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I profumi di Natuzza Evolo: ecco le testimonianze di chi li ha avvertiti

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Natuzza pochi mesi prima di morire

don Marcello Stanzione - pubblicato il 15/07/21

Gli oggetti da lei toccati, anche solo per qualche istante, talvolta profumano subito di una strana essenza di fiori, altre volte a distanza di tempo

La mistica calabrese Natuzza Evolo, è morta ad 85 anni in concetto di santità il primo novembre 2009. Spesso emanava dal suo corpo dei profumi particolari. Molte persone infatti, hanno avvertito emanare dalla persona di Natuzza un acuto profumo di fiori, senza che vi fosse alcuna causa o spiegazione naturale. 

Coroncine e crocifissi

Questo stesso profumo veniva misteriosamente emanato anche dagli oggetti da lei occasionalmente toccati, come coroncine del Rosario, crocifissi ed immaginette sacre che ella dava in regalo. Questi oggetti da lei toccati, anche solo per qualche istante, talvolta profumavano subito, altre volte a distanza di tempo. E, cosa altrettanto misteriosa e inspiegabile, è che certe volte il profumo era avvertito contemporaneamente ed indipendentemente da più persone, altre volte solo da alcune. Mentre le altre persone presenti non sentivano nulla. 

Non è una allucinazione olfattiva

Altra cosa da escludere è l’allucinazione olfattiva, perché il profumo si sprigionava spesso in modo improvviso ed acutamente, senza che vi era alcuna aspettativa da parte della gente. Questo profumo, che ha una sua specificità: viene talvolta avvertito in posti distanti anche dove non vi era alcun oggetto toccato precedentemente da Natuzza. Ed esso veniva attribuito alla sua presenza spirituale sul posto, cioè ad una presunta bilocazione. 

Anche questo profumo “bilocativo”, che ha, ripeto, le stesse caratteristiche di quello emanato direttamente dalla persona fisica di Natuzza e dagli oggetti “impregnati”, veniva percepito certe volte da più persone contemporaneamente, ed altre volte da un singolo soggetto o da più soggetti, mentre gli altri non sentivano nulla.

Le testimonianze: Ida Marino di Lamezia Terme

“Un giorno andai da N. perché avevo bisogno di una grazia molto importante e le chiesi un altro fazzoletto emografato, perché il mio lo avevo regalato. Lei mi promise che me lo avrebbe spedito per posta; in quell’epoca le strade erano brutte e non si poteva andare spesso a Paravati. Un giorno mi arrivò una raccomandata da parte sua con un fazzoletto e una lettera ( dettata da lei alla figlia per me). Non appena aprii la busta, la casa si riempì di un profumo straordinario. Portavo il fazzoletto o la busta in un’altra stanza e dopo un po’ si riempiva dello stesso profumo, che proveniva chiaramente dalla busta, dalla lettera e dal fazzoletto. Feci varie prove, per verificare la provenienza del profumo”.

“La mia casa è molto grande: io mettevo questi oggetti in una stanza, chiudevo la porta, poi entravo in quella stanza, e si sentiva quel profumo intenso, acuto, da sbalordire. Il fenomeno è durato per tre giorni, ma una cosa stranissima era che io facevo odorare il fazzoletto o la busta e la lettera a qualcuno che non era della famiglia, e non sentivano niente, mentre il profumo era sentito solo dalla mia famiglia, da me, da mio marito, dalle mie cognate. Ripeto che il profumo che riempiva le stanze era tale da non potervi entrare; un profumo di fiori, che poi ho sentito in altre volte a casa mia, ma per tempi più brevi, e che attribuiscono alla presenza spirituale di Natuzza. Questo accadde circa quindici anni fa. E’ un profumo di fiori, violette, gigli, gelsomino, un miscuglio di fiori, un mosto tanto forte da stordire”.

Signorina Pina Crisafulli di Catanzaro

“Vi fu un periodo in cui, per più  di due mesi, ogni mattina io e mia madre sentivamo un profumo molto intenso nel corridoio della mia casa; il profumo stazionava soltanto in un tratto del corridoio, non si sentiva da nessun’altra parte. Un mattino non lo sentimmo più ed io rimasi molto delusa, dispiaciuta di non sentire più questo profumo che attribuivamo alla presenza spirituale di Natuzza. Ma, quando uscii da casa per andare in ufficio, nell’entrare nella mia automobile sentii ancora un’ondata di questo profumo. In seguito lo sentimmo anche altre volte, ma saltuariamente. Capivamo subito che era di Natuzza; era un misto di profumo di fiori, di lavanda, forte, molto acuto; non vi era nessuna spiegazione naturale di quel profumo, tanto più che sia a me che a mamma i profumi hanno dato sempre fastidio e non ne abbiamo usati mai, neanche i deodoranti”.

Professoressa Maria Mantelli di Catanzaro

“Un giorno io e Rosetta Ursetta siamo andate a Paravati da Natuzza e l’abbiamo trovata afflitta, perché aveva discusso col marito, Pasquale: era stata male col cuore ed il medico aveva rimproverato Pasquale perché permetteva che ella si affaticasse ricevendo tanta gente. Gli aveva inoltre detto che avrebbe dovuto far ricoverare la moglie in ospedale, perché aveva una stenosi mitralica, per la quale era necessario un intervento chirurgico, e che se non avesse fatto presto, c’era grave pericolo. A mia cugina Rosetta venne allora in mente che io ho un fratello cardiologo molto bravo. E propose a Natuzza di farsi visitare da questo mio fratello, in modo da avere un suo parere riguardo alla necessità del ricovero. Pasquale si era arrabbiato con la moglie perché non fa altro che ripeterle di stare attenta alla salute e di non affaticarsi troppo, ma Natuzza aveva ribadito di dover continuare ad ogni costo la sua missione.

“La proposta di Rosetta rasserenò Pasquale. Fu poi deciso il giorno in cui sarebbe avvenuta la visita medica ed io pregai mio marito di recarsi l’indomani a Paravati per prendere Natuzza e portala a casa mia. Quando giunse a Catanzaro, Natuzza disse a mio fratello: “Dottore, io oggi devo fare l’obbedienza a mio marito, ma oggi voi non mi troverete niente, perché la mia sofferenza non è materia di medici!” Mio fratello (il dottor Fausto Cosentino) le fece una visita accuratissima, l’elettrocardiogramma, sia a riposo che sotto sforzo, ma non trovò alcuna stenosi mitralica. Trovò un cuore un po’ stanco, la pressione un po’ alta, ma nessuna stenosi e concluse che non c’era bisogno di ricovero in ospedale”.

“Non appena finì la visita, si sparse nella stanza un profumo fortissimo, un misto di fiori, di zagara, di cedro, di limone. Mio fratello rimase meravigliatissimo e andò in giro per tutta la casa per trovare la causa di questo profumo; volle vedere se Natuzza ce l’avesse addosso, ma ella non aveva alcun profumo. Un anno dopo, mia figlia, che è laureata in medicina, ha visitato Natuzza ed ha trovato la stenosi. Varie volte ho sentito questo profumo, che attribuiscono ad una visita bilocativa di Natuzza”.

Dottoressa Mariella Costa Leone di Vibo Valentia

“Molte volte ho sentito il profumo bilocativo di Natuzza, molto acuto, caratteristico, dolciastro. Quando però io penso: “E’ Natuzza”, subito scompare. Qualche tempo fa lo sentii mentre ero in ospedale, da sola, nella stanza dei medici. Il profumo era molto intenso, ma quando pensai: “Forse è venuta Natuzza” anche questa volta il profumo svanì. Poi ella mi confermò che era venuta a farmi visita, mentre facemmo visita a Paravati, sentimmo questo forte profumo e mio marito la pregò di fargli vedere cosa avesse in tasca. Ma ella non aveva nulla, né vi era qualcosa nella stanza che producesse quel profumo. Poi le ci regalò un Crocifisso, il quale più di una volta emanò lo stesso profumo, a casa nostra. Questo fatto mi è stato confermato anche dal procuratore della Repubblica Elio Costa, marito della signora”.   

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