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Gruppo pro-vita denuncia la censura di Google

BABY OLIVIA

Live Action | YouTube | Fair Use

Zelda Caldwell - pubblicato il 16/09/21

“Live Action” dice che i suoi annunci pubblicitari contro l'aborto sono stati banditi

Live Action, un gruppo attivista pro-vita, sostiene di essere oggetto della censura di Google.

In un comunicato stampa, il presidente di Live Action, Lila Rose, ha affermato che Google ha smesso di gestire gli annunci pubblicitari pro-vita del gruppo.

“Su richiesta di attivisti abortisti, Google ha BANDITO tutti gli annunci pro-vita di Live Action, inclusi quelli che promuovono il trattamento Inversione della Pillola Abortiva, una risorsa che finora ha salvato 2.500 bambini”, si legge nel testo.

Gli annunci sono apparsi negli ultimi quattro mesi prima che Google rifiutasse di farli apparire nuovamente, ha dichiarato la Rose, aggiungendo che la pubblicità per i servizi abortivi continua invece ad essere permessa.

Google si è schierato apertamente con l’ideologia politica estremista pro-aborto, bandendo la controparte pro-vita ed evitando che le informazioni a favore dell’aborto possano essere promosse sulla piattaforma”.

“È un caso evidente e politico di due pesi e due misure: a Google vanno bene i messaggi che promuovono i farmaci per porre fine alla vita, ma non i trattamenti salvavita”, ha sottolineato la Rose.

Live Action ha anche notato che Google ha rifiutato di inserire annunci che promuovono il suo video “Baby Olivia”, una rappresentazione animata dello sviluppo umano nel grembo materno, adducendo la presenza di “affermazioni inaffidabili”.

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