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Rete sociale censura sacerdoti in tonaca dicendo che la foto può urtare la sensibilità di qualcuno

Rede social censura foto de padres de batina

Sérgio Muniz | Facebook

Francisco Vêneto - pubblicato il 27/04/21

Che tipo di criterio ritiene Gesù un “contenuto violento” o due sacerdoti in tonaca un'immagine potenzialmente offensiva?

Una rete sociale ha censurato dei sacerdoti in tonaca con un effetto che copre una foto in cui appaiono davanti a una cattedrale. Secondo la censura di Facebook, “alcune persone potrebbero essere sensibili” alla foto, che per questo è classificata come “contenuto riservato”.

Sovrapposta alla fotografia dei due sacerdoti in tonaca, l’immagine contiene anche un’affermazione di Papa San Pio X in spagnolo, che afferma:

“Il sacerdote deve ordinare le sue azioni, i movimenti e gli abiti in armonia con la sublimità della sua vocazione. Lui che sull’altare smette quasi di essere mortale… e anche quando scende dall’altare. Ovunque sia, ovunque vada, non smette mai di essere sacerdote”.

La fotografia era stata condivisa da padre Sérgio Muniz, di Rio de Janeiro, che ha commentato:

“COPRONO COME ‘SENSIBILE’ la foto di due preti in tonaca. Sì, perché per il DIAVOLO tutto ciò che ricorda Gesù Cristo e la sua Santa Chiesa è molto ‘sensibile’, ovviamente”.

“Questa foto”, aggiunge, “può dare fastidio ai nemici della Croce: i posseduti, gli immorali, gli immondi, i rinnegati, i maligni, i bugiardi, gli avversari del bene”.

Il Bambino Gesù censurato da Facebook come “contenuto violento”

Nel 2018, un altro episodio patetico di censura del tutto gratuita da parte della stessa rete sociale aveva giù suscitato indignazione tra gli internauti. In quell’occasione, l’immagine censurata mostrava Babbo Natale inginocchiato davanti al Bambino Gesù. Sovrapponendosi all’immagine censurata, Facebook mostrava questo avviso assurdo: “Questa foto può mostrare contenuto violento o esplicito”.

Per quanto si sostenga qualche “errore di algoritmo” che avrebbe praticato una censura automatica, bisogna ricordare che l’algoritmo si basa su determinati criteri oggettivi. Resta da sapere che tipo di criterio adottato da Facebook include il Bambino Gesù tra gli esempi di “contenuto violento” o due sacerdoti in tonaca come immagine potenzialmente offensiva.

Ecco la bella preghiera che accompagnava l’immagine di Babbo Natale inginocchiato riconoscendo che il vero centro del Natale è Gesù Cristo, preghiera che spiega probabilmente abbastanza bene il motivo per cui la fotografia è stata censurata:

“Mio prezioso e amato Gesù, non volevo prendere il tuo posto. Io porto solo cose e giocattoli, Tu porti amore e grazia. Le persone mi danno liste di desideri e sperano che vengano esauditi, ma Tu ascolti le preghiere del cuore e prometti la tua volontà di esaudirle. I bambini cercano di essere buoni e di non piangere quando arrivo, ma Tu ami incondizionatamente, e il tuo amore sarà sempre abbondante. Io lascio solo un sacco di giocattoli e allegria temporanea, ma Tu lasci un cuore pieno d’amore, di propositi e motivazioni. C’è molta gente che crede in me e mi rende famoso, ma io non ho mai curato il cieco né ho provato ad aiutare lo zoppo. Ho le guance rosate e una voce piena di risate, ma non ho mani forate dai chiodi né promesse di eternità. Le persone possono trovare tanti come me nelle città o nei negozi, ma solo Tu sei l’Onnipotente che risponde agli appelli di un peccatore. E così, mio prezioso e amato Gesù, mi inginocchio qui per pregare, lodarti e adorarti in questo santo giorno della tua Nascita”.

Tags:
censurafacebookfotografialibertà religiosasacerdoti
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