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Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta al mio capezzale

MAN HOSPITALIZED,

meyer_solutions | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 16/06/21

La vita di Fabrizio è appesa a un filo. Dopo l'operazione la moglie prega e lo unge con l'olio della Santa Casa di Loreto. "Quella notte Maria Santissima venne al mio capezzale. (...) non solo mi ha salvato dalla morte, ma ha voluto che io la vedessi".

Sull’ultimo numero deIl Messaggio della Santa Casa di Loreto è riportata una bellissima testimonianza firmata da una coppia di sposi, Fabrizio e Maria Rita Musino,che vede  il marito raccontare la drammatica vicenda della sua malattia nel cui momento più critico è intervenuta la potenza salvifica di Maria. 

È il 13 giugno 2019 quando Fabrizio, un musicista, mentre era da solo a casa della madre, avverte un violento dolore alla testa e ha appena il tempo di avvertire telefonicamente la moglie medico prima di entrare in uno stato semicomatoso. 

Un grave ictus cerebrale

Maria Rita, subito accorsa, comprende che è di fronte un grave ictus cerebrale, per cui attiva la catena dei soccorsi che conduce Fabrizio con l’ausilio dell’eliambulanza al ricovero in neurochirurgia al Policlinico Gemelli di Roma.

Viene effettuato un intervento di urgenza per arrestare l’emorragia in corso e far defluire il sangue fuoriuscito che, se rimanesse all’interno del cranio, potrebbe causare gravi danni neurologici. 

La vita di Fabrizio è in grandissimo pericolo 

Il paziente, la cui vita è in grandissimo pericolo, riprende contatto con il mondo solo dopo tre giorni nella stanza della terapia intensiva. Ha un forte dolore al collo che sente estremamente rigido, nausea e vomito, ma per fortuna riesce a muovere braccia e gambe. 

Con mia moglie recitammo un’Ave Maria

Purtroppo è intervenuta una infezione urinaria a causa del catetere vescicale che si è complicata con una setticemia: la febbre è altissima e non cede alla terapia antibiotica e agli antipiretici. 

Ricordo che quel pomeriggio volli pregare. Insieme a mia moglie, che poteva entrare nella stanza solo per pochi minuti, con mille precauzioni e indossando un camice monouso. Recitammo un’Ave Maria, e tra le lacrime di entrambi ci scambiammo le promesse di matrimonio … “nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia finché morte non ci separi”. Poi mia moglie mi unse la fronte con l’olio della Santa Casa di Loreto, recitando le opportune preghiere al Signore, mi diede un bacio e se ne andò. 

(Ibidem)

“Quella notte la gran Madre di Dio, Maria Santissima, venne al mio capezzale”

Fabrizio ha paura di affrontare la notte in quelle difficili condizioni, ma ad un certo punto sente di non essere più solo. 

Quella notte la gran Madre di Dio, Maria Santissima, venne al mio capezzale. Non dormivo, ne sono certo, non ero assuefatto dai farmaci e non assumevo farmaci che potevano dare allucinazioni. All’improvviso ho avuto l’intuizione di riuscire a percepire il Trascendente. La distanza che ci separa da ciò che è al di fuori della realtà oggettiva è minima. Ciò che è al di fuori della nostra esperienza sensibile è veramente nella stanza affianco. Ricordo che provavo una grande pace e una forte sensazione di amore, quella pace, quell’amore, quell’armonia che si respirano in un ambiente familiare. 

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)

Maria appare a Fabrizio e senza dire nulla gli sorride

È in questo momento che Fabrizio vede apparire la Vergine, nella maestosità dell’abito e nella leggiadria della Sua figura recante in braccio Gesù Bambino, che arriva fino ai piedi del suo letto e senza dire nulla gli sorride.

Indossava la dalmatica come nell’iconografia della Madonna di Loreto, ed era coperta da un velo nero, che però lasciava trasparire la lucentezza delle gemme dell’abito, il volto bellissimo pieno di grazia.

(Ibidem)

Dopo l’apparizione tutti i dolori svaniscono

All’istante tutti i dolori cessano: il malato rimane muto, pervaso unicamente da una sensazione di benessere e serenità che lo fanno sprofondare in un sonno ristoratore, “come un bambino fra le braccia di sua Madre”.

Maria non solo mi ha salvato dalla morte, ma ha voluto che io la vedessi

Nei giorni che seguono i farmaci hanno ragione dell’infezione ed inizia il processo di guarigione. Fabrizio oggi riflette a quante persone, consacrate e laiche, hanno pregato per lui: a Loreto dove sono stati con la moglie tante volte pellegrini, in Italia e un po’ in tutto il mondo dove conosce numerosi musicisti ed insegnanti. È stata la forza di quella preghiera corale a far sì che la Madonna venisse in suo soccorso. 

Si è creata una vera e propria catena di preghiera, una voce unanime che, io credo, è arrivata fino in cielo, ed è stata talmente forte, potente, accorata che molto probabilmente ha smosso la Santa Vergine, che non solo mi ha salvato dalla morte, ma ha voluto che io la vedessi.

(Il Messaggio della Santa Casa di Loreto)
MAN, LORETO, CHURCH

Grazie a Maria Fabrizio rinasce

Questa straordinaria esperienza di rinascita fisica e spirituale ha cambiato completamente la prospettiva con cui Fabrizio vive ed affronta l’esistenza. 

Oggi sento di essere veramente una persona nuova, rinata in Cristo Gesù. Avendo visto in faccia la morte, ma soprattutto avendo intuito che cos’è l’eternità che ci attende dopo questa esistenza, tutto assume un valore relativo. Una vita terrena ci è stata donata ed è doveroso da parte nostra viverla nel miglior modo possibile, ovvero come un rendimento di lode al Padre Onnipotente, cercando di mettere in pratica quotidianamente gli insegnamenti del Santo Vangelo, volgendo sempre lo sguardo verso la patria celeste dove la Madre nostra ci attende nella comunione dei santi.  

(Ibidem)
Tags:
loretomalattiatestimonianze di vita e di fede
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