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“Non cambierei nulla della mia vita”. I 100 anni di suor Regine Canetti

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Suor Regine.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 26/05/21

Vive presso la congregazione delle Religiose di Nostra Signora di Sion, fondata da Théodore Marie Ratisbonne, ebreo come lei convertito al cristianesimo

Suor Regine Canetti ha compiuto 100 anni il 19 maggio 2021. E’ una delle religiose più longeve al mondo. Vive presso la congregazione di Nostra Signora di Sion, fondata da Théodore Marie Ratisbonne, ebreo come lei convertito al cristianesimo.

«Non ci credo che ho compiuto 100 anni, eppure è così. Se mi chiedi se vorrei cambiare qualcosa della mia vita passata, rispondo di no. È stata così piena, così piena di avventure: spiritualmente, fisicamente, moralmente e socialmente. Sono molto felice», dice a cmc-terrasanta.com.

“Se succede qualcosa dovete lasciare il paese”

Originaria di Sofia in Bulgaria, ebrea in un luogo dove la maggioranza era formata da cristiani ortodossi, frequentò una scuola francese: Notre Dame de Sion. «Rimasi 12 anni in quella scuola e il mio ultimo anno fu nel 1940: era esattamente l’inizio della guerra, della Seconda Guerra Mondiale».

«Mio padre – prosegue la religiosa della Congregazione di Nostra Signora di Sion – non aveva documenti bulgari ma era in possesso di altri e per questo, quando iniziò la guerra, il governo disse, a noi ebrei che non eravamo bulgari: «non riusciamo a proteggervi, non possiamo fare nulla per voi. Se succede qualcosa, dovete lasciare il paese”».

La fuga sulla nave quasi distrutta 

Fu cosi che un uomo ebreo, che si prendeva cura degli ebrei in Bulgaria, trovò una vecchia nave, quasi distrutta, sulla quale, tutti coloro che volevano lasciare il paese, si dovettero imbarcare nel porto di Warna in Bulgaria. «Fu orribile – rammenta la religiosa – perché era il 15 dicembre, inverno e su quella piccola nave malandata la gente si accalcava per salire. Credo che potesse portare solo 150 persone ma ce n’erano stipati 350».

Ricorda suor Regine Canetti: «Salimmo su quella nave pensando solo che in cinque giorni saremmo arrivati in Palestina. Ma come ho detto era inverno e il mare era molto mosso e così non si riuscì a mantenere il programma. Arrivammo vicino ad Istanbul in Turchia e lì dovemmo fermarci, ma dal momento che eravamo stranieri, il governo turco ci disse di restare a tre km di distanza dalla riva e lì restammo per cinque giorni».

114 sopravvissuti 

L’avventura della suora centenaria proseguì in modo rocambolesco. «Ripartimmo, ma nel pomeriggio il tempo cambiò ancora e tornò di nuovo la tempesta ancora più forte e la nave cominciò a perdere pezzi. Alla fine mio padre disse: “sappiamo nuotare, lanciamoci in acqua e nuotiamo”. Cosi ci tuffammo, ma una volta in acqua le onde erano sempre più alte, fu orribile. Ero con mio padre, mia madre, mio fratello, mia sorella non era con noi perché era già sposata. Mia madre e mio fratello affogarono, mentre io e mio padre fummo tratti in salvo. La maggior parte delle persone morì. Sopravvissero solo 114 persone».

L’incontro con le suore di Sion

Le Suore di Sion, conclude suor Regine Canetti, «mi trovarono in un Kibbutz e mi invitarono ad andare a Gerusalemme. Mi dissero che mi avrebbero dato ciò di cui avevo bisogno, e andai. A poco a poco, chiesi di poter diventare, a mia volta, suora». Da allora, per 80 anni ha servito il Signore insegnando in diversi Paesi arabi, in scuole gestite dalla Congregazione. E si sveglia «ogni mattina sapendo che può essere quella in cui Dio mi accoglie presso di lui».

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