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Melisenda di Gerusalemme, la regina delle Crociate

Melisende of Jerusalem

By Unknown author - Thompson 12, Public Domain

Sandra Ferrer - pubblicato il 13/09/21

Ai tempi delle Crociate, una donna guidò il destino della Terra Santa e protesse il Santo Sepolcro

27 novembre 1095. Clermont, una cittadina situata al centro della Francia, diventa il cuore della cristianità. Lì si era infatti recato Papa Urbano II per annunciare ufficialmente l’inizio della Prima Crociata.

Cominciava una delle tappe fondamentali della storia del Medioevo, in cui due mondi si scontrarono per il potere e l’egemonia della fede su un suolo sacro. La Terra Santa divenne un enorme campo di battaglia, in cui cavalieri in armatura e monaci guerrieri affrontavano i musulmani.

Mezzo secolo dopo quella convocazione a Clermont iniziava la Seconda Crociata. All’epoca regnava a Gerusalemme una donna, una regina intelligente, astuta e disposta a difendere ad ogni costo il suo regno e i principali luoghi sacri.

Una delle poche presenze femminili in quel mondo di uomini, la regina Melisenda dimostrò di essere una figura chiave nei negoziati strategici e nell’organizzazione dei piani militari.

Melisenda era la primogenita del re Baldovino II di Gerusalemme e di Morfia di Melitene, una principessa armena con cui ebbe altre tre figlie. Tutte avrebbero avuto un ruolo di spicco nella vita politica e religiosa del Vicino Oriente, ma era Melisenda che, come erede al trono di Gerusalemme, doveva assumere un ruolo chiave in quella terra sconvolta dalle guerre e dalle minacce costanti dei nemici musulmani.

Consapevole del ruolo che spettava a Melisenda in futuro, Baldovino II la formò e la preparò perché un giorno fosse in grado di tenere in mano le redini di quel regno turbolento. Prima di morire, la presentò al consiglio reale e la fece partecipare ad alcune decisioni statali perché familiarizzasse con i compiti che avrebbe dovuto assumere. Baldovino, però, pensava anche che in quanto donna non avrebbe potuto rimanere al potere senza un uomo potente al suo fianco. Bisognava quindi cercare un cavaliere, un soldato, che guidasse le campagne dei crociati. Venne scelto un conte francese, Folco V d’Angiò, di vari anni più anziano della giovane Melisenda. In quel momento contavano gli interessi di Stato e non i sentimenti della principessa, che presto avrebbe assunto la corona di suo padre, come accadde nel 1131. Poco prima di morire, Baldovino II trasmise i suoi poteri a Melisenda e al suo sposo, che vennero incoronati il 14 settembre 1131 nella chiesa del Santo Sepolcro, all’epoca ancora in costruzione.

Se Folco pensava che avrebbe potuto esercitare il potere come re mettendo da parte la moglie per il semplice fatto che era una donna si sbagliava di grosso. La sua ambizione arrivò al punto che, vedendo che la fama della moglie non veniva meno e che i nobili non mettevano in discussione la sua leadership, Folco mise in giro al diceria di infedeltà tra lei e suo cugino Ugo le Puiset. Quasi nessuno credette a quella calunnia, che fece solo sì che Melisenda e i suoi sostenitori difendessero con ancor più forza il suo ruolo al potere. Disperato, Folco tentò senza successo di assassinare Ugo in un attentato fallito.

Melisenda uscì rafforzata dal tentativo del marito di allontanarla dal potere. Non solo Folco non ci riuscì, ma la regina continuò a partecipare attivamente agli affari di Stato. Nell’inverno 1143 il re Folco morì, lasciando la moglie sola sul trono con due figli minori, Baldovino di 13 anni e Amalarico di 7. Melisenda assunse il potere in coreggenza con il figlio finché questi era minore di età, e uno dei primi compiti fondamentali del suo regno fu guidare la Seconda Crociata.

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crociatereginaterra santa
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