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Elisabetta di Francia, una principessa con la vocazione alla vita da single

©Domaine Public

Mathilde De Robien - pubblicato il 27/05/21

La nobildonna francese era nota come “l'angelo consolatore” per il suo servizio disinteressato a familiari, amici e poveri

Ghigliottinata il 10 maggio 1794 ad appena 30 anni, Madame Elisabeth, “l’angelo consolatore”, scelse liberamente di rimanere con i suoi parenti, la famiglia reale, per sostenerli anche a costo di condividerne il tragico destino.

La sua causa di beatificazione è stata riaperta nel 2017, ed è in corso la fase diocesana del processo. Il suo postulatore, padre Xavier Snoëk, la considera un ottimo esempio per molte persone single che cercano di dare un significato alla propria vita.

Nonostante la sua profonda pietà, Elisabetta sapeva di non avere una vocazione religiosa. “Non sopportava gli spazi chiusi. Ottima cavallerizza, aveva bisogno di spazi ampi”, ha spiegato padre Xavier, affermando che questo non era compatibile con la vita religiosa.

“Ben presto, seppe anche di non essere chiamata al matrimonio, ma voleva fare qualcosa della sua vita”. La sua vita da nubile avrebbe portato frutti nel suo rapporto con i poveri, con gli amici e i familiari.

Con i poveri

Oltre che agli impegni a Corte, agli studi (soprattutto di matematica) e alle attività sportive, Elisabetta di Francia dedicò buona parte del suo tempo alle opere caritative nella sua tenuta di Montreuil, che nel 1787 era attaccata a Versailles.

Visitava e aiutava i poveri della zona, accompagnando anche il medico e curando i malati. Presto si diffuse la sua fama come “Buona Signora di Montreuil”. Questa vita di carità era sostenuta da una vita di intensa preghiera e di fiducia incrollabile nella misericordia divina.

Con gli amici

La principessa Elisabetta è stata anche uno splendido modello di fedeltà nell’amicizia. Il re le aveva dato una dimora, e Madame Elisabeth volle tenere accanto a sé gli amici d’infanzia e le dame di compagnia.

La sua amicizia con Angélique de Mackau, poi diventata marchesa di Bombelles, e con Marie de Causans, in seguito Madame de Raigecourt, durò fino al giorno della sua morte. Non abbandonò mai nemmeno Madame de Guéménée, anche quando questa venne bandita dalla società per via degli scandalosi debiti del marito.

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