso della vita in base al fatto che si presenti come sacerdote o come pompiere.

“Quando accogli un sacerdote, pulisci casa per accoglierlo. Come pompiere, incontro persone in situazioni di grande difficoltà, precarie”.

La sua vocazione sacerdotale lo rende anche un pompiere migliore. “La maggior parte dei lavori da pompiere sono interventi sociali. Fare il pompiere è anche un lavoro di ascolto”, spiega, indicando che può contare sulla “formazione umana” ricevuta in seminario.

Il suo impegno da vigile del fuoco lo mette a contatto con realtà diverse, e gli permette di incontrare “persone che magari non hanno mai messo un piede in chiesa”.

Padre Pierre offre a Dio le gioie e le fatiche di questa vita quotidiana impegnata. “Sono consapevole dei miei limiti, e offro al Signore tutto ciò che non riesco a portare da solo”.

Se si unirà a una nuova parrocchia in autunno, vuole comunque mantenere il suo impegno nella caserma dei pompieri, dove con centinaia di colleghi continuerà a offrire assistenza a chi ne ha bisogno. “Tra i vigili del fuoco c’è un atteggiamento proattivo che mi ispira molto”, ha osservato. “Non ci concentriamo su quello che possiamo fare da soli, ma su quello che possiamo realizzare insieme”.

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