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Spiritualità
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Angeli sotto sembianze di giovani: le due apparizioni a san Domenico

Saint Dominique

Saint Dominique

don Marcello Stanzione - pubblicato il 13/07/21

Gli episodi sarebbero accaduti a Roma e Faenza e sono stati riportati dai biografi del fondatore dei frati Predicatori

L’ordine dei frati predicatori è chiamato a buon diritto l’ordine angelico, in ragione del bianco saio che le diede la Santa Vergine. La vita di san Domenico, suo fondatore, racchiude molti segni prodigiosi, denotando una familiarità  abituale con gli spiriti celesti. 

web Saint Dominic claudio coello Prado Claudio Coello
San Domenico (1170-1221), fondatore dei Frati predicatori (o domenicani), fu sorpreso in estasi davanti all’altare della cappella di un monastero benedettino a Castres, dove si trovava allora, sospeso ad alcune decine di centimetri dal suolo. Il fenomeno si riprodusse ancora diverse volte mentre diceva messa.
Claudio Coello, San Domenico.

Gli angeli e il convento a Roma

Un primo segno si riferisce al soggiorno del santo a Roma.

“Egli era andato a visitare le suore di San Sisto; si faceva tardi e decise di rientrare al suo convento di Santa Sabina sull’Aventino. Si volle trattenerlo, ma egli disse: “Il Signore vuole che me ne vada, ci invierà il suo angelo”. Prendendo con lui frate Tancredi e frate Odone, egli uscì. Alla porta, essi trovarono un bellissimo giovane, in tenuta da viaggio, con un bastone in mano, che si mise a camminare davanti ad essi. Il santo fece passare i suoi compagni tra la guida e lui stesso, di modo che egli camminava per ultimo. Essi giunsero al convento le cui porte erano chiuse. Il giovane si diresse verso uno dei battenti della porta principale che si aprì da se stessa; entrò, introdusse i due frati ed il santo, riuscì e la porta si ritrovò chiusa come precedentemente. Fra Tancredi interrogò il santo: “Chi è quel giovane che ci ha accompagnati?”. Il santo rispose: “Figlio mio, è un angelo che Dio ha inviato alla nostra custodia”.

Due bellissimi giovani con le fiaccole 

Un secondo segno ci mostra san Domenico nelle sue corse apostoliche verso gli angeli, mentre soggiorna presso il vescovo di Faenza (questo fatto non è riportato da un autore assolutamente contemporaneo, come lo è il precedente; tuttavia, è così preciso e così interessante che non ho creduto doverlo omettere). 

PURGATORY
Una rappresentazione di angeli e anime del Purgatorio.

“Quando si alzava col suo compagno per cantare il mattutino, si constatò a diverse riprese che due giovani d’una grande bellezza si avvicinavano alle loro stanze con delle fiaccole accese e li guidavano tutti e due fuori dal palazzo episcopale le cui porte restavano chiuse, poi ritornavano in capo a qualche tempo. Il fatto fu riportato al vescovo che volle rendersene conto coi propri occhi. Avendo visto i due giovani portatori di fiaccole che accompagnavano il santo fuori, egli andò la mattina a trovare il suo ospite e, con grande rispetto, gli chiese chi fossero quei giovani che lo scortavano la notte. Il santo parve non comprendere. Infine, pressato dal vescovo, gli dichiarò che erano degli angeli e che il luogo dove essi lo guidavano ogni mattina era una certa chiesa di Sant’Andrea, situata nelle vigne, dove aveva saputo per rivelazione che doveva edificarsi un convento del suo ordine. Profondamente toccato, il vescovo si affrettò a concedergli quella chiesa per far erigere al suo fianco un convento”.

L’annuncio della morte

Nessun dubbio che san Domenico non avesse avuto durante la sua vita ben altri rapporti con gli angeli che sono rimasti sconosciuti. Un angelo, ad esempio, gli annuncia la sua preziosa morte dicendogli: “Vieni, mio benamato, vieni alle gioie eterne”.

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