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Vaccini anti Covid: gli ingredienti sono sicuri, il polisorbato-80 viene usato da anni

KATOLIK ASTRAZENECA

oasisamuel | Shutterstock

Verificat - pubblicato il 16/05/21

Il polisorbato 80 è un emulsionante a uso farmaceutico, cosmetico e alimentare. E' presente in alcuni vaccini anti Covid e anche nel vaccino antinfluenzale

Un forum che enumera otto presunti ingredienti che i vaccini possono contenere (senza specificare alcuna marca) circola in questi giorni su WhatsApp. È una lista FALSA, dato che i vaccini non presentano questi componenti (o la maggior parte di essi) e non ci sono prove del fatto che l’inoculazione dell’ingrediente provochi gli effetti collaterali citati nelle proporzioni fornite.

“Mi potete dire i componenti del vaccino che volete ricevere? Visto che la risposta sarà probabilmente negativa, ecco una lista di alcuni di loro: alluminio (provoca Alzheimer), thimerosal (autismo), polisorbato-80 (sterilità, ridotte capacità immunitarie e infiammazioni), trioleato di sorbitano (infiammazioni), neomicina e desossicolato (sono immunotossine), gentamicina (encefalite), formaldeide e and ‘netapropylectone’ (cancerogeno), polimixina e squalene (neurotossici)”.

Di tutti gli ingredienti citati, solo il polisorbato-80, un emulsionante, il beta-propiolattone (scritto in modo scorretto nel messaggio) e l’alluminio (ma come idrossido) sono presenti in alcuni dei vaccini contro il Covid-19 che hanno disponibili foglietti illustrativi. Contengono polisorbato-80 le fiale di AstraZeneca, Janssen, CanSino, Covishield e Sputnik V, come si può osservare negli opuscoli di ogni farmaco. Il beta-propiolattone viene usato in un vaccino cinese, Sinopharm Wuhan, per disattivare il vettore virale. I sali di alluminio, che operano come coadiuvanti dagli anni Settanta, sono stati individuati nei vaccini CoronaVac, Covaxin ed Epivac; l’alluminio opera anche come composto delle confezioni dei vaccini.

Polisorbato-80

Il polisorbato-80 è associato solo ad alcune infiammazioni. Anche se il messaggio afferma che provoca “sterilità, ridotte capacità immunitarie e infiammazioni”, non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa affermazione. È una molecola che viene usata in alcune iniezioni contro l’influenza e altre malattie – molti vaccini infantili come Prevenar, Gardasil 9 o Trumenba contengono polisorbato. Agisce anche come coadiuvante, ovvero è “un prodotto che rafforza la sua azione” aiutando ad aumentare la risposta immunologica del paziente, spiega Rafael Padrós, responsabile del Servizio per la Prevenzione dei Rischi presso l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau ed esperto di vaccini. Questo composto è anche usato come stabilizzatore ed emulsionante nell’industria alimentare. Il beta-propiolattone, dal canto suo, è cancerogeno in modo naturale in altre circostanze, ma non nel modo in cui è stato usato nel vaccino.

Le agenzie di regolamentazione del farmaco come quella europea e quella statunitense insistono sul fatto che sia il polisorbato-80 che gli altri ingredienti usati per realizzare i vaccini sono sicuri nelle quantità che contengono. Perché qualsiasi farmaco venga approvato, infatti, devono essere effettuate diverse prove cliniche che mostrino che sono efficaci e soprattutto sicuri, come spiega l’Associazione Spagnola per le Vaccinazioni. Ciò non significa che non provochino effetti collaterali – tutti i farmaci al mondo ne hanno -, ma almeno è stato garantito che “le reazioni più gravi sono molto rare”.

Gli altri elementi

Tra i composti citati nel messaggio, alcuni elementi vengono realmente usati come ingredienti per realizzare vaccini, ma non quelli contro il Covid-19. Il thimerosal è usato in alcuni vaccini antinfluenzali, anche se la sua presenza nella realizzazione e conservazione di alcuni vaccini sta diminuendo; il trioleato di sorbitano è un ingrediente di alcuni vaccini antinfluenzali ed è considerato un agente in grado di provocare reazioni allergiche; la neomicina è un composto di alcuni vaccini contro l’influenza o la rabbia, e gentamicina, polimixina e squalene vengono tutti usati in vaccini in genere distribuiti in Spagna ma non in quelli contro il coronavirus, secondo la lista dei vaccini e allergeni dell’Associazione Pediatrica Spagnola. Il desossicolato è un farmaco che viene iniettato nell’area del collo per ridurre il grasso.

L’MRC-5 non è tessuto polmonare di un feto abortito

Il messaggio cita anche tra i presunti ingredienti del vaccino l’MRC-5, che definisce come tessuto polmonare di un feto abortito. Ciò è FUORVIANTE, come abbiamo già spiegato, perché anche se alcuni vaccini sono stati realizzati con cellule embrionali, sono copie realizzate in laboratolrio, e in nessuno di questi casi si tratta di MRC-5.

“Mi potete dire i componenti del vaccino che volete ricevere? Visto che la risposta sarà probabilmente negativa, ecco una lista di alcuni di loro: […] l’MRC-5 è tessuto polmonare di un feto maschio caucasico abortito di 14 settimane, guardate anche su Wikipedia”.

Le linee cellulari sono cellule di un unico tipo (prevalentemente cellule animali) che sono state modificate per riprodursi all’infinito in laboratorio e vengono usate prevalentemente nella ricerca. In origine, secondo un articolo pubblicato su Nature, le linee cellulari usate nella produzione di AstraZeneca, il cui nome è HEK-293, sono state ottenute da cellule renali embrionali umane negli anni Settanta. Anche il vaccino Janssen ha usato linee cellulari, in questo caso PER.C6, derivanti da cellule embrionali della retina sviluppate nel 1985, secondo un documento di Nature. L’MRC-5 è un altro tipo di linea cellulare, in tal caso derivante da un feto maschio di 14 settimane legalmente abortito nel 1966, ma non è stato usato per nessuno dei vaccini contro il Covid-19.

Ciò non significa che un vaccino sia realizzato con cellule che derivano da bambini abortiti, ma che i ricercatori originariamente avevano bisogno di queste cellule provenienti da un feto molto specifico per ottenere una linea cellulare simile alle cellule renali embrionali.

Qui l’articolo originale pubblicato da Verificat per il sito Catholicfactchecking.com

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