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Da discarica più grande dell’Argentina a Centro Ambientale Laudato Si’?

ARGENTINA

Ministerio de Ambiente

Esteban Pittaro - pubblicato il 24/06/21 - aggiornato il 24/06/21

La più estesa delle oltre 5.000 discariche argentine potrebbe essere bonificata e trasformata in un ecoparco e in un nuovo Centro Ambientale che porta il nome di un'enciclica di Papa Francesco

È stato avviato un progetto finanziato dalla Banca Interamericana per lo Sviluppo e messo in moto attraverso il Ministero dell’Ambiente per trasformare in Centro Ambientale la discarica municipale di Luján, 12 ettari in cui si possono trovare residui accumulati a 25 o 30 metri di profondità, con oltre 100 tonnellate di rifiuti che entrano ogni giorno.

La Quema, com’è noto il luogo per l’uso frequente di dar fuoco ai rifiuti per ridurne l’entità, presenta un drammatico contrasto visivo: l’enorme mucchio di spazzatura su cui camminano ogni giorno intere famiglie che vi cercano il sostentamento contrasta con le torri della basilica di Luján, patrona argentina visitata da centinaia di migliaia di pellegrini all’anno, che molto probabilmente ignorano il terribile drama socio-ambientale che si verifica a pochi chilometri da lì.

Oltre 150 lavoratori

In questo spazio, molte famiglie cercano ogni giorno scarti alimentari e materiali da rivendere, venendo sfruttate lavorativamente e affondando ancor di più nella miseria. Si stima che siano più di 150 le persone che lavorano nella discarica, mettendo a rischio non solo la propria salute, ma anche quella degli abitanti dei quartieri vicini, esposti a intossicazioni e a contrarre malattie croniche.

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo spazio per i rifiuti, con la tecnologia idonea a limitare i livelli di tossicità e facilitare l’operato di chi vi lavora.

La struttura avrebbe settori di trattamento dei rifiuti, separazione e disposizione finale dei residui, zone di trattamento differenziato di vetri e pneumatici, zona di raccolta delle potature, aree di controllo, amministrazione e asilo. Al riguardo ci sono già delle polemiche, per i timori e i dubbi relativi a una nuova installazione che, se non realizzata in modo idoneo, al di là dell’omaggio all’enciclica papale, può diventare una nuova discarica.

Dare dignità alla vita dell’uomo

Nello spazio attuale dovrebbero essere realizzati lavori di bonifica e ripristino ambientale per trasformarlo a medio termine in un ecoparco.

Caritas e Pastorale Sociale dell’arcidiocesi di Mercedes Luján guardano al progetto “con profonda speranza”. “Ci rallegra anche che porti il nome ‘Laudato Sí’, perché tutto ciò che dà dignità alla vita dell’uomo è un omaggio al Creatore e perché è una risposta chiara e giusta all’invito che ci rivolge Papa Francesco a prenderci cura della nostra casa comune, con un impegno che sfida gli spazi del potere politico ed economico, ma esorta anche tutti a partecipare con una speranza creativa, protagonisti del nostro futuro”.

Il progetto è già stato annunciato da autorità nazionali e municipali. Queste ultime hanno avviato un processo di partecipazione cittadina perché la popolazione “si informi, indaghi e proponga idee e inquietudini inerenti a un’iniziativa storica nella nostra città”. “La bonifica della Discarica a Cielo Aperto è possibile, ed è più vicina che mai”, aggiungono.

In vista del 400° anniversario del miracolo della Madonna, che si celebrerà nel 2030, bonificare la città della patrona argentina e migliorare la qualità di vita di chi vi abita diventano obiettivi preziosi e urgenti.

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argentinaenciclica laudato si
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