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Sacerdote guarito attraverso l’invocazione del Santo Volto

Manoppello

TIZIANA FABI | AFP

padre Jean-Christophe de Nadaï, o.p. - p - pubblicato il 12/06/21

Dopo che il suo viso è rimasto parzialmente paralizzato, questo sacerdote domenicano ha trovato la guarigione attraverso il Santo Volto di Gesù

Il 4 aprile 2017, il martedì prima della Domenica delle Palme, nell’ultimo giorno di Quaresima, mi sono svegliato con la parte destra del viso paralizzata.

La mia bocca era stata particolarmente colpita; la saliva usciva da sola, e quindi non potevo celebrare la Messa senza irriverenza nei confronti del Preziosissimo Sangue del Signore. Anche la palpebra era stata colpita, e dovevo dunque inumidire regolarmente l’occhio destro per evitare che si seccasse, e tenerlo ben chiuso durante la notte con l’aiuto di un cerotto.

Il medico dell’ospedale Salpêtrière, che ho consultato quello stesso giorno, mi ha detto che era una forma particolarmente grave di paralisi di origine virale. Il prossimo stadio della malattia sarebbe stato apparentemente di immenso affaticamento.

Avremmo cercato di ridurre l’infiammazione amministrando corticosteroidi, mi ha detto, ma non c’era alcuna certezza sul fatto che il nervo facciale sarebbe tornato normale. Non era neanche sicuro che i sintomi sarebbero scomparsi.

Martedì 2 maggio, una laica che in genere assiste alla Messa al convento di Saint-Jacques a Parigi si è mossa a compassione per la mia condizione, ed è venuta a portarmi una fialetta di olio del Santo Volto del santuario di Tours.

È un’ex infermiera, ed è cristiana. Il suo fervore per Nostro Signore è il risultato dei ricordi delle sue deviazioni spirituali passate, da cui Egli l’ha liberata mediante una conversione improvvisa.

Ero ovviamente consapevole del fatto che i miei confratelli domenicani a Tours erano stati nominati dall’arcivescovo di quella città custodi dell’oratorio del Santo Volto, ancor più perché il priore del convento di Tours era stato un mio collega nella mia missione accademica.

Non avevo però pensato di invocare le grazie che il Signore poteva offrirmi attraverso la devozione al Santo Volto, a cui la mia particolare forma di malattia poteva portarmi a ricorrere.

Il modo in cui ho ricevuto aiuto è stato sorprendente, perché è stato in un modo del tutto imprevedibile che la donna di cui ho parlato ha saputo della devozione al Santo Volto nella città di Tours. Ecco cos’è accaduto.

In genere assiste alla Messa che viene celebrata ogni giovedì per le intenzioni dei malati nella chiesa di San-Nicolas-des-Champs a Parigi (affidata alla Comunità dell’Emmanuele). Ci è andata il 27 aprile, ed è rimasta colpita nel vedere una persona malata che pregava, il che l’ha fatta avvicinare.

Alla fine della conversazione si sono scambiati gli indirizzi, e in seguito è rimasta sorpresa nel ricevere da quella donna malata otto fialette di olio del Santo Volto di Tours, da distribuire in base alle necessità che avesse constatato. La sua scelta è ricaduta su di me.

Non so perché non l’ho usato immediatamente, ma giovedì 4 maggio, esattamente un mese dopo il primo sintomo di quella malattia, è comparso un dolore molto forte e mi ha portato a usare l’olio, ungendomi il viso, proprio prima della Messa di mezzogiorno.

Anziché il sollievo che mi aspettavo, ho provato un intenso dolore al volto. L’ho visto come un segno del fatto che Gesù voleva che partecipassi al mistero della Sua Passione, e allora ho iniziato a pregare per certe intenzioni che mi erano state affidate. È durato solo pochi minuti, dopo i quali il dolore è del tutto scomparso.

La mattina dopo mi sono sottoposto a una visita medica all’ospedale Salpêtrière com’era in programma. L’obiettivo dell’appuntamento era verificare lo stato del nervo facciale.

Con mia grande sorpresa, il medico mi ha detto che il nervo stava rispondendo perfettamente alla stimolazione elettrica e aveva recuperato l’integrità.

Il giovedì successivo ho parlato con un professore di Medicina che mi ha detto: “Non è stato un intervento umano a fare questo”.

Ho continuato con la terapia di massaggio facciale quotidiana, come consigliato dall’esperta di logopedia dell’ospedale Salpêtrière, dalla quale sono tornato il 12 giugno. Durante quell’appuntamento, la dottoressa ha notato sorpresa che il mio viso aveva recuperato perfettamente la sua mobilità.

Ho preso un altro appuntamento per il 18 settembre, quando ha verificato che non avevo nessuno degli effetti che a volte seguono questa condizione dopo la guarigione.

Parigi, Convento di Saint-Jacques, festa del Santo Volto (13 febbraio 2018). 

P. Jean-Christophe de Nadaï, OP, è un frate domenicano, dottore in Lettere Classiche. Vive nel convento di Saint-Jacques a Parigi. Lavora all’edizione dei testi di San Tommaso d’Aquino dell’Editio Leonina.

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