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Andare a piedi, segreto delle menti creative

WALKING; DOG

Jus_Ol / Shutterstock.com

Octavio Messias - pubblicato il 02/06/21

L'abitudine di camminare potenzia la creatività e ha un effetto terapeutico

Aristotele, Jean-Jacques Rousseau, Friedrich Nietzsche, Albert Einstein, Charles Darwin, Søren Kierkegaard e Henry D. Thoreau. Cos’hanno in comune questi uomini, sette dei più grandi pensatori della storia occidentale, oltre alle loro idee e osservazioni rivoluzionarie che hanno cambiato il nostro modo di vedere il mondo? Avevano tutti l’abitudine di camminare molto ogni giorno. “Riesco a pensare solo quando cammino, la mia mente funziona soltanto con le gambe”, diceva Rousseau (1712-1768). 

La spiegazione della scienza

Quello che questi geni hanno percepito in modo intuitivo trova oggi sostegno nelle neuroscienze. I ricercatori dell’Università di Stanford (Stati Uniti) hanno realizzato uno studio paragonando i livelli di creatività delle persone che camminavano almeno venti minuti al giorno con quelli di coloro che non avevano questa abitudine, e hanno constatato che camminare potenzia fino al 60% la probabilità che sorgano proposte innovative e di successo. Gli stessi risultati sono stati constatati in individui che camminavano sul tapis roulant.

Camminare aumenta il flusso di sangue al cervello e l’attività nell’ippocampo, dove vengono immagazzinati i ricordi, migliora lo sviluppo cognitivo e promuove la generazione di nuovi neuroni, il che può essere associato al sorgere di nuove idee.

Effetto terapeutico

Il detto “Canta che ti passa” potrebbe essere adattato in “Cammina che ti passa”. Il filosofo danese Kierkegaard (1813-1855) scrisse al riguardo: “Non conosco alcun pensiero così pesante che non possa essere allontanato camminando”. Un’altra idea innovativa che ha trovato conferma nella scienza moderna. La psicologa statunitense Francine Shapiro (1948-2019) ha osservato che camminando il movimento spontaneo degli occhi che porta a guardare vari posti anziché un punto specifico allevia i pensieri negativi. Sulla base della sua esperienza personale, è giunta alla conclusione che il movimento degli occhi disattiva l’amigdala, il centro di individuazione delle minacce nel cervello, e questa scoperta è stata alla base dell’innovativa Terapia EMDR (Desensibilizzazione e Riprocessamento attraverso il Movimento Oculare), sviluppata da lei e usata per curare anche i veterani di guerra. 

Andare avanti

Camminando, è come se ci lasciassimo indietro le paure. Camminare da soli permette di vedere vecchi problemi in una nuova luce, con le testa snebbiata, integrati nell’ambiente che ci circonda e collegando le nostre membra inferiori al resto del corpo, cosa che non capita mai quando siamo seduti. Senza contare il bene che fa al cuore, alla circolazione e alla postura. Se si cammina in mezzo alla natura, con un panorama ispiratore e respirando aria pura, meglio ancora.

Thoreau (1917-1962), poeta e pensatore naturalista statunitense, camminava più di quattro ore al giorno nei boschi dello Stato del Massachusetts. Rousseau, quasi un atleta, percorreva più di 30 chilometri al giorno. Parlando di questa abitudine scrisse: “Non ho mai pensato tanto, non ho mai vissuto tanto, non sono mai stato tanto io, se così posso dire, come nei viaggi che ho fatto da solo e a piedi. Camminare ha qualcosa che mi esorta e mi ravviva le idee: quando sono fermo quasi non riesco a pensare; ho bisogno di mettere in movimento il corpo perché lo sia anche lo spirito”.

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