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I vaccini a m-RNA non modificano il codice genetico

Di Billion Photos|Shutterstock

Catholic-factchecking.com - pubblicato il 29/06/21

Sui social media un video del 2017 in cui il direttore medico di Moderna spiega come funzionano i vaccini a m-RNA

I vaccini a m-RNA non modificano il codice genetico di chi li riceve, ha affermato Tal Zaks, direttore medico di Moderna, in una conferenza TED del 2017 che viene diffusa ampiamente sulle reti sociali negli ultimi tempi e in cui spiega come funzionano i vaccini a m-RNA.

Accompagna il video un messaggio in cui si afferma che Zaks riconosce che i vaccini modificano il codice genetico, ma è un’affermazione decisamente falsa: i vaccini a m-RNA non modificano il codice genetico di chi li riceve, né Zaks ha mai dichiarato una cosa simile, ricordaCatholic FactChecking.com.

Il messaggio, in circolazione dal mese di marzo, è diventato virale e afferma che Zaks, in un intervento intitolato Rewriting the genetic code: a cure for cancer in the making (Riscrivere il codice genetico: una cura per il cancro in divenire), riconoscerebbe che i vaccini a m-RNA sono in grado di modificare il codice genetico. Durante la conferenza, che dura circa 11 minuti, l’esperto parla del modo in cui agiscono questi vaccini e delle loro possibili applicazioni in futuro. A un certo punto, afferma: “Se potessimo cambiare quello che chiamiamo il software di vita, se potessimo inserire una linea di codice o modificarlo, avrebbe implicazioni profonde, dall’influenza al cancro”. Questa parte del discorso è stata fraintesa o estrapolata dal contesto, affermando che quello che dice Zaks è che questi vaccini hanno il potenziale di modificare il codice genetico, quando in realtà non si stava riferendo al codice genetico del DNA, parlando invece di m-RNA.

I tipi di vaccino a m-RNA, come quelli Pfizer e Moderna, non modificano il codice genetico di chi li riceve. Sono realizzati con un pezzo del codice genetico del coronavirus inserito in una capsula lipidica che lo trasporta nelle cellule, dove scatena la risposta immunitaria nel corpo, che al momento in cui entra in contatto con il virus SARS-CoV-2 può combatterlo e impedire le forme più gravi della malattia. Come sottolinea la pagina web della Vaccine Alliance (GAVI), i vaccini di questo tipo non sono in grado di alterare il nostro DNA perché in primo luogo “l’RNA non è stessa cosa del DNA”, e perché questo RNA “non può combinarsi con il nostro DNA per modificare il nostro codice genetico”. L’RNA, inoltre, “è molto fragile (e quindi dev’essere trasportato da questi nanoparticelle grasse nella cellula), e rimarrà all’interno della cellula per 72 ore prima di degradarsi”.

Il DNA viene inserito nel nucleo delle cellule, un luogo a cui l’m-RNA non può avere accesso. Quello su cui Moderna sta indagando, in base a ciò che spiega sul suo sito web e che Zaks ha commentato nella sua conferenza, è una tecnica per identificare la mutazione genetica delle cellule cancerogene nei pazienti affetti da tumore per progettare un vaccino individualizzato, di modo che ogni persona possa sviluppare l’immunità nei confronti del proprio cancro.

Non è la prima volta che viene sfatata questa diceria. Già in passato, le agenzie di verifica appartenenti all’International Fact-Checking Network, come Agence France-PresseReuters o Newtral, hanno pubblicato articoli relativi alla conferenza del direttore medico di Moderna e alle sue dichiarazioni estrapolate dal contesto.

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