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Il vino proibito dei Papi

WINE

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Adriana Bello - pubblicato il 01/06/21

Ideato da un chimico francese, il Mariani era il preferito di molte personalità europee. Ma conteneva un pericoloso ingrediente segreto...

Il vino Mariani, ideato nel 1863 dal chimico italo-francese Angelo Mariani, era uno dei preferiti dei Papi Pio X e Leone XIII. Quest’ultimo conferì anche una medaglia vaticana d’oro al suo creatore.

Era non solo gradevole al gusto, ma si diceva che il suo consumo regolare aiutasse i problemi respiratori e di stomaco; combatteva la fatica, era un analgesico e aiutava anche con i nervi.

Per queste ragioni, l’elisir era uno dei vini preferiti non solo dai Papi, ma anche da altre importanti personalità, come la regina Vittoria d’Inghilterra, Thomas Alva Edison, Sigmund Freud, lo zar Alessandro II e lo scrittore Julius Verne.

Qual era il problema? Questo vino era realizzato, oltre che con il Bordeaux, con foglie di coca.

L’uso della coca, “normale” all’epoca

Si crede che Angelo Mariani avesse letto un trattato pubblicato dal chimico italiano Paolo Mantegazza nel 1859. Anni prima, questi si era recato sull’altopiano argentino e si era reso conto che i contadini realizzavano i loro compiti quotidiani senza grandi sforzi perché masticavano una foglia amara, quella appunto di coca.

La cocaina venne isolata dalla coca in forma cristallina nel 1860 dal chimico Albert Niemann di Gottinga (Germania), e da allora a quando ne sono stati resi noti gli effetti negativi era raccomandata da molti, dai farmacisti ai guaritori. Non era solo il vino in questione a contenerla, ma anche altre bevande.

Anche se è vero che al giorno d’oggi le foglie di coca sono commercializzate legalmente in vari Paesi dell’altopiano andino, come Perù e Bolivia, è molto diverso quando si mescolano con l’alcool, o quando si usa la cocaina isolata, come si crede che abbia poi fatto Mariani.

La ricetta del vino Mariani produceva un effetto che stimolava il sistema nervoso centrale molto simile a quello della cocaina da sola, e si vedeva potenziato anche dalla generazione di un terzo composto chiamato cocaetilene, prodotto della reazione chimica tra un metabolita della cocaina e dell’etanolo.

Ciò che è certo è che per più di 50 anni intellettuali, scienziati, presidenti, artisti e due Pontefici lo hanno bevuto. Il vino Mariani è stato proibito nel 1914, poco prima che il suo ideatore morisse e vari anni dopo la morte di Papa Leone XIII, quando hanno iniziato a venire alla luce i primi studi sulle conseguenze negative della cocaina e sul pericolo del suo consumo. 

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