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Sintomi psicosomatici: quando il corpo racconta un disagio

BAMBINO ANSIA

Di SewCream| |Shutterstock

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 08/06/21

La nostra persona è un'unità indissolubile di corpo e psiche (e anima); per questo quando c'è qualcosa che non va a livello emotivo e psicologico spesso è il corpo a lanciare l'allarme. Impariamo a riconoscere le somatizzazioni nei bambini e nei ragazzi.

Di Samuela Tarantino

I sintomi più frequenti

Molto spesso i bambini e gli adolescenti hanno dolori come il mal di testa, il mal di pancia, il dolore al petto o altri sintomi come la febbricola, le vertigini o il vomito per cui si rende necessario un consulto medico.

I sintomi che questi bambini dicono di avere possono durare da mesi e sono motivo di diversi accessi al pronto soccorso o di analisi di laboratorio dalle quali non emerge alcuna causa medica.

In tal caso, si può parlare di “somatizzazione”. Porre l’attenzione esclusivamente alle possibili cause “organiche” (cioè sui problemi del corpo) può essere fuorviante e portare a molti controlli medici, che possono generare frustrazione e aumentare la preoccupazione dei genitori e dei ragazzi.

L’importanza dell’ambiente

Questi sintomi possono essere considerati, infatti, frutto dello stretto legame che collega il corpo con l’ambiente e con la psiche. Questo legame va sempre preso in considerazione per una corretta diagnosi.

La relazione tra sintomi somatici (cioè i sintomi del corpo) e fattori psicologici può essere reciproca: i fattori emotivi influenzano la frequenza, l’intensità e il ripetersi dei sintomi che, a loro volta, possono causare stress psicologico e una cattiva qualità di vita.

Come si fa a capire quando il dolore è “psicologico”

Di solito, i bambini e gli adolescenti propensi alla somatizzazione sono
persone molto sensibili, emotive e facilmente eccitabili; spesso possono essere chiusi ed avere difficoltà a confidare le proprie emozioni e i propri bisogni. Queste difficoltà
favoriscono l’espressione dei propri problemi attraverso il corpo.

A scuola

Questi sintomi spesso si presentano in maniera ciclica ed in coincidenza con situazioni particolari. Il rapporto del bambino con la scuola gioca un ruolo fondamentale nel determinare le somatizzazioni.

Spesso i dolori e gli altri sintomi compaiono nel periodo scolastico. Pur non parlando apertamente delle loro preoccupazioni, molti bambini accusano malessere a scuola, in vista di interrogazioni, compiti in classe o quando il carico di studio diventa eccessivo.

Perfezionismo e paura di deludere

Il rapporto difficoltoso con la scuola può essere causato, ad esempio, da un eccessivo perfezionismo, o dal timore di deludere le aspettative dei genitori o degli insegnanti.

Per molti ragazzi, “essere bravi a scuola” è un modo per sentirsi maggiormente apprezzati o per ricevere maggiori attenzioni; questo può essere la causa del timore di fallimenti o dei brutti voti e può innescare un aumento dell’ansia, che a sua volta può scatenare dolore o altri sintomi.

Quando questi bambini stanno male, nonostante gli sforzi, possono avere un calo del rendimento scolastico ed una perdita di numerosi giorni di scuola, il che può compromettere la qualità della loro vita e il tono del loro umore.

Le relazioni con i pari

La scuola può essere anche una fonte di preoccupazione per le relazioni con i compagni. I bambini che somatizzano possono sentirsi diversi dai propri compagni, o sentirsi esclusi dal gruppo.

Spesso un dolore o un malessere a scuola può essere legato ad episodi di bullismo, che a volte il bambino evita di raccontare ai genitori per imbarazzo o per timore di peggiorare la situazione.

Molto spesso i ragazzi richiedono l’intervento di un familiare per essere riaccompagnati a casa, dove il malessere può attenuarsi o passare. Questo non significa necessariamente che il bambino abbia inventato” un sintomo: può indicare un alleggerimento dello stress una volta tornato nel posto sicuro, che è la casa.

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bambinisalute
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