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Figli adolescenti: non travolgiamoli col nostro furore educativo

ADOLESCENZA

Di VGstockstudio|Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 07/05/21

Essere madri e padri di figli in età adolescenziale è sicuramente occasione di santificazione. Impresa certamente ardua, è una fatica da misurare sulla lunga distanza. Ma anche per loro non è facile crescere con un carico troppo pesante di richieste e critiche. Serve da parte dei genitori una pazienza intelligente e costruttiva.

Ogni volta che apro bocca mio figlio adolescente sbuffa. Vedo che si innervosisce, mi risponde male. Dice che sono noiosa, che ripeto sempre le stesse cose, che non va mai bene niente: ma che debbo fare se non mi ascolta?
Io ripeto sempre le stesse cose perché lui non fa niente di quello che gli dico!
È disordinato, svogliato, studia meno di quello che vorrei, guarda cose che
non mi piacciono, ascolta musica che non capisco, veste in un modo assurdo per me, io cerco di proporgli qualcosa di meglio ma lui si ritira nella sua
stanza e io ci resto male. Eugenia M.

Di Luigi Ballerini medico, psicanalista e scrittore per ragazzi. Si occupa di giovani, scuola e famiglia

Genitori di adolescenti

Nelle parole di questa madre si legge tutta la sua esasperazione. Può effettivamente
non essere facile essere genitore di un adolescente e a volte si è davvero messi alla prova. Da una parte il desiderio di correggerli, di renderli migliori di come
appaiono, di instradarli in una buona direzione considerando un futuro cui loro,
a volte, non riescono a pensare.

Dall’altra il loro desiderio di dire io, di affrancarsi, di decidere, di voler dire qualcosa sulla loro vita, di fare delle scelte finalmente autonome. Con loro ci vuole pazienza, ma non solo. Ci vuole una pazienza intelligente e costruttiva, che non coincide con essere remissivi o rinunciatari.

Ai nostri figli dispiace dispiacerci

Ci conviene partire da una premessa: ai nostri figli, anche ai più ribelli (in apparenza o di fatto), piace piacerci. Diciamolo meglio: ai nostri figli dispiace dispiacerci. Purtroppo, spesso, i nostri interventi educativi hanno per loro il sapore di una critica, sono
interpretati come la prova che non ci vanno bene per come sono.

Ecco allora che presi dal nostro furore educativo rischiamo di aprire troppi fronti contemporaneamente: lo studio, l’ordine personale, l’igiene, le passioni, le amicizie. L’esito è quello che con una certa frequenza sento dire dai ragazzi: «Ai miei non va bene niente di me». E si fa tanta fatica a crescere con questo pensiero, troppa.

Presi dal nostro furore educativo,

rischiamo di aprire troppi fronti

con i ragazzi senza ottenere nulla

Non esasperiamoli

A parte il fatto che dovremmo chiederci: queste canzoni, queste passioni, queste frequentazioni, non vanno bene perché sono dannose o addirittura pericolose o semplicemente non ci piacciono, sono diverse da quello che vorremmo?

Perché se c’è un danno presente o in vista bisogna intervenire, altrimenti si può anche attendere che il gusto personale faccia la sua strada, si formi, si affini con la crescita. Dobbiamo evitare l’esasperazione che certi nostri rimproveri sanno provocare, limitarci a quelli essenziali, prioritari.

E già che ci siamo potremmo anche provare a recuperare uno sguardo di simpatia nei confronti di questi adolescenti, giovani uomini e giovani donne alle prese
con il loro diventare grandi, tra slanci e timori, speranze e preoccupazioni.

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Tags:
genitori e figli
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