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Ha lasciato gli allenamenti per lottare contro il Covid, oggi è alle Olimpiadi

SAUL CRAVIOTTO

Shutterstock | Celso Pupo

Dolors Massot - pubblicato il 26/07/21

Il canoista Saúl Craviotto ha condiviso l'onore di portare la bandiera della Spagna con la nuotatrice Mireia Belmonte

I Giochi Olimpici di Tokyo ci mostrano storie di superamento uniche. Una di queste è senz’altro quella di Saúl Craviotto. Il canoista spagnolo ha una brillante carriera costellata da successi sportivi, ma lo scorso anno, quando è scoppiata la pandemia di coronavirus, ha deciso di abbandonare gli allenamenti intensivi per aiutare nella lotta contro il Covid-19.

Craviotto, nato a Lleida (Spagna) nel 1984, è poliziotto di professione e aveva un permesso speciale del Corpo Nazionale di Polizia per dedicarsi esclusivamente al canottaggio. Nel marzo 2020, una volta dichiarato lo stato d’emergenza in Spagna, ha ritenuto che avrebbe reso un servizio migliore alla società tornando al suo posto di lavoro.

In quel momento, Craviotto lasciava in forse la possibilità di arrivare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, che in quei giorni erano stati rimandati al luglio 2021.

Craviotto ha lavorato instancabilmente. Il Comitato Olimpico Spagnolo e le migliaia di fans continuavano a guardare con interesse – e con una certa preoccupazione – a cosa accadeva alla squadra di canottaggio. In Spagna l’atleta è anche famoso per la sua partecipazione al programma Masterchef, in cui ha dimostrato di essere anche un cuoco eccellente.

Ecco una galleria di immagini di Saúl Craviotto:

Allenamento intensivo da gennaio

Craviotto vanta un palmarés di quattro medaglie d’oro, due delle quali ottenute ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e Rio de Janeiro 2016. Tokyo poteva essere, come aveva detto lui stesso, il culmine dei suoi successi sportivi. A nessuno sfugge che potrebbe essere l’ultima Olimpiade a cui partecipa.

Nel gennaio di quest’anno tutto è cambiato. L’atleta è tornato ad allenarsi in modo intensivo, e ha pensato che valesse la pena di arrivare ai Giochi Olimpici per cercare di conquistare un’altra medaglia d’oro.

L’allenamento da allora è stato quasi estenuante. Miguel García, tecnico di K4-500, ha spiegato che si è trattato di ore e ore alla massima potenza, e che Saúl è quasi arrivato a vomitare per lo sforzo, cosa che gli accade anche in gara. L’atleta, del resto, ha 36 anni.

“È stata dura, è dura… ma è un obiettivo ambizioso”, ha commentato uno dei suoi colleghi canoisti.

Dare il ritmo in canoa

Craviotto affronta la sfida con grande speranza. Gareggerà in varie prove, da quella in solitaria al K4-500.

È colui che dà il ritmo nella canoa a quattro. Ciò vuol dire che davanti, a prua, e segna il ritmo della gara e della remata. Gli altri dipendono da lui.

Il secondo trasmette tutto ciò che fa il primo agli altri, e allo stesso tempo comunica al primo cosa accade ai compagni che stanno dietro. Il terzo apporta forza, e il quarto, da poppa, dà equilibrio.

Craviotto pesa dieci chili più dei suoi compagni (97), il che ha fatto sì che la ripartizione dei pesi fosse un’opera di “ingegneria” per vincere in velocità sull’acqua. La canoa K4-500 è stata costruita in Portogallo.

Da gennaio è iniziato il conto alla rovescia perché Tokyo sia un successo assoluto. La squadra ha dimostrato di essere in ottima forma, e a maggio ha vinto la Coppa del Mondo a Seghedino (Ungheria) imponendosi sulla Germania.

Ora che gli atleti sono al Villaggio Olimpico, non resto che augurare buona fortuna a Craviotto e alla sua squadra, e ringraziare il canoista per aver anteposto il bene delle persone durante la pandemia al suo trionfo personale.

Nella cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici, Craviotto ha avuto l’onore di portare la bandiera della Spagna insieme alla nuotatrice Mireia Belmonte.

Tags:
atletacovidolimpiadi tokyo 2020sport
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