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Vescovo Barron: tornate a Messa!

LUDZIE W KOŚCIELE

Grisha Bruev | Shutterstock

mons. Robert Barron - pubblicato il 17/06/21

Tommaso d'Aquino ha affermato che tutti gli altri sacramenti contengono la 'virtus Christi' (il potere di Cristo), ma l'Eucaristia contiene 'ipse Christus' (Cristo stesso)

Gli ultimi 15 mesi sono stati un’epoca di crisi e di profonda sfida per il nostro Paese, e sono stati particolarmente provanti per i cattolici. Durante questo terribile periodo del Covid, molti di noi sono stati costretti ad astenersi dall’andare a Messa e dal ricevere l’Eucaristia. È vero che molte Messe e para-liturgie eucaristiche sono state rese disponibili online, e ringrazio Dio per questo.

I cattolici sanno, però, che queste presentazioni virtuali non sostituiscono le cose reali. Ora che le porte delle chiese stanno iniziando a spalancarsi di nuovo, vorrei esortare ogni cattolico a leggere queste parole: tornate a Messa!

Perché la Messa ha un’importanza così grande?

Il Concilio Vaticano II insegna eloquentemente che l’Eucaristia è “fonte e culmine della vita cristiana”, ovvero è ciò da cui deriva e a cui tende il cristianesimo autentico. È l’alfa e l’omega della vita spirituale, la via e l’obiettivo del discepolato cristiano. I Padri della Chiesa hanno insegnato che l’Eucaristia è il sostentamento della vita eterna. Intendevano che nella misura in cui interiorizziamo il Corpo e il Sangue di Gesù, siamo pronti a una vita con Lui nel mondo che verrà. Tommaso d’Aquino ha affermato che tutti gli altri sacramenti contengono la ‘virtus Christi‘ (il potere di Cristo), ma che l’Eucaristia contiene ‘ipse Christus‘ (Cristo stesso) –, e questo aiuterebbe a spiegare perché San Tommaso non avrebbe mai potuto rinunciare alla Messa senza versare parecchie lacrime. È proprio a Messa che abbiamo il privilegio di ricevere questo dono senza pari. È proprio a Messa che assumiamo questo sostentamento indispensabile. Senza di esso, moriamo di fame a livello spirituale.

Se dovessi un po’ ampliare il panorama, vorrei suggerire che la Messa è, nella sua totalità, il punto privilegiato di incontro con Gesù Cristo. Durante la Liturgia della Parola, non ascoltiamo semplicemente parole umane forgiate da geni poetici, quanto piuttosto le parole del Verbo. Nelle letture, e soprattutto nel Vangelo, è Cristo che ci parla. Nelle nostre risposte, parliamo con Lui, intavolando una conversazione con la seconda persona della Santissima Trinità. Nella Liturgia eucaristica, poi, lo stesso Gesù che ha parlato al nostro cuore ci offre il Suo Corpo e il Suo Sangue da consumare. Da questa parte del cielo, non è possibile una comunione più intima con il Signore risorto.

Mi rendo conto che durante questo periodo Covid molti cattolici si sono abituati alla comodità di assistere alla Messa virtualmente dal comfort di casa propria e senza l’inconveniente di parcheggi affollati, bambini che piangono e banchi pieni. Un elemento fondamentale della Messa, però, è proprio il fatto di riunirsi come comunità. Mentre parliamo, preghiamo, cantiamo e rispondiamo insieme, realizziamo la nostra identità come Corpo Mistico di Gesù. Durante la liturgia, il sacerdote agisce in persona Christi, e i battezzati che vi assistono si uniscono simbolicamente a Cristo e offrono insieme l’adorazione al Padre. A Messa c’è uno scambio tra sacerdote e fedeli estremamente importante anche se spesso trascurato. Prima della preghiera sulle offerte, il sacerdote dice: “Pregate, fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente”, e i fedeli rispondono: “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, a lode e gloria del Tuo Nome, per il bene nostro e di tutta la Tua santa Chiesa”. In quel momento, guida e membri si uniscono consapevolmente per offrire al Padre il sacrificio perfetto. Il punto è che questo non può accadere quando siamo sparsi nelle nostre case, seduti davanti al computer.

Se dovessi indicare l’importanza della Messa in un modo più negativo, la Chiesa ha insegnato coerentemente che i cattolici battezzati hanno il dovere morale di assistere alla Messa la domenica, e decidere di perderla in assenza di un motivo valido è peccato mortale. Capisco che questo linguaggio metta a disagio varie persone, ma non dovrebbe, perché è del tutto coerente con tutto ciò che abbiamo detto finora sulla Messa. Se la liturgia eucaristica è fonte e culmine della vita cristiana, l’incontro privilegiato con Gesù Cristo, il momento in cui il Corpo Mistico si esprime più pienamente, la preparazione a ricevere il Pane del Cielo, allora quando ce ne allontaniamo ci stiamo davvero mettendo, parlando a livello spirituale, in pericolo mortale. Come un medico potrebbe osservare che stiamo mettendo in pericolo la nostra vita mangiando cibi grassi, fumando e non facendo esercizio, così un medico dell’anima vi dirà che astenersi dalla Messa compromette la salute spirituale. Ovviamente, come ho indicato in precedenza, è sempre stata una legge della Chiesa che un individuo possa decidere di mancare alla Messa per motivi di prudenza legittimi, cosa che vale sicuramente in quest’epoca di pandemia.

Ma tornate a Messa!

E posso suggerirvi di portare qualcuno con voi, qualcuno che è stato lontano per tanto tempo o forse si è cullato nell’indifferenza durante l’emergenza Covid? Permettete che la vostra fame eucaristica risvegli in voi un impulso evangelizzatore. Andate a chiamare le persone ai crocicchi delle strade; invitate amici, familiari e colleghi; svegliate i bambini la domenica mattina; spegnete i computer. Tornate a Messa!

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