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Addio al giornalismo: Fabrizio Gatta, il volto noto di Rai1, diventa sacerdote

conduttore rai 1 diventa prete

Tv2000it | Youtube

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/06/21

Ecco i motivi che hanno spinto il popolare conduttore televisore a cambiare completamente vita e donarsi al Signore

Fabrizio Gatta sarà consacrato sacerdote il 7 dicembre 2021. Molti lo ricorderanno come un volto noto di Rai 1 per quasi vent’anni. E’ passato dalla conduzione di Linea Blu (con Donatella Bianchi), a Linea Verde (prima con Elisa Isoardi e poi Eleonora Daniele), e Unomattina Weekend.

Da qualche anno il giornalista, classe 1963, ha salutato il piccolo schermo per dedicarsi al prossimo, avviando gli studi in teologia e seguendo la strada della vocazione, come riporta Dagospia (14 giugno).

“Qualcosa mi mancava”

“Avevo successo, belle auto, belle donne, non mi mancava nulla. Vivevo un po’ quel senso di onnipotenza che ti dà la notorietà. Ma qualcosa mancava”, aveva dichiarato Fabrizio Gatta al settimanale Credere(2013), che gli chiedeva il motivo della scelta di diventare sacerdote.

La “confessione” al cardinale Vallini 

L’anno successivo, nel 2014, aveva raccontato del suo cambio vita al quotidiano Avvenire: “Indubbiamente, una vocazione adulta va soppesata perché si tratta di formare una persona che la vita ha, di fatto, già plasmato. Per questo, quando mi sono recato dal cardinale Agostino Vallini dissi: ‘Eminenza, io vorrei fare questo cammino. Ho 50 anni, so che è una difficoltà’. Ma lui mi rispose: ‘Caro Fabrizio, chi sono io per dire no allo Spirito Santo che ti manda qui, oggi, da me!’. Mi sono sentito abbracciato. (…) Con Gesù, ci voglio mettere la faccia. Inoltre spero che la mia storia sia di esempio per quei tanti che si vergognano di mettersi il crocifisso al collo, o di dirsi cristiani. Abbiamo bisogno di testimoniare la nostra fede, senza per questo diventare dei fanatici” (Il Fatto Quotidiano, 15 giugno).

Il San Matteo di Caravaggio

Nell’ultima intervista rilasciata al Secolo XIX, Fabrizio Gatta ha svelato altri dettagli in merito alla decisione di diventare sacerdote:

“Non ti basta più. Che quello che fai, deve avere un senso. Il successo, i soldi, lo share, l’applauso non ti bastano più. E allora, cerchi di fare del bene. Di impegnarti. Di fare un’adozione a distanza. Cerchi di capire il Mistero. E ti metti in gioco.(…) Non è San Paolo, che poi non è mai caduto da cavallo, sulla via di Damasco. È più la vocazione del San Matteo di Caravaggio. L’uomo con una mano sui soldi colpito da una lama di luce, da cui appare Gesù. San Matteo si indica il petto, come dire: sei sicuro? Vuoi proprio me? È un cammino di lacerazione. Serve un padre spirituale. Rileggi tutta la tua vita…“.

Dalla laurea in teologia al diaconato

Fabrizio Gatta si è avvicinato ai Missionari del Preziosissimo Sangue. Poi ha iniziato a frequentare la Pontificia Università Gregoriana, dove si è laureato in Teologia nel 2019. Dopodiché è stato ordinato diacono nel 2020. E ha iniziato questo percorso nella Chiesa di San Siro a Sanremo, città d’origine della sua famiglia, in cui il bisnonno è stato direttore di un Casinò negli Anni Venti.

Il prossimo passo è il sacerdozio, al quale si sta preparando con grande trepidazione. L’ordinazione è prevista per il 7 dicembre 2021 (dilei.ir, 15 giugno).

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