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Scoprire la luce nell’ombra

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padre Carlos Padilla - pubblicato il 12/08/21

Attraverso le crepe entra il chiarore nella mia anima. Voglio ricominciare ogni mattina e intraprendere l'avventura audace di cercare di essere me stesso

Mi piacciono i giorni di sole, non quelle giornate grigie che contagiano nostalgia e tristezza.

Sono di quelli che desiderano seguire Cristo. Di quelli che hanno preso una decisione nell’anima, anche se poi costa essere fedele o aderire saldamente a ciò che si è deciso.

Sono un po’ volatile, come quei venti che in autunno portano le foglie cadute ovunque, senza rispettarne i desideri.

Non sono chi voglio essere

A volte non so chi abita dentro di me e mi sembra di desiderare ciò che non voglio. Quello che dico di volere sembra che non lo voglia fare. E mi vedo a vivere come una persona che non voglio. Pensando come non voglio pensare.

Quella doppia realtà nella mia anima mi scandalizza. Siamo in due ad abitare la stessa pelle.

O forse il mio vero io non è in grado di rimanere in piedi di fronte alla pressione del mondo.

E cade improvvisamente sulla terra sballottato tra mille desideri confusi e che feriscono.

Sono chi desidera Dio

Vorrei che nella mia anima sbocciasse sempre il sole. E riconoscermi in quel desiderio inconfondibile di seguire sempre Gesù lungo la strada.

È quello che voglio di più. È ciò che desidero. L’anima vive appassionata per un fuoco che arde in lei.

E all’improvviso la guidano piccoli fuochi che la confondono. E non sono più io a seguire il Signore, ma seguo altre cose che non sono Lui, anche se vorrei che lo fossero.

Ma mi sbaglio. Dico di volere una cosa e faccio quella opposta. Tanta confusione nella mia anima mi infastidisce.

Vorrei essere più sereno. Più saldo nei miei pensieri e meno volubile.

Intravedo alla fine della giornata una luce che non mi inganna. Sono fatto per la vita, non per la morte.

È l’amore la forza che muove il mio essere in tutti i sensi. Non sono nato per l’odio, né per vivere aggrappato all’ira.

Non sono neanche un depravato che desidera solo la morte e cerca unicamente il proprio interesse. Non sono così egoista o falso.

Ma io stesso mi sorprendo a fare ciò che non voglio, a sognare quello che non sogno e a vivere la vita che non ho cercato.

La grandezza delle crepe

Tante incongruenze mi colpiscono. Forse nel mio passato ci sono crepe che hanno lasciato incompleta la mia storia.

O forse il demonio con la sua oscurità vuole porre fine alla mia pazienza. Come dice una canzone, “in tutti c’è una fessura, ed è da lì che entra la luce”.

Da quelle fessure entra la luce nella mia anima. E sostengono il mio camminare confuso nella vita.

Mi hanno creato per il cielo

Ora so solo che voglio ricominciare ogni mattina e intraprendere l’audace avventura di cercare di essere me stesso.

Fedele alla luce che sorge dalla mia anima. Fedele alla melodia che io stesso intono senza saperlo. Il giorno in cui so di essere amato è così caldo che ci ritorno sempre per non dimenticarlo.

Sono fatto per il cielo, e la luce della Pasqua guida i miei passi oscuri. Ma credo di cercare egoisticamente Dio.

Cerco la consolazione di Dio e non il Dio della consolazione. È molto diverso. Cerco di sentire la luce, di toccare il calore, e questo non accade sempre. Commenta padre José Kentenich:

“Dio fugge, ritira da noi le Sue consolazioni, si copre di oscurità. È come se fuggisse davvero da noi. Vedendolo con chiarezza dobbiamo riconoscere che si tratta della fuga dell’amore. Assaporare con grande sentimento il Suo amore diventa così meno frequente e più breve. La nostra anima si vede immersa nella mancanza di consolazione. Per questo motivo, si trova nel pericolo e nella tentazione di volgere le spalle a Dio, che non si lascia più vedere né sentire, e di porre fine al rapporto con Lui”.

King, Herbert. King Nº 2 El Poder del Amor

Non voglio essere egoista nelle mie ricerche. Non pretendo di sentire sempre e di toccare quella consolazione che sazia la mia anima inquieta.

Oscurità?

Nella mia oscurità cammino nel deserto. Dio sa cosa mi conviene, quello che mi serve. Sa ciò che mi fa bene. Questo mi basta.

Non ho bisogno della consolazione per continuare a camminare. Sono figlio della luce, figlio del giorno.

E attraverso la notte con la speranza incisa nella fronte, sotto forma di croce di cenere. E quel bacio di Gesù mi ricorda che sono Suo e Gli appartengo.

Perché a volte ho tanta paura? Come se tutto dipendesse da me, dalla vita e dalla morte. La perfezione e i fallimenti. La virtù e i peccati. Come se tutto fosse nelle mie mani e io fossi il padrone di questa vita tanto fragile.

Quei sentimenti mi riempiono di oscurità e pongono fine alla luce, in una lotta per arrivare al cielo.

La luce nasconde le mie ombre

Mi è chiaro che è Lui a guidarmi, a salvarmi e a rialzarmi. È Lui che costruisce anche se non sento niente, anche se non riesco a trovare il senso di tutto ciò che mi capita.

Dio è la luce che si nasconde nelle mie ombre. Anche se non trovo le consolazioni che cerco disperatamente.

Nascono giorni grigi e il sole nascosto tra le nubi mi inquieta. Ma non mi importa, io confido, credo in quella luce pasquale che lotta per imporsi alla fine del cammino.

C’è sempre una luce che annuncia la fine di qualcosa e un nuovo inizio.

So che sono fatto per cose grandi anche se sento di non riuscire a fare neanche le più piccole. Mi basta la Sua grazia, la Sua luce e la Sua ombra che copre la mia anima. Dio mi custodisce nel palmo della Sua mano.

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