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Chi sono i talebani e cosa vogliono?

AFGHANISTAN

Defense photograph by Lt. j. g. Joe Painter-RELEASED-(CC BY 2.0)

Lucandrea Massaro - pubblicato il 17/08/21

Un gruppo religioso estremista nativo dell'Afghanistan con forti legami col Pakistan e con una interpretazione letterale e stringente del Corano

La parola “talebano” in lingua pashtu significa “studente”, questo perché il movimento, nato nei primi anni ’90, trova le sue origini nelle scuole islamiche del Pakistan, quando il gruppo venne fondato dal mullah Mohammed Omar, nella città di Kandahar, non erano più di una cinquantina di persone. Oggi, secondo le stime della NATO, i Talebani sono circa 85.000 combattenti.

Un teatro di guerra permanente: l’Afghanistan

Il mullah Mohammed Omar era un veterano dei mujaheddin, guerriglieri di ispirazione islamica, che avevano combattuto nella guerra contro i sovietici che avevano occupato il paese dal 1978 al 1989. Forte di questa esperienza militare e delle capacità organizzative anche in ambito civile, i talebani seppero conquistare tra il 1994 e il 1996 prima la loro città di origine, Kandahar, e poi infine Kabul non senza una certa benevolenza della popolazione, che in quel periodo di forti conflitti interni causate dalle varie fazioni di mujaheddin che non avevano più un nemico comune (i russi) e che si combattevano tra loro, garantivano il ripristino delle strade, della vita economica e di una certa pace sociale, sebbene al prezzo di una rigida applicazione della Sharia, la legge islamica che ha comportato esecuzioni pubbliche, mutilazioni e lapidazioni, nonché una sottomissione pressoché assoluta della donna: oltre all’obbligo di indossare il burqa, fu loro vietato di guidare bici, moto e auto, di utilizzare cosmetici e gioielli e di entrare in contatto con qualsiasi uomo che non fosse il marito o un parente.

Presa la capitale Kabul nel 1996, i talebani hanno proclamato l’Emirato Islamico dell’Afghanistan (che vogliono ricostituire ora). Gli “studenti coranici” hanno poi rovesciato il presidente Burhanuddin Rabbani, uno dei padri fondatori dei mujaheddin afghani che avevano combattuto contro l’occupazione sovietica, iniziando una nuova era per il paese dell’Asia centrale.

La “guerra al terrore” e la fine (temporanea) dei Talebani

Dopo l’11 settembre, quando gli USA decisero di dare la caccia al gruppo terroristico di Al-Qaeda responsabile degli attentati, ospitato in Afghanistan, americani e inglesi iniziarono le ostilità verso il regime talebano

Il 7 ottobre successivo Stati Uniti e Regno Unito dichiararono guerra all’Afghanistan, per distruggere al Qaida e rovesciare il regime dei talebani. Nel giro di poche settimane il regime fu rimosso dal potere e molte importanti figure di al Qaida e dei talebani fuggirono nella zona vicina al confine col Pakistan, se non direttamente oltre confine (Il Post).

Fu grazie al supporto del Pakistan e dei suoi servizi segreti che i talebani sopravvissero e pazientemente hanno atteso che la coalizione internazionale – di cui l’Italia è parte – uscisse di scena. In modo sorprendente per l’intelligence americana però, il gruppo ha riconquistato il paese in meno di dieci giorni, contro i tre mesi previsti. Secondo gli esperti, i Talebani sono finanziati – oltre che dal Pakistan – anche dall’Arabia Saudita (Euronews). 

Del resto nel 1998 solo il Pakistan, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti riconoscevano il governo talebano nel paese e saranno probabilmente i primi a riconoscere il ri-nato Emirato nei prossimi giorni o settimane per ragioni sia geopolitiche che ideologiche, vista la medesima idea di interpretazione e di applicazione dell’Islam prevalenti in Pakistan e Arabia Saudita.

I nuovi talebani sono “moderati”?

 I primi passi del nuovo “gruppo dirigente” indica – almeno a parole – che qualcosa è cambiato, almeno nelle strategie di comunicazione:

“È molto difficile dirlo ora. Appaiono sicuramente molto più moderati e uniti”, spiega Riccardo Redaelli, professore di geopolitica all’Università Cattolica di Milano. Domenica sera, dei portavoce del movimento fondamentalista hanno rilasciato interviste alle emittenti occidentali, promettendo, tra le altre cose, “rispetto per i diritti delle donne e delle minoranze” e negando eventuali ritorsioni contro chi in questi anni si è schierato dall’altra parte.

(RSI News)

In un’intervista tv un rappresentante del gruppo ha garantito che ci sarà un’amnistia per tutti gli ex funzionari governativi, e li ha invitati a tornare al lavoro per non bloccare la macchina amministrativa dello Stato. I talebani, nuovi signori di Kabul, sostengono che il non vogliono che le donne siano “vittime” ma le invita anzi a far parte del nuovo governo “in rispetto alla sharia” (Repubblica).

Se ci saranno novità nei loro metodi lo vedremo nei prossimi mesi.

Tags:
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