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Nostra Signora di Fatima “arrestata” all’aeroporto di Varsavia e il capolavoro del cardinal Wyszyński

KARDYNAŁ PRYMAS WYSZYŃSKI

fot. Instytut Prymasowski Stefana Kardynała Wyszyńskiego

Aleteia - pubblicato il 14/09/21

Il beato polacco riuscì a ottenere dal Governo comunista il permesso di costruire quasi 30 nuove chiese

È difficile crederlo, ma il culto a Nostra Signora di Fatima era particolarmente osteggiato dal regime comunista polacco.

Nel 1978, il Governo della Polonia comunista “arrestò” la statua di Nostra Signora di Fatima che era stata portata nel Paese. Perché i comunisti odiavano tanto Fatima, e qual era l’agenda del cardinale Stefan Wyszyński in questo caso?

Non solo Giovanni Paolo II

I Polacchi associano l’adorazione di Nostra Signora di Fatima innanzitutto a Papa Giovanni Paolo II, soprattutto dopo che questi era sopravvissuto miracolosamente al tentativo di assassinio del 13 maggio 1981, ma si ricorda raramente che il messaggio di Fatima era noto in Polonia da molto prima.

Le notizie delle apparizioni mariane in Portogallo raggiunsero la Polonia nel periodo tra i due conflitti mondiali. Subito dopo la II Guerra Mondiale, nell’ottobre 1945, i vescovi polacchi risposero all’appello di Papa Pio XII e decisero di dedicare la Polonia al Cuore Immacolato della Vergine Maria, come la Vergine aveva chiesto nelle apparizioni. Gli sforzi in questo senso vennero compiuti innanzitutto dal Primate di Polonia, il Servo di Dio cardinale August Hlond.

L’atto di dedicazione ebbe luogo in tre fasi: in primo luogo nelle parrocchie polacche il 7 luglio 1946, poi a livello diocesano il 15 agosto, e infine l’8 settembre tutto il Paese venne dedicato al Cuore della Beata Vergine Maria.

A questi eventi assistette un nuovo membro della Conferenza Episcopale Polacca, Stefan Wyszyński, ordinato all’episcopato il 12 maggio 1946. Se la sua vita e il suo ministero erano legati soprattutto all’adorazione di Nostra Signora di Jasna Góra, il messaggio di Fatima non gli era certo estraneo. Il Primate del Millennio, com’era chiamato Wyszyński, diffuse infatti il culto a Nostra Signora di Fatima e la relativa devozione del Primo Sabato.

Fatima disapprovata

Non è facile da credere, ma il culto nei confronti di Nostra Signora di Fatima era disapprovato in modo particolare dal regime comunista in Polonia, maldisposto – per usare un termine blando – nei confronti della Chiesa. Il motivo era il fatto che nelle sue apparizioni a Fatima, la Beata Vergine Maria aveva chiesto preghiere per la conversione della Russia, definendo il comunismo una “propaganda atea” e parlando dei crimini bolscevichi.

Non sorprende che tutte le forme di devozione collegate a Fatima venissero guardate con scarso favore dalle autorità, che le limitarono significativamente e in alcune occasioni arrivarono anche a proibirle. Ad esempio, tutte le pubblicazioni sul tema vennero fortemente censurate, e la stampa di alcune fu bandita.

La violazione di questi divieti durante il periodo stalinista costò a fra’ Innocenty Wójcik, un Francescano di Niepokalanów, due anni di prigione.

Una persona non grata da Fatima

Il regime comunista non permetteva nemmeno che le statue della “Bella Signora” di Fatima entrassero nel Paese. Nel 1961, il Primate Wyszyński donò ai Pallottini di Zakopane una statua ricevuta dal custode di Fatima, che si trova tuttora nel famoso santuario di Krzeptówki, sui Monti Tatra polacchi.

La seconda statua ad arrivare in Polonia fu una delle 45 consacrate nel 1967 a Fatima da Papa Paolo VI. Dovevano essere inviate in vari Paesi, tra i quali la Polonia, ma dovettero passare altri due anni prima che un tale fr. Ciurej riuscisse a contrabbandare la statua in Polonia, solo perché stava usando il suo passaporto statunitense.

Il cardinal Wyszyński fece trasferire la statua di Nostra Signora di Fatima a Niepokalanów, ma temendo la confisca questa non venne esposta all’adorazione pubblica in chiesa, ma custodita nel chiostro del monastero francescano.

La Beata Vergine Maria “arrestata”

La storia più interessante, tuttavia, è collegata alla terza immagine, che arrivò in Polonia via aerea all’inizio del maggio 1978. Era la statua della Madonna che compiva il Pellegrinaggio Mondiale della Pace, iniziato a Fatima.

Ai membri del cosiddetto “Esercito Blu” che portarono la statua della Vergine venne permesso di lasciare l’aereo, ma per ordine del regime comunista la statua venne trattenuta a bordo, chiusa nella cabina di pilotaggio.

Per quasi una settimana, l’aereo con la Madonna di Fatima “arrestata” rimase in una pista chiusa, custodita da guardie armate (!). Riprese poi il volo, con la statua a bordo.

La Madre non abbandona mai

Non vedendo la possibilità di recuperare la statua e di farle proseguire il suo pellegrinaggio per la Polonia, gli organizzatori del Pellegrinaggio Mondiale della Pace chiesero ai Francescani di Niepokalanów di realizzare una silhouette della statua nel loro monastero, e questa, dipinta di bianco, venne posta su una base con l’iscrizione “La Madre non abbandona mai” e iniziò il suo pellegrinaggio nella Polonia comunista.

Una situazione simile si era verificata con un pellegrinaggio di una cornice vuota di un dipinto di Nostra Signora di Częstochowa. Il cardinal Wyszyński fornì una macchina e un autista fidato, e il pellegrinaggio proseguì senza ostacoli.

Fu così che Nostra Signora di Fatima visitò Varsavia, Katowice, Cracovia e Jasna Góra, dove venne accolta dal Primate e da 75.000 fedeli.

Patrona dei permessi di costruzione

Sempre più persone vennero a conoscenza dell’“arresto” della Madonna, e la notizia di questo spiacevole incidente varcò i confini del Paese, provocando scalpore e suscitando critiche nei confronti delle restrizioni alla libertà religiosa dei Polacchi da parte delle autorità comuniste.

Per trattenere i conflitti e migliorare la sua immagine agli occhi dell’opinione pubblica dietro la “Cortina di Ferro”, il regime comunista chiese al Primate di riportare la statua di Nostra Signora di Fatima in Polonia e di riprendere il Pellegrinaggio Mondiale della Pace in territorio polacco.

Cogliendo questa opportunità unica, vedendo che il regime aveva iniziato a interessarsi alla visita della Vergine, il Primate pose una condizione: i comunisti dovevano acconsentire immediatamente alla costruzione di 28 nuove chiese cattoliche in Polonia.

Si può solo immaginare l’animo con cui le autorità acconsentirono, ma lo fecero senza indugio. Nel frattempo, l’arcivescovo di Cracovia era diventato Papa, e l’estate successiva, senza più ostacoli, la statua di Nostra Signora di Fatima consacrata da Giovanni Paolo II arrivò in Polonia per iniziare il suo lungo pellegrinaggio nelle diocesi e nelle parrocchie del Paese.

La Madre non abbandona mai, e come ogni madre aiuta i suoi figli!

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