Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 24 Luglio |
San Charbel
home iconFor Her
line break icon

Santa Maria Goretti sapeva per cosa morire, e noi?

Martha, Mary & me

Disegno originale del blog Mrtha, Mary and me

Martha, Mary and Me - pubblicato il 07/07/21

Ieri ricorreva la memoria liturgica di Santa Maria Goretti. Questa ragazzina di 12 anni con la sua purezza, ci interroga: per sapere per cosa vivere, dobbiamo avere il coraggio di chiederci anche per cosa morire.

Perché la morte? È la domanda più banale che tutti, tutti, ma proprio tutti ci siamo posti.
“Per chi” la morte, è invece un po’ più sottile e magari la si può accompagnare dal “per che cosa morire”.

Il coraggio di chiedersi per chi morire

Perché sembra quasi che le fondamenta della nostra esistenza debbano basarsi su quattro paletti stabili: per cosa stai vivendo. Da queste fondamenta dovremmo edificare la nostra vita, la nostra casa. Ma se, come me, siete ancora nella fase di crisi e la risposta fatica a svelarsi, magari dovremmo cambiare prospettiva e chiederci: “Per chi o per cosa morire?”

Disegno originale del blog Martha, Mary and me

Questo fa apparire l’orizzonte un po’ più nitido e certo non possiamo tergiversare molto, bisogna saper “rispondere”, a qualunque età. Perché se anche volessimo passare la vita come Indiana Jones tra avventure e misteri, o come Dorian Gray tra vizi e piaceri, non ci aspetterà di certo la fonte dell’eterna giovinezza o un quadro immortale, e prima o poi dovremmo fare i conti con “sora morte”.

Cosa dà senso al vivere?

Magari neanche lei sapeva “per cosa” vivere, magari non aveva chiaro cosa aspettarsi dal suo futuro, o come cambiarlo e realizzare i suoi sogni, mentre viveva una vita umile, contadina, fatta di sacrifici e sofferenze, di “oggi il pane c’è, domani forse no”, di “oggi seminiamo e ci spacchiamo la schiena, ma probabilmente non raccoglieremo neanche un chicco!”

Magari sarebbe stata spaventata dalle decisioni da prendere, dalle scelte che non puoi rimandare, da quella vertigine di chi deve fare un salto nel vuoto o rimboccarsi le maniche per plasmare la sua strada.ù
Non saprei come immaginare la piccola Maria, ma di certo aveva le idee chiare, lei.
Se non del “per cosa” vivere, almeno del “per chi” morire.
Sì perché lei, non ci ha pensato molto, neanche davanti ad un coltello, neanche tra le pugnalate.
Valeva la pena morire per Lui.

Una martire dei nostri giorni

E mentre mi passano alla mente le giovani al Colosseo, catturate ed interrogate, mentre la forza le invade e le mantiene salde al Suo amore, non riesco ad immaginare lei, la piccola Maria, a cui di punto in bianco, senza troppi giri di parole, viene chiesta la castità di fronte ad un coltello.
Non le viene chiesto se ama Dio, se lo rinnegasse o meno, se Gesù fosse tutto per lei, se preferisse la vita o la morte.
No.
Le viene chiesto di spogliarsi.
Le viene chiesto di lasciare lei, la sua volontà, da una parte in quella stanza e abbandonare al vuoto il proprio corpo, all’oblio del terrore, per forza, sopraffatta dalla bramosia di un ragazzo poco più grande.

Oggi come allora, tutto ciò si chiama stupro.
E per quanto atroce, davanti al ricatto della morte, forse non tutte avremmo scelto così, forse sarebbe stato meno doloroso delle pugnalate.
Se non fosse che lei a soli 12 anni aveva già risposto alla domanda fondamentale: “per chi morire”.
In fin dei conti, sarebbe stato la salvezza, sarebbe stato orribile, sarebbe stato traumatico, ma lei sarebbe rimasta in vita.
Invece, per Maria, anche la vita aveva un rivale più grande: morire per lui.

Quel perdono che salva, anche nella morte

Sommersa di pugnalate, continuò la sua agonia in ospedale e morì tra le braccia dei genitori e di una suora amorevole.
Non prima di accettare, non prima di aver fatto dono del bene che aveva fatto crescere in lei in quei pochi 12 anni: perdono. E per puro purissimo dono, concede la pace a chi aveva visto in lei una preda facile, un corpo da sbranare, a chi aveva cercato di mettere a tacere il suo spirito.
Lascerà quel corpo, Maria, che aveva difeso con le unghie e con i denti, ma non prima di aver pestato la testa a quel serpente, come l’altra Maria.
Se oggi parliamo di castità, di virtù, chi può in tutta onestà affermarne la purezza?
Tra le leggi scout, una è la più spiazzante: “puri di pensiero, parole ed azioni”.
Chi è immune da malizia, da film o video, da idee o pensieri?

Beati i puri di cuore

Perché sembriamo ricorrere la purezza del fisico, del corpo, delle azioni, ma per raggiungere quella castità lì, c’è bisogno di una purezza interiore, vera, limpida, che non faccia passare quella esteriore per mera “negazione” e forzatura, per non inibire e soffrire di un desiderio che in realtà è nostro, come desiderio e non solo come tentazione. A volte siamo a noi a desiderarla, quella brama di amore corporeo.

La purezza corporea, è solo negazione e castrazione, se non capiamo che la castità vera deve nascerci da dentro.

Purezza nel corpo e nell’anima

Perché Maria sì, ha difeso quel corpo, ma c’è anche una perversione più subdola, meno combattuta. E non parlo esclusivamente del peccato degli atti impuri, delle azioni commesse più o meno coscienziosamente, più o meno capaci davvero di “pesarne” il valore.
“Beati i puri” sì, ma di cuore! Perché il corpo a volte può prendere il sopravvento, la nostra mente trovarsi in un momento più debole, la volontà più o meno forte, o forse siamo più o meno consapevoli.

Ma dimentichiamo spesso che c’è qualcos’altro che spesso siamo noi stessi a “stuprare”, di cui dobbiamo preservare la purezza, di cui è difficile preservarne la virtù: il cuore.
Oggi con Maria celebriamo un anima santa, una volontà incorruttibile, in un corpo che avrebbe potuto subire violenza, ma soprattutto un cuore che è rimasto puro, rivolto a Dio e a lui soltanto: “pura di pensieri, parole ed azioni”.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA MARY AND ME

Tags:
purezzasanti e beati
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Theresa Aleteia Noble
I consigli di 10 sacerdoti per una confessione migliore
3
MEDJUGORJE
Gelsomino Del Guercio
L’inviato del Papa: l’applauso dopo l’Adorazion...
4
José Miguel Carrera
La lettera di un giovane ex-protestante convertitosi al cattolice...
5
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
6
Catholic Link
Una guida per l’esame di coscienza da ripassare prima di og...
7
Gelsomino Del Guercio
Cesare Cremonini indica al cardinale Zuppi “la strada per i...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni