Ancora vittime nella cosiddetta "Terra dei Fuochi", quel pezzo di terra che sta tra la provincia di Napoli e quella di Caserta resa velenosa dalle discariche abusive della Camorra e dai numerosi roghi di spazzatura che diffondono diossina. Una terra in cui il tasso di mortalità è più alto di almeno il 10% (il 10 per gli uomini, il 13% per le donne) rispetto al resto della Campania. In questa terra martoriata dal malaffare e dall'avidità ci sono molte persone che lottano per un futuro migliore, uno di essi è certamente Don Maurizio Patriciello che è la voce di moltissimi disperati che vivono in quei luoghi e che oggi, sulle pagine di Avvenire, ricorda il piccolo Gabriel che a soli 9 anni è tornato alla casa del Padre. Don Maurizio dice:

L'assedio della Camorra alla Terra dei Fuochi
Una terra ancora oggi sotto assedio da parte della criminalità che si insinua dentro le aziende, si infiltra dove può agire imponendosi con la forza e la paura, ma anche con i soldi e le promesse. Proprio oggi un nuovo blitz:
Stare dalla parte dei poveri e dei deboli. Stare dalla parte di Cristo.
Ecco allora che l'appello di Don Maurizio risuona ancora più pressante, invoca il Papa, l'unica autorità morale a cui sembri interessare questa tragedia e che ha capito - Bergoglio - che le tragedie ambientali sono tragedie soprattutto per i poveri e i deboli, e che i più deboli di tutti sono i bambini e le loro vite da tutelare
E ancora: "La pandemia, Santità, ha colpito dappertutto, è vero. E rischia di raggelare il nostro sguardo e chiudere i nostri occhi e il nostro cuore. Ma, come una mannaia, si è abbattuta soprattutto su coloro che già soffrivano: i piccoli, i deboli, i senza voce E anche i nostri ammalati oncologici hanno avuto la peggio".
A lui gli fa eco un altro prete che con forza si pone al fianco dei piccoli da anni, don Fortunato Di Noto, che protegge i bambini dagli orchi della Rete